26.3196 · Interpellanza · 2026-03-18
Dipartimento dell'interno
La dichiarazione sull’intervento è disponibile
Wortlaut
Nell’attuale sistema della LAMal, aumentare i prezzi dei medicamenti implica tendenzialmente anche un aumento dei costi dell’AOMS e quindi, indirettamente, dei premi?Alla luce degli utili realizzati dalle case farmaceutiche, come giudica il Consiglio federale la loro richiesta di aumentare i prezzi?Come si collocano gli utili dell’industria farmaceutica rispetto a quelli di altri settori in Svizzera?Come valuta il Consiglio federale la minaccia di una tardiva o mancata immissione di medicamenti sul mercato?Come giudica l’affermazione secondo cui una riduzione degli utili comporterebbe minori uscite per la ricerca? Come vengono contabilizzate le uscite per la ricerca e lo sviluppo?Come influirebbe un incremento considerevole dei prezzi, in particolare dei medicamenti protetti da brevetto, sull’evoluzione dei costi dopo due, cinque e dieci anni?Chi trae il maggior beneficio da questi aumenti: le aziende svizzere o anche i gruppi internazionali?Qual è la percentuale degli utili di Roche e Novartis effettivamente investita nella ricerca e nello sviluppo?A quanto ammontano le distribuzioni agli azionisti (dividendi, riacquisto di azioni) rispetto alle uscite per la ricerca e lo sviluppo?
Begründung
Nelle scorse settimane i due gruppi farmaceutici elvetici Roche e Novartis hanno chiesto di aumentare i prezzi dei medicamenti nel nostro Paese, prospettando possibili ripercussioni negative nel caso in cui la Svizzera non dovesse dare seguito alla loro richiesta. Il CEO di Novartis ha dichiarato che, altrimenti, nuove terapie rischierebbero sempre più spesso di essere offerte solo nel settore privato. Il CEO di Roche, dal canto suo, ha accennato a possibili ritardi nell’immissione sul mercato di nuovi medicamenti. Queste dichiarazioni sono state rilasciate in occasione dalla presentazione dei risultati annuali del 2025. Roche ha realizzato un fatturato di 61,5 miliardi di franchi e un utile netto di 13,8 miliardi di franchi (+ 50 %), mentre Novartis ha conseguito un utile di 17,4 miliardi di dollari americani (+11 %). Sommati, gli utili dei due gruppi si attestano a circa 30 miliardi di franchi.
Stellungnahme des Bundesrates
1., 6. e 7. Un aumento dei prezzi dei medicamenti inciderebbe direttamente sui costi e quindi anche sui premi dell’assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie (AOMS). Nel 2024, i medicamenti sono stati, con 9,2 miliardi di franchi, la seconda maggiore voce di spesa dell’AOMS, di cui una buona metà ha riguardato i medicamenti protetti da brevetto. La Svizzera ha i prezzi più alti e le maggiori spese pro capite per i medicamenti in Europa (cfr. Ip. Lohr 25.4473 «I prezzi dei medicamenti negli Stati Uniti si allineeranno a quelli della Svizzera a partire dal 2026. Quali saranno le conseguenze per i nostri pazienti?»). I prezzi negli Stati Uniti sono attualmente significativamente superiori a quelli in Svizzera. Lo studio RAND statunitense del 2024 evidenzia che i medicamenti protetti da brevetto costano oltre il 100 per cento in più che in Svizzera. Per il calcolo richiesto si ipotizza, a titolo di esempio, un aumento isolato dei prezzi di tutti i medicamenti protetti da brevetto del 25, 50 e 100 per cento. Nel 2024, un aumento del genere avrebbe comportato un rialzo dei costi stimato rispettivamente a 1,2, 2,4 e 4,8 miliardi di franchi, ossia rispettivamente di circa 130, 270 e 530 franchi pro capite. Questi importi corrispondono all’incirca alla metà o al doppio dell’aumento complessivo dei costi dell’ultimo anno e dovrebbero essere interamente finanziati con i premi. Proiettando questo dato al 2034 sulla base dei tassi di crescita medi nel settore dei medicamenti dell’AOMS (+4,66 %), i costi aggiuntivi sarebbero rispettivamente di 1,9, 3,8 e 7,6 miliardi di franchi. Quale effetto secondario, prezzi più alti avrebbero ripercussioni anche sulla futura evoluzione dei prezzi e dei costi, poiché di riflesso aumenterebbe, ad esempio, il livello dei prezzi del confronto terapeutico trasversale, eseguito per la formazione dei prezzi dei medicamenti nuovi, e anche il livello dei prezzi dei generici e dei medicamenti biosimilari. Ammettendo invece che il rincaro riguardi soltanto i medicamenti di nuova omologazione, nei primi anni i costi aggiuntivi sarebbero inferiori, ma con il tempo si avvicinerebbero ai valori calcolati e si cumulerebbero. Si stima che, per le imprese svizzere, il fatturato dei preparati protetti da brevetto più venduti si aggiri intorno al 20 per cento circa del fatturato complessivo di questi medicamenti in Svizzera. Un aumento generalizzato dei prezzi andrebbe quindi a vantaggio anche dei gruppi internazionali e delle loro eventuali filiali aventi sede in Svizzera, che realizzano il restante 80 per cento circa del fatturato di questa categoria. 2.–4. La fissazione dei prezzi avviene in modo indipendente e in base alle disposizioni di legge. Inoltre, in un mercato piccolo come quello svizzero, gli aumenti di prezzo influirebbero soltanto limitatamente sulla dinamica globale dell’innovazione. In passato l’industria farmaceutica – in particolare le grandi case farmaceutiche – ha registrato una performance molto elevata rispetto ad altri settori industriali importanti, conseguendo utili superiori alla media e realizzando margini molto elevati. Attualmente il Consiglio federale non è a conoscenza di ripercussioni effettive di eventuali decisioni negli Stati Uniti sulla redditività delle case farmaceutiche interessate; tuttavia, tiene in seria considerazione le richieste espresse e le conseguenze annunciate dall’industria farmaceutica, analizza costantemente la situazione e punta su un dialogo costruttivo e orientato alle soluzioni. È convinto che tutte le parti abbiano interesse a garantire l’approvvigionamento in Svizzera e nel contempo a monitorare l’evoluzione dei costi. 5., 8. e 9. Le imprese possono decidere liberamente in merito all’impiego delle proprie risorse finanziarie. Le spese di ricerca e sviluppo fanno parte dei costi d’esercizio e vengono dedotte dai ricavi; ne risulta in seguito l’utile, esposto separatamente. I singoli risultati d’esercizio permettono di valutare soltanto in misura limitata la situazione dei ricavi a lungo termine e la capacità di investimento delle imprese. Stando ai rapporti d’esercizio, nel 2025 Roche e Novartis hanno speso per la ricerca e lo sviluppo rispettivamente 12,2 miliardi di franchi e 11,2 miliardi di dollari. Grazie ai risultati d’esercizio positivi, agli azionisti è stato proposto un aumento dei dividendi per una distribuzione complessiva rispettivamente di 7,9 miliardi di franchi e 8,9 miliardi di dollari. I dividendi distribuiti corrispondono quindi rispettivamente al 65 e all’80 per cento delle spese di ricerca e sviluppo. Inoltre, secondo un comunicato stampa, negli anni dal 2023 al 2026 Novartis ha riacquistato azioni proprie per circa 21,4 miliardi di franchi. Una parte notevole degli utili è quindi stata versata agli azionisti sotto forma di dividendi o riacquisti di azioni proprie. Le imprese investono però anche somme elevate in ricerca e sviluppo.