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25.4642 · Mozione · 2025-12-18

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

La dichiarazione sull’intervento è disponibile

Wortlaut

Il Consiglio federale è invitato a rivedere la LCStr introducendo le seguenti disposizioni:
- i ciclisti che utilizzano strade e vie ciclabili devono seguire una giornata di formazione
sulle nozioni della circolazione stradale (segnali, precedenza ecc.);
- le biciclette che circolano su strade e vie ciclabili devono essere registrate presso
l’ufficio della circolazione del relativo Cantone (riattivazione del bollo per biciclette e
introduzione di un’immatricolazione per una chiara identificazione degli utenti).

Begründung

Andare in bicicletta è un’attività sempre più popolare. Negli ultimi anni si constata un aumento del numero di utenti e il moltiplicarsi di impianti urbani e stradali dedicati alla mobilità ciclistica. Se questa tendenza è positiva e noi
ne incoraggiamo lo sviluppo, è importante che ciò avvenga in armonia con tutti gli utenti e in piena sicurezza.
I conflitti tra automobilisti e ciclisti sono all’ordine del giorno; è vero che alcuni automobilisti infrangono le regole, ma i ciclisti non sono da meno (mancato rispetto del rosso semaforico o delle norme di precedenza, eccesso di velocità ecc.); inoltre, queste infrazioni mettono in pericolo non solo i ciclisti stessi, ma anche i pedoni ed è spesso difficile, se non impossibile, identificarne gli autori. Al fine di garantire una maggiore sicurezza per tutti, riteniamo opportuno prevedere una giornata di formazione sui fondamenti del codice della strada e l’immatricolazione a pagamento per le biciclette e incarichiamo il Consiglio federale di adeguare la LCStr in tal senso. Le infrastrutture stradali destinate ai ciclisti, sempre più numerose, hanno anche un impatto significativo sul bilancio pubblico. Gli automobilisti sono già soggetti a diverse imposte per finanziare la rete stradale; sarebbe giusto che anche i ciclisti contribuissero attraverso una tassa di immatricolazione e un sistema di contrassegno, come quello preesistente.

Antrag des Bundesrates

Respingere

Stellungnahme des Bundesrates

In Svizzera l’educazione stradale su base volontaria e con la collaborazione di scuola, polizia e genitori ha dato buoni risultati. La maggior parte dei Cantoni prevede inoltre un esame per i ciclisti in età scolare. Già oggi esiste la possibilità di multare e vietare la circolazione agli utenti di biciclette che infrangono il codice stradale (art. 19 e 90 cpv. 1 della legge federale sulla circolazione stradale, LCStr; RS 741.01) e il provvedimento viene registrato nel Sistema d’informazione sull’ammissione alla circolazione (SIAC) (art. 89c lett. d n. 2 LCStr). In più, allo stato attuale, è possibile imporre la frequenza di un corso sulle norme stradali a chi ha commesso ripetute violazioni pericolose per la sicurezza stradale (art. 40 cpv. 3 dell’ordinanza sull’ammissione alla circolazione, OAC; RS 741.51). Infine, è possibile sottoporre un ciclista a un esame di accertamento dell’idoneità alla guida (art. 19 cpv. 4 LCStr); l’attività di controllo è di competenza delle autorità esecutive cantonali. Il Consiglio federale non vede pertanto la necessità di una giornata di formazione obbligatoria specifica per i ciclisti. Il contrassegno per velocipedi (fino al 1989: targa metallica), che fungeva da assicurazione di responsabilità civile, è stato abolito il 1ogennaio 2012 a seguito dell’iniziativa parlamentare Stähelin Philipp 08.520, in considerazione dell’elevato onere amministrativo e del fatto che la copertura era comunque garantita dall’assicurazione RC privata. Il sistema si è dimostrato valido, come sottolineato dal Consiglio federale anche in risposta alla domanda Fehr Düsel 24.7978. I ciclisti utilizzano generalmente strade comunali e cantonali, realizzate a spese di Comuni e Cantoni. Il Governo riconosce la legittimità della richiesta di far contribuire anche gli utenti di biciclette al finanziamento delle infrastrutture di trasporto. Un’eventuale tassa federale, introdotta per esempio mediante un’integrazione della legge federale sulle strade nazionali, richiederebbe previamente una modifica della Costituzione, in quanto si tratterebbe di un tributo nuovo. Il vecchio bollo non era un’imposta, bensì includeva un’assicurazione. Qui si tratta invece del finanziamento delle infrastrutture stradali (cantonali). Anche un’imposta sulle biciclette, analoga all’imposta cantonale sui veicoli a motore, comporterebbe una modifica della Costituzione federale.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.