25.4803 · Mozione · 2025-12-19
Dipartimento delle Finanze
La dichiarazione sull’intervento è disponibile
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di elaborare un progetto volto a introdurre un’imposta nazionale sulle successioni che preveda una franchigia di 5 milioni di franchi e un’aliquota fiscale del 5 per cento. Le entrate dovranno essere versate alla Confederazione e ai Cantoni.
L’imposta sulle successioni viene differita quando imprese o quote societarie (partecipazioni) pari ad almeno il 20 per cento vengono trasferite a discendenti diretti, coniugi, partner registrati oppure con contratto di concubinato. L’imposta sarà dovuta quando imprese o quote societarie superiori al 20 per cento vengono cedute a terzi, a discendenti indiretti oppure ai relativi partner registrati o con contratto di concubinato.
Begründung
Durante la campagna di voto sull’«Iniziativa per il futuro» è stato sostenuto che un’imposta sulle successioni moderata pari al 5 per cento sarebbe in grado di ottenere la maggioranza. Infatti, stando alle stime dell’Università di Losanna, ogni anno in Svizzera vengono ereditati 100 miliardi di franchi. Allo stesso tempo, negli ultimi 30 anni l’imposta sulle successioni è stata notevolmente ridotta o addirittura abolita. Soprattutto per quanto riguarda i discendenti diretti, nella maggior parte dei casi l’eredità è esente da imposta. Solo quattro Cantoni applicano ancora un’imposta sulle successioni, con un’aliquota bassa. Nel contempo, tuttavia, aumenta la disuguaglianza: secondo il World Inequality Database, il 10 per cento più benestante degli svizzeri possiede il 63 per cento del capitale totale. Anche nel caso degli stipendi la disparità è notevole: il 10 per cento maggiormente abbiente della popolazione svizzera guadagna circa un terzo del reddito complessivo. Contemporaneamente gli stipendi bassi e medi si trovano in una situazione di stagnazione o registrano addirittura un calo, se si tiene conto del (crescente) costo della vita. Un bambino su cinque in Svizzera vive in condizioni di povertà. Questa disuguaglianza va combattuta, e a tal fine l’imposta sulle successioni si rivela uno strumento valido e appropriato, in quanto consente di ridistribuire in modo mirato i patrimoni elevati ottenuti senza prestazioni proprie. Inoltre, l’analisi dell’Università di Losanna evidenzia che l’imposta sulle successioni si distingue in maniera particolarmente positiva sia per il suo impatto sulle attività economiche sia per i suoi effetti redistributivi. Ci troviamo di fronte a grandi sfide, come la crisi climatica o il finanziamento delle prestazioni del servizio pubblico destinate all’intera popolazione, che richiedono risorse adeguate. L’imposta, infine, è conforme al principio di causalità e colpisce chi consuma più risorse: il 10 per cento più ricco della popolazione è infatti responsabile di due terzi del riscaldamento globale.
Antrag des Bundesrates
Respingere
Stellungnahme des Bundesrates
Il 30 novembre 2025 il Popolo e i Cantoni hanno respinto l’iniziativa popolare «Per una politica climatica sociale finanziata in modo fiscalmente equo (Iniziativa per il futuro)» con il 78 per cento dei voti. L’iniziativa chiedeva l’introduzione di un’imposta federale sulle successioni e sulle donazioni con un’aliquota d’imposta del 50 per cento e una franchigia di 50 milioni di franchi. Nel corso delle deliberazioni parlamentari sull’iniziativa popolare, è stata inoltre presentata una proposta di minoranza che richiedeva la stesura di un controprogetto indiretto dal contenuto analogo a quello della presente mozione e che, a sua volta, non ha ottenuto il favore della maggioranza. La Costituzione federale non contempla un’imposta federale sulle successioni; l’attuazione della presente mozione renderebbe pertanto necessaria una modifica costituzionale. Il Consiglio federale ritiene vi siano precise ragioni che si oppongono all’introduzione di un’imposta sulle successioni a livello federale nelle modalità richieste dalla mozione, che si aggiungerebbe alle imposte già riscosse dalla Confederazione e dai Cantoni. Tali ragioni, già esposte nel messaggio concernente l’Iniziativa per il futuro, sono illustrate qui di seguito. La maggioranza dei Cantoni riscuote già un’imposta sulle successioni e sulle donazioni. Anche se i Cantoni dovessero poter fruire delle entrate di un’imposta federale sulle successioni, l’introduzione di un’imposta aggiuntiva si ripercuoterebbe negativamente sulla base imponibile cantonale e limiterebbe il margine di manovra politico-finanziario dei Cantoni. Oltre all’imposta sulle successioni e sulle donazioni, tutti i Cantoni riscuotono un’imposta sulla sostanza, nonostante nella maggior parte dei Paesi industrializzati occidentali la sostanza non sia tassata. Se attuate, le richieste della mozione si ripercuoterebbero pertanto negativamente sull’attrattiva della piazza economica svizzera. Con molta probabilità, l’introduzione di una simile imposta, in aggiunta alle imposte già esistenti, implicherebbe una riduzione del numero di persone facoltose disposte a stabilirsi in Svizzera e il trasferimento all’estero delle persone facoltose già residenti nel nostro Paese. Questo scenario non comporterebbe unicamente un’erosione del potenziale gettito fiscale derivante dalla nuova imposta sulle successioni, ma si ripercuoterebbe negativamente anche sulle entrate delle imposte sul reddito e sulla sostanza. Anche l’argomento riportato nella motivazione della mozione sugli effetti ridistributivi suscita alcune riserve. Sebbene un’imposta sulle successioni possa contribuire teoreticamente a ridurre le disuguaglianze, le esperienze pregresse mostrano che ciò è dovuto più che altro ai cambiamenti comportamentali e soltanto in misura minore alla ridistribuzione della ricchezza. È quanto accade, ad esempio, quando persone abbienti lasciano il Paese a motivo del crescente carico fiscale e, di conseguenza, si rileva una minore disuguaglianza sociale. Non è quindi certo che l’attuazione della mozione contribuirebbe effettivamente a migliorare la situazione delle persone meno facoltose. Infine, un trattamento privilegiato delle quote societarie (di imprese familiari) rispetto ad altre attività finanziarie avrebbe lo svantaggio di creare incentivi a mantenere o trasferire i valori patrimoniali nelle strutture societarie, anche se i successori non hanno le qualifiche necessarie o l’interesse per continuare l’attività. Ciò potrebbe condurre ad allocazioni inopportune di capitale e a regolamentazioni inefficienti in materia di successione. In linea di principio, tuttavia, un’imposta sulle successioni può avere effetti positivi sull’offerta di lavoro, perché le successioni attenuano gli incentivi degli eredi a svolgere un’attività lucrativa. Dunque è possibile che le persone facoltose decidano di andare in pensione prima del tempo o di ridurre il proprio tasso di occupazione. Nel caso in questione, però, gli effetti di un’imposta sulle successioni in relazione agli incentivi allo svolgimento di un’attività lucrativa sarebbero probabilmente trascurabili. Alla luce di quanto esposto, il Consiglio federale ritiene che introdurre un’imposta sulle successioni a livello federale produrrebbe più svantaggi che vantaggi.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.