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Domande di restituzione dell'imposta sui carburanti smarrite. L'Ufficio federale della dogana e della sicurezza dei confini potrebbe proporre una soluzione ragionevole?

26.3109 · Interpellanza · 2026-03-12

Dipartimento delle Finanze

La dichiarazione sull’intervento è disponibile

Wortlaut

Secondo alcune fonti, le domande di restituzione dell’imposta sui carburanti utilizzati nell’agricoltura relative agli anni 2023–2025 sarebbero andate perse.

Da un lato numerosi agricoltori dichiarano di non aver ricevuto la comunicazione necessaria per compilare la domanda di restituzione, dall’altro lato, l’Ufficio federale della dogana e della sicurezza dei confini (UDSC) afferma di non aver ricevuto diverse domande di restituzione.

Per affrontare la situazione si sono tenuti dei colloqui tra gli agricoltori interessati e l’UDSC. Pur dimostrando una serie di errori o smarrimenti di documenti attribuibili all’UDSC (cambiamento di sistema, date errate su alcuni documenti, indirizzi delle aziende agricole incompleti) gli agricoltori, molti dei quali assistiti dalle loro assicurazioni di protezione giuridica, non hanno ottenuto alcun risultato.

Poiché la decisione di concedere o meno tali restituzioni spetta all’UDSC, quest’ultimo si trova in una posizione privilegiata e adotta regolarmente una linea molto rigida. Agli agricoltori viene quindi negato il trattamento della domanda di restituzione, in alcuni casi per diverse migliaia di franchi, nonostante essi affermino di aver trasmesso tale domanda entro i termini previsti.

Il Consiglio federale è invitato a esaminare questa situazione al fine di indicare:

  1. il numero di dossier andati persi nell’ambito delle domande relative agli anni 2023, 2024 e 2025;

  2. il numero di aziende agricole che non hanno ricevuto alcun rimborso per gli anni 2023, 2024 e 2025;

  3. l’importo totale delle restituzioni non percepite dagli agricoltori per gli anni 2023, 2024 e 2025;

  4. la possibilità di procedere a un riesame dei dossier in questione relativi a questi anni;

  5. le misure adottate per evitare che tali situazioni si ripetano.

Stellungnahme des Bundesrates

Dal 2023 al 2025, l’UDSC ha effettuato in media 381 pagamenti a posteriori all’anno. I pagamenti in questione riguardavano domande inoltrate entro il termine di perenzione previsto dalla legge, ma dopo la scadenza del termine di inoltro ordinario. Non è possibile stabilire con certezza il motivo per cui le relative domande non siano state presentate nell’ambito del pagamento ordinario. Possibili cause potrebbero essere un tardivo o mancato inoltro, un invio per posta non avvenuto, lo smarrimento della domanda presso la Posta o eventuali lacune nel processo di elaborazione da parte dell’UDSC.Tra il 2023 e il 2025, l’UDSC ha emesso annualmente in media 35 decisioni di non entrata nel merito. Queste riguardavano esclusivamente le domande inoltrate dopo la scadenza del termine di perenzione previsto dalla legge.Per il periodo tra il 2023 e il 2025, l’importo delle restituzioni per azienda agricola è ammontato in media a circa 1700 franchi all’anno. Sulla base del numero medio di decisioni di non entrata nel merito (35) e dell’importo medio delle restituzioni (fr. 1700), tra il 2023 e il 2025 l’importo delle restituzioni non versate è ammontato a circa 60 000 franchi all’anno.Conformemente all’articolo 48 dell’ordinanza del 20 novembre 1996 sull’imposizione degli oli minerali (RS 641.611), le domande di restituzione devono essere inoltrate entro sei mesi dalla fine dell’anno d’esercizio. Nel settore dell’agricoltura è determinante l’anno civile. La restituzione non è accordata in caso di domande inoltrate in ritardo. Ciò vale per tutti i tipi di restituzione dell’imposta sugli oli minerali, vale a dire, oltre che per l’agricoltura, ad esempio anche per i veicoli adibiti alla preparazione di piste o per la pesca professionale. Per motivi di uguaglianza giuridica, l’UDSC è tenuto a garantire la parità di trattamento di tutti i richiedenti. Pertanto, sono escluse restituzioni a posteriori.L’UDSC è consapevole di questa problematica. Grazie alla digitalizzazione della procedura di restituzione tramite la piattaforma per le imposte di consumo «Taxas», in futuro le domande di restituzione presentate entro i termini previsti verranno registrate ed elaborate in modo tracciabile e non rischieranno più di andare perse. In tal modo i richiedenti beneficiano di una completa trasparenza sullo stato di elaborazione delle proprie domande. Inoltre, i tempi di elaborazione – ovvero il periodo che intercorre tra l’inoltro di una domanda e l’erogazione dell’importo della restituzione – vengono notevolmente ridotti. Con Taxas, l’elaborazione avviene generalmente in pochi giorni o settimane, mentre in precedenza era necessario circa un anno.

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