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Modificare il ritmo delle sessioni per migliorare la conciliabilità tra politica, famiglia e professione

25.4909 · Mozione · 2025-12-19

Parlamento

Liquidato

Wortlaut

Il ritmo delle sessioni del Parlamento deve essere modificato affinché, di regola, si tenga ogni mese una sessione di una settimana. Nel complesso, il numero dei giorni di sessione non deve superare quello previsto dal sistema attuale.

Begründung

L’attuale sistema delle sessioni costituisce una grande sfida in termini di conciliabilità tra politica e famiglia, ma anche tra politica e professione. Rende difficile garantire la cura dei figli, organizzare le assenze dal lavoro o partecipare a formazioni e formazioni continue. Le realtà quotidiane sono cambiate, mentre il sistema delle sessioni è rimasto immutato. Occorre pertanto adeguarlo urgentemente ai cambiamenti sociali e definire un ritmo delle sessioni che agevoli la conciliabilità tra politica, famiglia e professione.

La mozione chiede quindi di adeguare il ritmo delle sessioni affinché, di regola, si tenga una sessione di una settimana al mese. Se opportuno, ad esempio nel mese di dicembre per il consuntivo, si potrebbero prevedere eccezionalmente due settimane. Nel complesso la nuova regolamentazione non deve comportare tuttavia un aumento dei giorni di sessione rispetto alla situazione attuale.

Negli ultimi anni sono stati presentati numerosi interventi che chiedevano di migliorare la conciliabilità tra famiglia, professione e mandato parlamentare. Nella sua risposta al postulato 18.4252, anche l’Ufficio ha constatato che il tema della conciliabilità tra il mandato parlamentare, la famiglia, la professione, la formazione e la formazione continua – e, più in generale, le possibilità e i limiti del lavoro di milizia – è molto attuale e diventerà ancora più rilevante in futuro. Nel rapporto in adempimento del postulato, pubblicato nel 2022, il gruppo di destinatari intervistato ha ritenuto in gran parte positiva la misura, anch’essa valutata nel rapporto, volta a modificare il ritmo delle sessioni e ridurne la durata.

Antrag des Bundesrates

Respingere

Stellungnahme des Bundesrates

La Costituzione federale stabilisce che le due Camere debbano riunirsi regolarmente in sessioni (art. 151 cpv. 1 Cost.). Ogni anno si svolgono quattro sessioni ordinarie della durata di tre settimane ciascuna: la sessione primaverile (febbraio/marzo), la sessione estiva (maggio/giugno), la sessione autunnale (settembre/ottobre) e la sessione invernale (novembre/dicembre). Le date in cui si tengono le sessioni sono stabilite con circa due anni di anticipo dalla Conferenza di coordinamento (che si compone degli Uffici dei due Consigli).

Fino al 2002 il ritmo delle sessioni era disciplinato nella legge sui rapporti fra i Consigli (LRC); ciò non è più stato il caso con l’entrata in vigore della legge sul Parlamento (LParl; RS 171.10).

La soppressione di questo disciplinamento è stata motivata come segue nel rapporto della Commissione delle istituzioni politiche del 1° marzo 2001: «Il capoverso 1 [dell’art. 2] riprende l’articolo 151 capoverso 1 Cost. il quale stabilisce che le due Camere si riuniscono regolarmente. [...] La Commissione ha rinunciato a fissare rigidamente nella legge le quattro sessioni ordinarie come accade invece nell’attuale LRC (art. 1 cpv. 1). In futuro potrebbe infatti rivelarsi opportuno introdurre un altro ritmo delle sessioni. La formulazione aperta dell’articolo 2 capoverso 1 consentirebbe un simile cambiamento.» (FF 2001 3097).

Nel 2008 il Consiglio nazionale ha nondimeno deciso di iscrivere il ritmo trimestrale delle sessioni nel suo regolamento (art. 33d cpv. 1 lett. a RCN; RS 171.13). Questo disciplinamento è in vigore dal 2 marzo 2009.

