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Controllo esteso dei dati personali e dei social media nelle procedure Esta. Conseguenze pratiche e giuridiche per i cittadini svizzeri

25.4654 · Interpellanza · 2025-12-18

Dipartimento degli affari esteri

Liquidato

Wortlaut

Il Governo degli Stati Uniti (U.S. Customs and Border Protection) ha annunciato lo scorso 10 dicembre 2025 l'intenzione di sottoporre in futuro i viaggiatori provenienti dai paesi aderenti al programma Visa Waiver (tra cui la Svizzera) che richiedono il cosiddetto visto ESTA (Electronic System for Travel Authorization) all'obbligo di fornire, tra l’altro, la cronologia degli ultimi 5 anni dei propri social media, i loro indirizzi e-mail degli ultimi 10 anni e il luogo di nascita e residenza di genitori, marito o moglie, fratelli e figli. L'intenzione è attualmente in consultazione e, se introdotta, comporterebbe rilevanti ripercussioni anche per le cittadine e i cittadini svizzeri che viaggiano negli Stati Uniti.

Alla luce di quanto precede, si chiede al Consiglio federale:

  1. Come valuta le modifiche annunciate (in particolare l’obbligo di mettere a disposizione le informazioni concernenti le attività sui social media degli ultimi 5 anni) alla luce dei diritti civili e di protezione dei dati delle cittadine e dei cittadini svizzeri?

  2. Quali conseguenze concrete si attende per le turiste e i turisti svizzeri, per i viaggiatori d’affari (incluse le delegazioni di PMI), nonché per gli organizzatori di eventi (ad esempio di fiere, congressi, ecc.), qualora le nuove disposizioni venissero effettivamente introdotte? Dispone di stime o studi su una possibile riduzione dei viaggi e sui costi aggiuntivi?

  3. Come valuta la compatibilità delle previste richieste di dati (tra cui la cronologia dei social media, indirizzi e-mail, dati biometrici estesi, metadati IP) con il diritto svizzero e con gli standard internazionali di protezione dei dati e quali misure intende raccomandare o adottare per garantire la protezione delle cittadine e dei cittadini svizzeri?

  4. Quali misure intende adottare per informare in modo rapido, comprensibile e capillare i viaggiatori svizzeri sui nuovi requisiti e per fornire assistenza consolare in caso di problemi (ad esempio sul rifiuto di una domanda, sull’uso improprio dei dati e sui tempi di verifica più lunghi)?

  5. Intende manifestare preoccupazione presso le autorità statunitensi (a livello bilaterale o tramite organismi multilaterali), rispettivamente adoperarsi per il rispetto dei principi di proporzionalità e non discriminazione dei cittadini svizzeri? Valuta l'introduzione di eventuali contromisure per la loro tutela?

Stellungnahme des Bundesrates

1., 3. e 5. In linea di principio, il Consiglio federale non commenta pubblicamente i progetti di legge in preparazione in altri Paesi. Tuttavia, il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) sta facendo ricorso alla sua rete diplomatica per analizzare le potenziali ripercussioni per la Svizzera e intervenire tempestivamente se necessario. Alla fine del 2025 l’Ambasciata di Svizzera a Washington ha espresso la propria preoccupazione – in relazione al principio di proporzionalità e ai diritti della personalità – in merito all’obbligo, nel quadro di una richiesta dell’ESTA, di fornire la cronologia degli ultimi cinque anni di attività sui social network. Ha sottolineato in particolare che questa misura potrebbe avere un effetto dissuasivo sulle persone che si spostano/viaggiano per affari o turismo, per esempio quelle che intendono assistere alle partite dei Mondiali di calcio nell’estate del 2026. Il DFAE ha sollevato la questione di questo progetto di legge anche nei colloqui bilaterali con gli Stati Uniti sul programma di esenzione dal visto e con l’Ambasciata degli Stati Uniti a Berna. Il DFAE e il Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP) stanno valutando la possibilità di presentare una presa di posizione scritta su questa proposta di legge al Dipartimento della sicurezza interna degli Stati Uniti (Department of Homeland Security). Al momento non è prevista alcuna contromisura. 2. Le nuove norme comporterebbero procedure più lunghe e maggiori complicazioni per le persone che viaggiano per turismo o affari e le agenzie di viaggio. Attualmente non esistono studi o stime sulle possibili conseguenze. 4. Se queste norme venissero adottate, il DFAE segnalerebbe l’inasprimento delle condizioni di ingresso nei suoi Consigli di viaggio, indicando i nuovi requisiti e i relativi rischi. In caso di attuazione di misure sproporzionate o che violano il diritto internazionale, il DFAE può intervenire nel quadro della protezione consolare per tutelare i propri cittadini e le proprie cittadine.