25.4684 · Interpellanza · 2025-12-18
Dipartimento dell'interno
La dichiarazione sull’intervento è disponibile
Wortlaut
Quando fornisce informazioni sui costi dei medicamenti, l’UFSP fa sempre riferimento allo studio dell’autorità farmaceutica svedese TLV. Quest’ultimo giunge alla conclusione che i prezzi applicati in Svizzera sono di gran lunga i più alti d’Europa. L’UFSP basa molte delle sue dichiarazioni riguardanti il mercato dei medicamenti su questo dato, motivo per cui lo studio assume grande importanza. L’industria farmaceutica interessata critica in modo sostanziale questo confronto tra Paesi per vari motivi. Innanzitutto lo studio considera soltanto circa la metà dei prodotti di riferimento fra i medicamenti protetti da brevetto. Inoltre, non tiene conto delle enormi oscillazioni del tasso di cambio (negli ultimi dieci anni la corona svedese ha perso il 37 % del suo valore rispetto al franco svizzero). Oltre a ciò, per il confronto sceglie prevalentemente Paesi che non sono direttamente comparabili con la Svizzera anziché basarsi sui nove Paesi di riferimento secondo i criteri previsti dalla legge per il confronto con i prezzi praticati all’estero. Infine, nei suoi calcoli non considera il forte incremento dei volumi dovuto all’evoluzione demografica in Svizzera.Alla luce di quanto precede, invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande: 1. In che misura l’UFSP ha validato le dichiarazioni della TLV sulla base degli effetti di cambio e di volume menzionati?2. In che misura i presupposti su cui si basa lo studio della TLV (p. es. volume dei medicamenti comparabili e selezione dei Paesi di riferimento) sono stati verificati dall’UFSP ai fini di un confronto significativo tra Paesi?3. L’UFSP tiene conto delle differenze di potere d’acquisto nelle sue dichiarazioni riguardanti il confronto tra Paesi dei prezzi dei medicamenti?4. Perché l’UFSP si avvale di uno studio estero e non di uno svizzero, come il raffronto congiunto di Santésuisse e Interpharma con i prezzi praticati all’estero, che potrebbe fornire un quadro più preciso della situazione del nostro Paese?
Stellungnahme des Bundesrates
1., 2. e 4. Per il confronto dei prezzi e dei costi dei medicamenti con altri Paesi, l’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) considera diversi studi. In generale, è importante indicare i parametri sui quali si basano tali confronti, in particolare i tassi di cambio applicati, e segnalare eventuali distorsioni. Occorre tenere presente anche un altro aspetto: i modelli di prezzo confidenziali che in Svizzera vengono implementati in modo relativamente prudente non possono essere considerati negli studi comparativi internazionali. Ciononostante, secondo il Consiglio federale le analisi indipendenti disponibili fanno ritenere, nel complesso, che i prezzi e i costi dei medicamenti in Svizzera siano i più alti d’Europa. Il confronto con i prezzi praticati all’estero condotto ogni anno dalla svedese TLV e da IQVIA indica che, rispetto ai prezzi svedesi, i prezzi dei medicamenti protetti da brevetto sono superiori del 60 per cento in Svizzera, del 35 per cento in Germania, del 24 per cento in Danimarca, del 15 per cento in Austria, del 12 per cento nei Paesi Bassi, dell’11 per cento in Belgio, del 9 per cento nel Regno Unito, del 4 per cento in Francia e dell’1 per cento in Finlandia. I Paesi citati fungono da riferimento per la Svizzera ai fini della fissazione dei prezzi. Lo studio si basa sulla media dei tassi di cambio degli anni 2022–2024. In tale periodo, il tasso di cambio della corona svedese è sceso da 9.47 a 8.33 CHF/100 SEK (-12 %), ma ora è nuovamente a 8.70 CHF/100 SEK (dato della Banca nazionale svizzera al 12.1.2026), vale a dire appena al di sotto del valore di 8.76 CHF/100 SEK utilizzato per lo studio. Quanto al tasso di corrispondenza dei 1303 medicamenti