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25.4737 · Postulato · 2025-12-19

Dipartimento dell'interno

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di esporre in un rapporto se una soluzione sistemica nella forma di un’assicurazione generale di reddito possa colmare le lacune e risolvere i problemi del sistema di sicurezza sociale svizzero in modo durevole e responsabile dal punto di vista dei costi. Queste lacune, già presenti prima della crisi del coronavirus, si sono accentuate durante la pandemia e perdurano a distanza di sei anni. A tale proposito va prestata particolare attenzione alla situazione delle persone affette da sindrome post COVID-19, encefalomielite mialgica (ME) o sindrome da affaticamento cronico (CFS).

Begründung

Contrariamente a quanto affermato dal Consiglio federale nel rapporto «Le assicurazioni sociali sono in grado di gestire le sfide poste dalla sindrome post COVID-19» del 20 giugno 2025, a sei anni dall’inizio della pandemia il settore della sicurezza sociale presenta ancora gravi lacune sistematiche. Molte persone passano attraverso le maglie della rete di sicurezza e vengono lasciate sole con i loro problemi. Come in passato, i lavoratori indipendenti, i lavoratori precari e le persone con una situazione lavorativa o personale incerta continuano a essere poco o per nulla tutelati contro la perdita di guadagno.Permangono inoltre lacune nell’ambito delle indennità giornaliere in caso di malattia.Per i singoli rami delle assicurazioni sociali, in particolare l’AI, vi sono tuttora forti incentivi a respingere il maggior numero possibile di richieste di prestazioni. Quest’ultimo aspetto è particolarmente grave per le circa 60 000 persone (secondo stime prudenti) affette da ME/CFS (di cui la metà a seguito di un’infezione da coronavirus). I dati contenuti nel rapporto del Consiglio federale si riferiscono esclusivamente alle richieste di prestazioni AI, ovvero soltanto a una parte delle persone colpite. Per le persone affette da ME/CFS, il decorso della malattia può subire drastici peggioramenti a causa di sforzi fisici e psichici. Ciononostante, molti uffici AI chiedono a questi assicurati di sottoporsi a esami complessi, che in parte non riusciranno a sostenere per motivi di autoprotezione. Questo, unitamente al fatto che vi è una forte pressione affinché venga riconosciuto il minor numero possibile di nuovi casi AI, ha conseguenze devastanti per le persone interessate, che finiscono letteralmente per passare attraverso le maglie della rete sociale. Il modello dell’assicurazione generale di reddito mostra come colmare le lacune nel sistema di sicurezza sociale ed evitare le conseguenze negative dell’esclusione, senza dover investire ulteriori fondi pubblici.

Antrag des Bundesrates

Respingere

Stellungnahme des Bundesrates

Il Consiglio federale è consapevole che la perdita di guadagno per malattia può comportare notevoli oneri personali e finanziari per le persone interessate, in particolare in caso di malattie croniche o di decorso prolungato e difficilmente prevedibile, come la sindrome post-COVID-19 o l’encefalomielite mialgica (ME), nota anche come sindrome da affaticamento cronico (CFS). Più volte ha esaminato la questione di un’assicurazione generale di reddito. Come esposto in diversi pareri, la soluzione attuale, basata su diverse assicurazioni sociali e facoltative, va preferita a quella di un’unica assicurazione contro la perdita di guadagno. Nel suo rapporto del 14 settembre 2012 in adempimento del postulato Schenker 09.3655 «Assicurazione universale di reddito» (www.bsv.admin.ch > Pubblicazioni > Rapporto del Consiglio federale «Copertura sociale del reddito delle persone in età attiva»), il Consiglio federale giunge alla conclusione che nella maggior parte dei casi il sistema di sicurezza sociale raggiunge i suoi obiettivi (la copertura sociale, nella fattispecie la garanzia della copertura del reddito dei lavoratori). Anche nel suo rapporto del 28 giugno 2017 in adempimento del postulato Nordmann 12.3087 «Punto della situazione sulla copertura del reddito in caso di malattia» sottolinea che, nonostante l’assenza di un obbligo legale di stipulare un’assicurazione d’indennità giornaliera in caso di malattia (AIGM), non sussistono praticamente incertezze per gli assicurati in materia di coordinamento delle prestazioni nell’ambito delle assicurazioni d’indennità giornaliera e che la copertura contro la perdita di guadagno è completa sia in caso di malattia che d’infortunio. In relazione alle malattie croniche o con processi di guarigione incerti e di lunga durata come la ME e la CFS, le questioni relative alla perdita di guadagno sono tornate in primo piano. Nel quadro del suo rapporto del 20 giugno 2025 in adempimento del postulato della Commissione della sicurezza sociale e della sanità del Consiglio nazionale 21.3454 «Effetti della Covid lunga», l’Esecutivo si è occupato anche dell’AIGM, anteposta all’assicurazione invalidità (AI). Se l’incapacità al lavoro persiste e le condizioni di diritto sono adempiute, la presentazione per tempo di una richiesta di prestazioni all’AI da parte dei beneficiari di indennità giornaliere in caso di malattia dovrebbe garantire un passaggio dalle prestazioni dell’AIGM a quelle dell’AI senza interruzioni. Il Consiglio federale constata tuttavia che passando dall’indennità giornaliera in caso di malattia all’indennità giornaliera AI o alla rendita AI possono sorgere «lacune reddituali». Per evitare tale situazione, raccomanda di garantire un flusso di informazioni quanto più rapido e strutturato possibile tra gli uffici AI e i servizi medici regionali, da un lato, e i medici curanti, dall’altro. Per raggiungere quest’obiettivo bastano le basi legali e i mezzi disponibili. Per il resto, il Consiglio federale non è a conoscenza di elementi che indichino l’esistenza di incentivi, in particolare per l’AI, a respingere il maggior numero possibile di casi. Un’analisi della situazione concernente le disposizioni dell’AIGM in vigore è prevista nel quadro del rapporto in adempimento del postulato della Commissione della sicurezza sociale e della sanità del Consiglio degli Stati 24.3465 «Opzioni d’intervento per quanto riguarda l’assicurazione perdita di guadagno in caso di malattia», attualmente in fase di elaborazione. Il rapporto dovrebbe essere adottato dal Consiglio federale nel corso del 2026. All’inizio di quest’anno, l’Ufficio federale della sanità pubblica ha avviato i lavori relativi alla strategia in adempimento della mozione Hess Lorenz 24.4452 «Strategia nazionale per migliorare la situazione sanitaria delle persone affette da ME/CFS o condizione post-COVID-19». Il Consiglio federale ritiene che il sistema di sicurezza sociale svizzero non presenti lacune in materia di perdita di guadagno in caso di malattia temporanea. Per quanto riguarda la perdita di guadagno dovuta a malattie croniche e a malattie con processi di guarigione lunghi e incerti, il Consiglio federale precisa di essere già stato incaricato di svolgere accertamenti e riferirne in un rapporto. Fino a quando non saranno disponibili i relativi risultati, è dell’avviso che un ulteriore rapporto non sia opportuno.

Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.