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25.4552 · Interpellanza · 2025-12-17

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

La dichiarazione sull’intervento è disponibile

Wortlaut

A seguito della modifica della legge federale sulla protezione delle acque (LPAc) entrata in vigore il 1° gennaio 2016, le stazioni di depurazione (IDA) situate lungo corsi d’acqua inquinati devono installare, entro la fine del 2035, una fase di depurazione supplementare volta a eliminare i microinquinanti. L’obbligo interessa un centinaio di IDA ed è finanziato in gran parte dai Comuni e attraverso la tassa federale specifica applicata alle persone allacciate.

Tuttavia, l’obbligo non si applica agli IDA industriali, che non devono nemmeno installare tale fase di depurazione supplementare. Secondo l’allegato 3.2 dell’ordinanza sulla protezione delle acque (OPAc), chi immette acque di scarico industriali deve semplicemente «adottare le misure necessarie e conformi allo stato della tecnica onde evitare l’inquinamento delle acque». Questo requisito, più generale e meno vincolante, lascia un ampio margine d’interpretazione e non garantisce un trattamento efficace dei microinquinanti industriali, spesso complessi e poco conosciuti.

Gli effluenti industriali possono tuttavia contenere numerose sostanze persistenti, spesso difficilmente identificabili o non tenute in considerazione nelle analisi standard. La loro emissione rappresenta un rischio reale per la qualità delle acque superficiali.

Ci si può pertanto interrogare sulla coerenza e sull’equità del dispositivo attuale: le collettività pubbliche sono soggette a obblighi onerosi e severi, mentre le industrie devono rispettare soltanto regole generali, senza alcun obbligo tecnico equivalente.

Invito quindi il Consiglio federale a rispondere alle domande seguenti:

1. Non ritiene che esista una disparità di trattamento tra gli IDA comunali e quelli industriali per quanto attiene all’eliminazione dei microinquinanti?

2. Il Consiglio federale ritiene sufficiente il quadro giuridico attuale basato sul principio generale dello «stato della tecnica» per garantire una protezione efficace delle acque dalle emissioni industriali?

3. Non sarebbe logico ed equo prevedere un obbligo di trattamento dei microinquinanti per gli impianti industriali o almeno per quelli che presentano emissioni ad alto rischio?

Stellungnahme des Bundesrates

1-2) Secondo l’ordinanza sulla protezione delle acque (OPAc; RS 814.201), le acque di scarico devono essere depurate conformemente allo stato della tecnica. La norma si applica sia agli impianti di depurazione delle acque di scarico (IDA) che immettono le acque di scarico comunali nelle acque (IDA comunali e centrali) sia a quelli che immettono acque di scarico industriali nelle acque o nella canalizzazione (IDA industriali). Nel corso d’acqua ricettore in cui vengono immesse le acque di scarico depurate vanno rispettate anche le esigenze relative alla qualità delle acque di cui all’allegato 2 numeri 11 e 12 OPAc.

Nella concretizzazione delle esigenze relative alla capacità di depurazione dei microinquinanti intesi come sostanze organiche in tracce sussiste una differenza: mentre per gli IDA comunali tali esigenze sono stabilite all’allegato 3.1 numero 2 n. 8 OPAc, l’ordinanza non esplicita in merito esigenze specifiche per gli IDA industriali. Il motivo è da ricondurre alla composizione materiale delle acque di scarico industriali, molto più diversificata e soggetta a maggiori variazioni rispetto a quelle comunali. È per questo motivo che l’allegato 3.2 OPAc prevede che i servizi cantonali incaricati dell’esecuzione definiscano il trattamento delle acque di scarico industriali in modo più specifico e sulla base dello stato della tecnica, diversamente da quanto accade per le acque di scarico comunali. Nell’ottica di un’armonizzazione dell’esecuzione, lo stato della tecnica per vari settori è attualmente in fase di elaborazione da parte della Confederazione, dei Cantoni e dell’Associazione svizzera dei professionisti della protezione delle acque.

3) Il Consiglio federale è d’accordo col fatto che i servizi cantonali specializzati richiedano un livello di depurazione specifico per l’eliminazione dei microinquinanti nel trattamento delle acque di scarico per gli impianti industriali che presentano emissioni ad alto rischio.