esaminati, nel caso della Svizzera era pari al 53 per cento (quasi 700 medicamenti presi in considerazione), risultando il sesto valore più alto tra i 20 Paesi esaminati. Negli anni scorsi, l’UFSP e gli attori del settore hanno sempre tenuto conto, in primo luogo, del confronto con i prezzi praticati all’estero svolto da Santésuisse e dalle associazioni delle industrie farmaceutiche. Nel confronto più recente, risalente al 2024, è risultato che nel 2023 i medicamenti protetti da brevetto e senza modello di prezzo erano più economici del 13 per cento rispetto a quelli svizzeri, sulla base dei prezzi di fabbrica per la consegna, nei nove Paesi di riferimento (AUT, BEL, DEN, FIN, FRA, GER, NED, SWE, UK) considerati per la determinazione dei prezzi in Svizzera. Con una correzione al tasso di cambio attuale pari a circa 0.93 CHF/EUR, la differenza risulterebbe approssimativamente del 16 per cento. Per i preparati originali con brevetto scaduto la differenza corretta sulla base del tasso di cambio sarebbe all’incirca del 17 per cento, per i generici del 53 per cento e per i medicamenti biosimilari del 32 per cento. Questo confronto prende in considerazione 250 dei 3400 medicamenti che figurano nell’elenco delle specialità e presenta lacune rispetto ad alcuni Paesi (p. es. la Francia). Inoltre, nuovi modelli di prezzo riducono la significatività. Un altro studio considerato dall’UFSP è quello americano condotto da RAND, dal quale emerge che negli Stati Uniti i prezzi non regolamentati dei medicamenti (medicamenti protetti da brevetto e medicamenti con brevetto scaduto) sono superiori del 119 per cento rispetto alla Svizzera, del 194 per cento rispetto alla Germania, del 226 per cento rispetto alla Francia, del 168 per cento rispetto all’Italia, del 247 per cento rispetto al Giappone, del 129 per cento rispetto al Canada, del 170 per cento rispetto al Regno Unito e, nel complesso, del 178 per cento rispetto alla media dei 33 Paesi dell’OCSE. 3. Gli studi citati non offrono confronti a parità di potere d’acquisto. La Svizzera ha un potere d’acquisto molto elevato in rapporto al prodotto interno lordo. Mentre le differenze di prezzo sono notevoli soprattutto per i beni e i servizi ad alta intensità di lavoro a livello locale come generi alimentari, edilizia o prestazioni di parrucchieri, per i beni commerciabili a livello globale, come elettronica, software o anche medicamenti, sono più ridotte. Rispetto ad altri beni, la fissazione dei prezzi dei medicamenti è regolamentata. Va tuttavia ricordato che, nella fissazione dei prezzi, si tiene debitamente conto del potere d’acquisto in Svizzera sia attraverso il confronto con Paesi ad elevato potere d’acquisto o con poli farmaceutici comparabili (confronto con i prezzi praticati all’estero) sia attraverso il confronto terapeutico trasversale con i prezzi nazionali. Inoltre, il confronto con i prezzi praticati all’estero si basa sui prezzi di fabbrica per la consegna ed esclude quindi componenti come margini di distribuzione, stoccaggio o forfait per la consegna in Svizzera, particolarmente rilevanti per il potere d’acquisto. Dal confronto dei costi corretti in base al potere d’acquisto effettuato dall’OCSE nel novembre del 2025 (OCSE - Health at a Glance 2025) emerge che la Svizzera è al terzo posto su 33 Paesi OCSE in termini di costi pro capite (in USD): Stati Uniti 1713, Germania 1158, Svizzera 1061, Canada 990, Giappone 983, Italia 846, Austria 845, Francia 813, Belgio 742, Finlandia 655, Svezia 651, Regno Unito 557, Paesi Bassi 485, Danimarca 404. Quest’ultima registra una percentuale elevata di costi nel settore stazionario, ma per il resto le cifre sono comparabili. Secondo il Consiglio federale, questi dati indicano che, anche tenendo conto di un potere d’acquisto rapportato a quello europeo, la popolazione svizzera paga costi elevati per i medicamenti.