25.4434 · Interpellanza urgente · 2025-12-02
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
Liquidato
Wortlaut
I nuovi scenari climatici sono un campanello d’allarme: in Svizzera le temperature aumentano molto di più rispetto alla media globale. Senza un intervento incisivo, entro la metà del secolo rischiamo di trovarci di fronte a un Paese completamente trasformato, con giorni di canicola in pianura triplicati e temperature massime fino a 39 gradi a Basilea. I periodi di siccità, che prima si verificavano ogni dieci anni, ora ricorrono ogni due o tre anni e gli episodi violenti di maltempo sono raddoppiati. Con appena dieci giorni di neve in pianura, poter costruire un pupazzo di neve con i bambini diventa una gioia rara.
Eppure, le soluzioni sono da tempo a nostra disposizione: con le tecnologie odierne potremmo ridurre le nostre emissioni in modo rapido ed economico. Tuttavia, poiché le tasse d’incentivazione non vengono applicate in modo coerente, la protezione del clima non è ritenuta ancora abbastanza conveniente.
Alla luce di queste considerazioni, il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande:
In che modo i nuovi scenari climatici verranno integrati concretamente nell’orientamento della politica climatica dopo il 2030?
A questo proposito, il Consiglio federale illustrerà, attraverso un’analisi d’impatto della regolamentazione approfondita, se le tasse d’incentivazione con ridistribuzione, i divieti e gli standard o i programmi di promozione possono ridurre i gas serra nel modo più economico possibile?
Considerando gli scenari climatici e la difficile situazione del bilancio della Confederazione, il Consiglio federale è disposto a presentare anche un pacchetto di misure per l’eliminazione dei sussidi e delle agevolazioni fiscali dannosi per il clima?
Secondo uno studio dell’Ufficio federale dello sviluppo territoriale (ARE), il solo settore dei trasporti provoca ogni anno danni climatici per circa sette miliardi di franchi. Il Consiglio federale come intende ridurre i costi climatici causati dai trasporti?
Secondo lo studio dell’ARE, quali altri settori comportano i maggiori costi climatici non internalizzati e richiedono quindi un intervento?
Stellungnahme des Bundesrates
1) Gli scenari climatici mostrano chiaramente che già oggi la Svizzera è fortemente colpita dai cambiamenti climatici e che anche in futuro sarà necessario fare i conti con effetti tangibili. Gli scenari evidenziano la necessità di sforzi globali per la riduzione delle emissioni di gas serra come pure di provvedimenti di adattamento ai cambiamenti climatici e costituiscono la base per la strategia del Consiglio federale di adattamento ai cambiamenti climatici in Svizzera.2 e 3) Il 12 settembre 2025, il Consiglio federale ha condotto un dibattito in merito alla politica climatica dopo il 2030, determinando i valori di riferimento per la definizione della legge sul CO2 (RS 641.71) dopo il 2031. Il Dipartimento federale dell’ambiente, dei trasporti, dell’energia e delle comunicazioni (DATEC) è incaricato di elaborare, entro l’estate del 2026, un progetto da porre in consultazione. I lavori saranno accompagnati da un’analisi d’impatto della regolamentazione. 4) Nel settore dei trasporti, le prescrizioni sulle emissioni per nuovi veicoli e l’obbligo di compensazione per gli importatori di carburanti rappresentano attualmente le misure più importanti per la riduzione delle emissioni di gas serra. Il DATEC sta elaborando una proposta per poter integrare le emissioni di CO2 degli edifici e dei trasporti in un nuovo sistema di scambio di quote di emissioni (SSQE) dopo il 2030. I proventi della vendita all’asta dei diritti di emissione verrebbero impiegati per accelerare la decarbonizzazione nei settori interessati (tra cui quello dei trasporti). 5) È necessario continuare a ridurre anche le emissioni di gas serra degli edifici, dell’industria e dell’agricoltura per permettere alla Svizzera di raggiungere i suoi obiettivi climatici.