25.4432 · Interpellanza urgente · 2025-12-02
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
Liquidato
Wortlaut
I nuovi scenari climatici mostrano che in Svizzera le temperature sono aumentate di quasi 3° C. Se questo andamento non verrà fermato, l’aumento potrebbe raggiungere i 5° C. Allo stesso tempo, il nostro Paese sta chiaramente mancando i propri obiettivi di riduzione: le compensazioni all’estero, realizzate finora solo per lo 0,04 per cento, sono di fatto un fallimento, mentre le misure nazionali vengono indebolite. Questi sviluppi mettono a repentaglio il raggiungimento degli obiettivi climatici e aumentano i rischi per la popolazione, le infrastrutture e la natura. Bisogna quindi fare immediatamente chiarezza sul corso della politica climatica svizzera.
Il Consiglio federale è invitato a rispondere alle domande seguenti.
Nonostante tutti gli indicatori suggeriscano che la Svizzera mancherà nettamente i propri obiettivi climatici, il Consiglio federale reputa con ottimismo che la Svizzera si trovi sulla strada giusta. Dispone di ulteriori dati, non noti al pubblico, a giustificazione di questo ottimismo?
Come valuta i nuovi scenari climatici (Clima CH2025) secondo i quali in Svizzera è atteso un aumento delle temperature fino a 5° C?
Per quanto riguarda i rischi legati al superamento dell’obiettivo di temperatura («overshoot»), di quali valutazioni scientifiche dispone, in particolare sui danni irreversibili alla biodiversità, alla salute e alle infrastrutture?
Studi dimostrano che, sul lungo termine, il mancato raggiungimento degli obiettivi climatici causa danni economici che sono più ingenti rispetto agli investimenti tempestivi nella protezione del clima. Se si dovesse delineare lo scenario di riscaldamento globale sopra 1,5 °C o 2 °C, quali sono i costi concreti che il Consiglio federale prevede per i danni e di quali cifre dispone per comparare i costi di investimento con i costi dell’inazione?
In che modo giustifica il fatto che elementi chiave della politica climatica, come la piazza finanziaria, il traffico aereo, le emissioni grigie e il finanziamento climatico internazionale, continuino a essere tenuti in considerazione soltanto marginalmente?
Da studi emerge che i dibattiti sul ritorno al nucleare frenino la transizione energetica. Considerato che la Svizzera rischia di mancare i propri obiettivi climatici, il Consiglio federale ritiene davvero che ostacolare lo sviluppo delle energie rinnovabili sia la strategia giusta?
Il Consiglio federale conferma (v. interrogazione 25.1044) che fino a oggi è stato effettuato solo lo 0,04 per cento delle compensazioni previste all’estero, e che soltanto «nei prossimi anni» sarà possibile valutare in modo più attendibile lo sviluppo. In che modo garantisce che gli obiettivi siano raggiungibili realisticamente entro il 2030 e quali progressi si aspetta fino ad allora?
Stellungnahme des Bundesrates
1 e 7) Il Consiglio federale si è espresso in merito al raggiungimento degli obiettivi climatici nelle sue risposte all’interpellanza Bulliard 24.4379 «È ancora possibile realizzare il piano di compensazione di CO2 per raggiungere gli obiettivi climatici entro il 2030?» e all’interrogazione Clivaz 25.1044 «La Svizzera riuscirà a raggiungere gli obiettivi di riduzione delle emissioni di gas serra per il 2030?». 2) Dagli scenari climatici emerge chiaramente che la Svizzera è già fortemente colpita dai cambiamenti climatici e che sono da attendersi ripercussioni tangibili anche in futuro. Gli scenari, oltre a illustrare la necessità di sforzi globali per ridurre le emissioni di gas serra e di provvedimenti di adattamento ai cambiamenti climatici, rappresentano la base per la strategia del Consiglio federale sull’adattamento ai cambiamenti climatici. 3) Per le proprie valutazioni delle conseguenze dei cambiamenti climatici il Consiglio federale si avvale delle basi scientifiche disponibili, come quelle che il Gruppo intergovernativo sui cambiamenti climatici (IPCC) riassume regolarmente nei propri rapporti di valutazione. 4) Nel 2021, nella Strategia climatica a lungo termine della Svizzera, il Consiglio federale ha valutato i costi legati ai cambiamenti climatici sulla base della letteratura allora disponibile. Se il riscaldamento globale dovesse avanzare, i costi per la Svizzera nel 2050 potrebbero toccare al massimo il 4 per cento del PIL annuo. Se invece si riuscirà a ridurre le emissioni globali e a limitare il riscaldamento globale entro la soglia di 1,5 °C, i costi nel 2050 raggiungeranno al massimo l’1,5 per cento del PIL. Nel quadro del programma NCCS-Impacts del National Centre for Climate Services è in corso un progetto che stima in modo esaustivo i costi degli impatti dei cambiamenti climatici in Svizzera. I risultati saranno disponibili nel 2026. Bisogna tenere conto del fatto che le previsioni per un lasso di tempo pari a un quarto di secolo sono caratterizzate da forte incertezza. 5) Gli ambiti tematici menzionati sono già contemplati nella legislazione vigente. 6) Il Consiglio federale si è espresso in merito al tema dell’energia nucleare nel suo messaggio concernente l’iniziativa popolare «Energia elettrica in ogni tempo per tutti (Stop al blackout)» (25.068). Pur respingendo l’iniziativa popolare, sottopone per approvazione un controprogetto indiretto con lo scopo, nel caso in cui il potenziamento delle energie rinnovabili non potesse essere portato avanti nella misura desiderata, di aprire la politica energetica svizzera a ogni tipo di tecnologia, compresa l’energia nucleare, per garantire l’approvvigionamento elettrico.