Dall’entrata in vigore della LParl si è discusso a più riprese dell’opportunità di modificare il ritmo delle sessioni e di ridurne la durata, segnatamente nell’ambito dell’esame degli oggetti seguenti:

  • 04.491 s Iv. Pa. Gentil. Sedute mensili per migliorare l’efficienza del Parlamento

  • 04.483 n Iv. Pa. Dupraz. Sessioni mensili per migliorare l’efficienza del Parlamento

  • 10.440 s Iv. Pa. CIP-S. Miglioramento dell’organizzazione e delle procedure del Parlamento

  • 11.453 n Iv. Pa. Galladé. Sedute parlamentari e conciliabilità con la professione, la famiglia, la formazione o il perfezionamento professionali

  • 13.410 n Iv. Pa. Feri Yvonne. Valutare la conciliabilità del ritmo delle sessioni parlamentari con gli impegni legati alla professione, alla famiglia e all’attività politica

  • 17.3210 n Po. Wermuth. Rafforzare il sistema di milizia, migliorare la conciliabilità tra vita familiare e attività parlamentare

  • 20.476 n Iv. Pa. Marra. Revisione dell’organizzazione del lavoro del Parlamento quando occorre gestire crisi a livello nazionale

  • 23.3659 n Po. Egger Mike. Ripristinare il carattere di milizia del Parlamento

Nessuno degli interventi intesi a modificare la cadenza trimestrale delle sessioni ordinarie ha tuttavia ottenuto il sostegno della maggioranza.

Come rammenta l’autrice della mozione nella sua motivazione, nel 2021 l’Ufficio, in relazione al postulato 18.4252 (Po. Feri Yvonne. Verificare la conciliabilità del lavoro parlamentare con professione, famiglia e politica), aveva incaricato uno specialista esterno di esaminare vari possibili approcci per migliorare la conciliabilità del lavoro parlamentare con professione, famiglia e politica. Il mandato comprendeva in particolare un sondaggio online condotto presso tutti i membri del Consiglio nazionale e del Consiglio degli Stati, interviste con due focus group (uno comprendente parlamentari in carica, l’altro ex deputati) e un’analisi giuridica completa della situazione del diritto in materia di assicurazioni sociali.

In occasione della sua seduta del 10 febbraio 2023, l’Ufficio ha preso atto del rapporto finale e dell’analisi giuridica. Su questa base è giunto alla conclusione che fosse necessario intervenire in particolare su due punti: nel settore delle assicurazioni sociali per i parlamentari e nel rafforzamento del sostegno ai parlamentari attraverso i collaboratori personali (23.037 Verificare la conciliabilità del lavoro parlamentare con professione, famiglia e politica. Rapporto dell’Ufficio del 5 maggio 2023 in adempimento del postulato 18.4252 Feri Yvonne del 13 dicembre 2018).

L’Ufficio ha rinunciato a formulare proposte intese a modificare il ritmo delle sessioni parlamentari. La questione è stata tuttavia ripresa dalla CIP-N, che ha depositato un’iniziativa parlamentare in tal senso, per poi però ritirarla in una fase successiva a causa del mancato sostegno da parte dell’omologa commissione del Consiglio degli Stati (Iv. Pa. CIP-N 23.475 «Organizzazione delle sessioni. Per una migliore conciliabilità tra vita professionale e privata e una migliore rappresentanza della società in seno al Parlamento»).

Alla luce di quanto esposto, l’Ufficio ritiene che non sussistano le condizioni per riaprire il dibattito sul ritmo e sulla durata delle sessioni. Il sistema attuale, organizzato su sessioni della durata di tre settimane, permette ai parlamentari di concentrarsi sui dossier e di svolgere un lavoro legislativo accurato. Intervalli più brevi fra le sessioni non migliorerebbero necessariamente la qualità del lavoro parlamentare; vi è anzi il rischio che l’attualità immediata influenzi l’ordine del giorno, con ripercussioni negative su quello che è il compito principale del Parlamento, ossia l’attività legislativa.

Se si dovesse tuttavia prendere in considerazione una modifica del ritmo delle sessioni, sarebbe opportuno che a decidere fossero le Camere. È vero che una tale decisione potrebbe essere presa, in teoria, anche dalla Conferenza di coordinamento. Ci si può però chiedere se un cambiamento di tale portata nel funzionamento dell’attività parlamentare non debba essere iscritto a livello di legge.

Alla luce di quanto esposto, l’Ufficio giunge alla conclusione che una tale riforma non è né necessaria né opportuna, poiché non migliorerebbe la qualità del lavoro parlamentare.

Proposta dell’Ufficio del 13 febbraio 2026

L’Ufficio propone di respingere la mozione. Una minoranza (Trede, Bendahan, Gredig, Widmer Céline) propone di accoglierla.