Investimenti urgenti e necessari nella protezione del clima, nella sicurezza dell'approvvigionamento e nell'indipendenza energetica della Svizzera
25.4423 · Interpellanza urgente · 2025-12-01
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
Liquidato
Wortlaut
Già nel 2022, il Gruppo intergovernativo sui cambiamenti climatici (IPCC) ha stimato che per gli investimenti annuali globali per raggiungere gli obiettivi climatici dell’Accordo di Parigi occorre tra il 2 e il 4 per cento del PIL mondiale. Una parte considerevole di questi investimenti deve essere realizzata nelle economie più avanzate. Per Paesi come la Svizzera questi investimenti non sono solo una necessità dal punto di vista della politica climatica, ma anche un interesse economico, poiché a lungo termine riducono i costi dell’energia importata e creano più valore aggiunto a livello nazionale. Attualmente vengono spesi circa 8 miliardi di franchi all’anno per l’importazione di vettori energetici fossili, risorse che incidono negativamente sul nostro bilancio climatico e rendono la Svizzera dipendente da Paesi produttori di petrolio spesso dai regimi autoritari.
L’Iniziativa per un fondo per il clima, che sarà sottoposta al voto l’8 marzo 2026, prevede di mettere a disposizione un importo compreso tra lo 0,5 e l’1 per cento del PIL svizzero tramite il settore pubblico. Si presume che tali investimenti pubblici genererebbero investimenti privati ingenti. Ciò permetterebbe di raggiungere un livello di investimenti tale da rendere realizzabili gli obiettivi climatici della Svizzera e garantire il nostro contributo agli investimenti necessari a livello globale secondo l’IPCC.
Il Consiglio federale respinge tuttavia tale iniziativa. Allo stesso tempo, nel quadro del pacchetto di sgravio 27, riduce in modo significativo programmi di investimento esistenti nel settore del clima.
Alla luce di queste considerazioni, invito il Consiglio federale a rispondere alle domande seguenti.
Il Consiglio federale riconosce l’importanza fondamentale degli investimenti climatici per il raggiungimento degli obiettivi climatici, per la capacità di rendimento a lungo termine dell’economia svizzera e per il rafforzamento dell’indipendenza energetica?
Come intende rendere possibili gli investimenti necessari in Svizzera e per la Svizzera, se da un lato respinge l’Iniziativa per un fondo per il clima e dall’altro riduce i programmi di investimento esistenti nel quadro del pacchetto di sgravio 27?
Come valuta la crescente discrepanza tra gli obiettivi climatici decisi dalla Svizzera e gli investimenti effettivi avviati dallo Stato? E con quali strumenti concreti intende colmare questo divario in modo vincolante nei prossimi anni?
Stellungnahme des Bundesrates
Domande 1 e 2: Il Consiglio federale riconosce la grande importanza degli investimenti climatici. La Confederazione persegue già una politica climatica efficace ed equilibrata. Combina obiettivi chiari e a lungo termine con una combinazione equilibrata e consolidata di misure basate su meccanismi dell’economia di mercato, incentivi e regolamentazioni, chiedendo in modo mirato anche un maggiore impegno da parte dei maggiori emettitori.
La legislazione vigente è sostenuta da fondi considerevoli: anche tenendo conto del pacchetto di sgravio 27, sono disponibili circa 2 miliardi di franchi all’anno per la protezione del clima e la riconversione del sistema energetico. A ciò si aggiungono circa 800 milioni di franchi all’anno per il finanziamento climatico internazionale.
I fondi necessari per raggiungere gli obiettivi climatici saranno disponibili anche se l’Iniziativa per un fondo per il clima viene respinta. Qualora in futuro fossero necessarie ulteriori misure, queste potranno essere stabilite nella pertinente legislazione speciale, ad esempio nella legge sul CO₂ (RS 641.71) o nella legislazione in materia di energia. La legge federale sugli obiettivi in materia di protezione del clima, l’innovazione e il rafforzamento della sicurezza energetica (LOCli; RS 814.310) obbliga il Consiglio federale a sottoporre per tempo al Parlamento proposte per l’ulteriore sviluppo della politica climatica, garantendo così il continuo adeguamento delle misure.
Il Parlamento mantiene in ogni momento la competenza di decidere in merito a ulteriori misure e al loro finanziamento.
Domanda 3: Il 12 settembre 2025 il Consiglio federale ha discusso due tematiche attinenti all’orientamento della politica climatica dopo il 2030, in particolare la revisione della legge sul CO₂ per il periodo dal 2031 al 2040 e le condizioni quadro giuridiche per la rimozione e il sequestro di CO₂, fondamentali per il raggiungimento dell’obiettivo delle emissioni nette pari a zero entro il 2050.
La revisione della legge sul CO₂ mira ad attuare l’obiettivo di riduzione delle emissioni di almeno il 75 per cento entro il 2040 sancito dalla LOCli. A tal fine verrà ulteriormente sviluppata la regolamentazione nei settori degli edifici, dell’industria, dei trasporti e dell’aviazione internazionale. Il Consiglio federale sta inoltre elaborando un sistema di scambio di quote di emissioni per gli edifici e i trasporti, i cui proventi saranno utilizzati per accelerare la decarbonizzazione.
Al contempo, i processi di rimozione e sequestro di CO₂ verranno accelerati mediante una legge quadro che armonizza le regole per il potenziamento delle infrastrutture necessarie (p. es. condutture di CO₂ e serbatoi nel sottosuolo) e che rafforza la sicurezza degli investimenti.
Il DATEC è incaricato di presentare al Consiglio federale, entro l’estate del 2026, due progetti da porre in consultazione.