26.1020 · Interrogazione · 2026-03-20
Dipartimento degli affari esteri
Liquidato
Wortlaut
Secondo rapporti di organizzazioni internazionali, nel genocidio in atto nella Striscia di Gaza sono le donne e le ragazze in particolare a essere sfollate e a vedersi limitato l’accesso ai servizi sanitari, soprattutto nell’ambito della salute materna, neonatale, sessuale e riproduttiva. La Commissione internazionale indipendente d’inchiesta delle Nazioni Unite ha stabilito già nel 2025 che Israele – nei suoi tentativi di minare il diritto all’autodeterminazione del popolo palestinese – fa sempre più ricorso a varie forme di violenza di genere, tra cui quella sessuale e riproduttiva, e attraverso la distruzione sistematica delle strutture di assistenza sanitaria sessuale e riproduttiva si è reso responsabile di atti di genocidio.In un nuovo rapporto, Amnesty International spiega come mai il genocidio perpetrato da Israele nella Striscia di Gaza colpisce in modo particolarmente violento donne e ragazze. Le nuove Linee guida sui diritti umani 2026–2029 del DFAE pongono l’accento sulla protezione globale dei diritti delle donne, sulla salute sessuale e riproduttiva e sull’agenda «Donne, pace e sicurezza», essendo le donne e le ragazze le maggiori vittime della povertà e delle conseguenze dei conflitti. Invito quindi il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande: Di quali informazioni dispone il Consiglio federale in merito alle violazioni dei diritti delle donne, anche in relazione alla salute sessuale e riproduttiva, da parte di Israele, dell’Autorità nazionale palestinese, di Hamas e di altri attori della regione? Quali misure specifiche ha adottato o intende adottare il Consiglio federale per attuare le Linee guida sui diritti umani 2026–2029, specificamente in riferimento ai diritti delle donne, vista la situazione delle donne e delle ragazze a Gaza e nel Territorio palestinese occupato, in particolare alla luce delle conclusioni cui è giunta la Commissione internazionale indipendente d’inchiesta delle Nazioni Unite?Quali misure diplomatiche ha intrapreso il Consiglio federale nei confronti del Governo israeliano e di altri attori rilevanti per affrontare esplicitamente i temi della protezione di donne e ragazze, dell’accesso all’assistenza sanitaria materna e neonatale, oltre che della salute sessuale e riproduttiva e del rispetto dei diritti connessi nella Striscia di Gaza? Quali risultati si aspetta il Consiglio federale e come valuta concretamente l’impatto delle misure intraprese?In che misura il Consiglio federale tematizza esplicitamente questi aspetti nei suoi contatti bilaterali – asse d’azione plausibile previsto nelle linee guida – e quali criteri utilizza per decidere se «il contesto richiede di tematizzarli»?Quali misure multilaterali (in particolare nell’ambito delle Nazioni Unite e del Consiglio dei diritti umani dell’ONU e nei confronti di altre organizzazioni dell’ONU e meccanismi d’inchiesta) ha adottato o intende adottare il Consiglio federale per rafforzare la protezione dei diritti delle donne, inclusa la salute sessuale e riproduttiva, nella Striscia di Gaza e per promuovere l’accesso ai relativi servizi sanitari?Il Consiglio federale ha dichiarato che la Svizzera sostiene l’attuazione del piano di pace per Gaza in conformità con il diritto internazionale. Il Consiglio federale pone la piena ed effettiva partecipazione delle donne palestinesi e delle loro organizzazioni a tutti i processi decisionali e di attuazione rilevanti del piano di pace per Gaza come condizione non negoziabile per la sua attuazione in conformità con il diritto internazionale? In caso affermativo, come viene garantito ciò concretamente?In caso contrario, come giustifica l’Esecutivo questa scelta alla luce delle Linee guida sui diritti umani 2026–2029, che nell’ambito dell’agenda «Donne, pace e sicurezza» indicano come prioritario il rafforzamento della partecipazione delle donne ai processi decisionali e di pace?Quali misure umanitarie, finanziarie e di politica di sviluppo adottate dalla Svizzera – direttamente o tramite partner multilaterali – si rivolgono specificamente ai bisogni delle donne e delle ragazze nella Striscia di Gaza descritti nei rapporti (p. es. assistenza materna e neonatale, rifugi, servizi igienici e di base, accesso ai beni essenziali), e come viene garantito che il loro impatto sia sottoposto a monitoraggio e valutazione?
Stellungnahme des Bundesrates
1: In Israele, la parità tra uomini e donne è sancita per legge dal 1951 e il sistema sanitario è di alto livello. Nel Territorio palestinese occupato (TPO) non esiste una legge che copra in modo coerente e completo la violenza di genere. Inoltre, si applicano norme restrittive sull’aborto, e lo stupro coniugale non è esplicitamente criminalizzato. La situazione dei diritti delle donne nella Striscia di Gaza – dove vige la sharia – è più difficile che in Cisgiordania. Rispetto a Israele, per esempio, nell’intero TPO il sistema sanitario e quindi l’accesso all’assistenza sanitaria sessuale e riproduttiva sono meno sviluppati. Le condizioni si sono ulteriormente aggravate in seguito al conflitto e alle restrizioni imposte da Israele alla fornitura di aiuti medici. Le persone vulnerabili, come le donne incinte, sono particolarmente colpite dalla catastrofica situazione umanitaria. Per ulteriori informazioni, il Consiglio federale rimanda alla sua risposta all’interpellanza Porchet 24.3091 «Quale protezione è offerta alle donne e, in particolare, alle donne incinte nella Striscia di Gaza?». Secondo i rapporti dei rappresentanti speciali dell’ONU sulla violenza sessuale nei conflitti armati del 4 marzo 2024 e della Commissione internazionale indipendente d’inchiesta delle Nazioni Unite del 20 settembre 2024 e del 13 marzo 2025, Hamas e altri gruppi armati hanno commesso atti di violenza di genere contro persone di cittadinanza israeliana durante gli attacchi terroristici del 7 ottobre 2023 e la successiva presa di ostaggi. La Commissione d’inchiesta ha anche riferito di violenze di genere contro i prigionieri palestinesi nei penitenziari israeliani e da parte delle forze di sicurezza e dei coloni israeliani in Cisgiordania. 2–5: La Svizzera si esprime a favore della protezione della popolazione civile, del rispetto del diritto internazionale umanitario e dei diritti umani attraverso canali multilaterali e bilaterali e chiede un accesso umanitario senza ostacoli alla Striscia di Gaza, importante per rifornire l’area di materiale medico. In una dichiarazione del settembre 2025, la Svizzera, insieme ad altri Paesi e all’UE, ha chiesto la ripresa delle evacuazioni mediche dalla Striscia di Gaza, cosicché le donne con gravidanze difficili o patologie ginecologiche potessero ricevere le cure mediche necessarie. In qualità di membro del Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite, la Svizzera monitora anche i rapporti della Commissione internazionale indipendente d’inchiesta sul TPO. 6: Il Consiglio federale non commenta la partecipazione ai processi decisionali e di attuazione del piano di pace. 7: Sulla base della Strategia di cooperazione internazionale 2025–2028 (FF 2024 1518), la Svizzera si impegna a promuovere l’accesso alla salute sessuale e riproduttiva e integra misure di protezione dalla violenza di genere. Con il suo contributo di base al Fondo delle Nazioni Unite per la popolazione (UNFPA), promuove programmi volti a gestire reparti di maternità mobili, a soddisfare i bisogni primari di donne e ragazze e a fornire assistenza integrata alle vittime di violenza di genere. Nella Striscia di Gaza sostiene organizzazioni come il Fondo delle Nazioni Unite per l’infanzia (UNICEF), la Mezzaluna Rossa palestinese, il Comitato internazionale della Croce Rossa (CICR) e l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS), che si occupano delle esigenze specifiche di donne e ragazze.