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26.3244 · Mozione · 2026-03-19

Dipartimento di giustizia e polizia

Assegnato alla commissione competente

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di partecipare all’attuazione di progetti per cosiddetti «return hub». A tal fine istituisce le condizioni giuridiche e operative necessarie affinché la Svizzera possa partecipare a questi centri di rimpatrio.

Begründung

Un sistema di migrazione funzionante presuppone procedure d’asilo e di rimpatrio efficienti. Nell’ambito dell’attuale riassetto del sistema europeo di gestione della migrazione, l’8 dicembre 2025 il Consiglio dell’Unione europea ha adottato, con riserva dell’approvazione del Parlamento europeo, il nuovo regolamento sui rimpatri, che per la Svizzera costituisce uno sviluppo dell’acquis di Schengen. Questo regolamento prevede diverse misure volte a rafforzare il rimpatrio, tra cui la possibilità per gli Stati membri di realizzare «return hub». L’idea è trasferire i richiedenti l’asilo respinti in centri al di fuori dell’Europa in attesa del rimpatrio nel Paese d’origine. La Svizzera ha interesse a vagliare una possibile partecipazione a un’iniziativa avviata da uno o più Stati europei, in particolare al fine di trovare una soluzione efficace per rimpatriare le persone che non hanno più diritto al soggiorno in Svizzera, in modo da sgravare il sistema nazionale d’asilo e le capacità ricettive. La partecipazione a un progetto per «return hub» consentirebbe di rimpatriare in maniera giuridicamente fondata e coordinata a livello internazionale i richiedenti l’asilo respinti e potrebbe contribuire a sgravare il sistema nazionale d’asilo e le capacità ricettive.

Antrag des Bundesrates

Respingere

Stellungnahme des Bundesrates

Una volta adottato, il nuovo regolamento UE sui rimpatri citato dall’autrice della mozione sarà notificato alla Svizzera quale sviluppo dell’acquis di Schengen. Il nostro Paese avrà poi due anni per procedere alle necessarie modifiche della legislazione nazionale, conformemente all’Accordo di associazione a Schengen. Nel suo rapporto del 15 aprile 2026 in adempimento del postulato Caroni 23.4490, il Consiglio federale ha analizzato la situazione all’estero in materia di procedure d’asilo ed esecuzione degli allontanamenti. Ha esaminato gli attuali approcci, soprattutto a livello europeo, volti a delocalizzare all’estero le procedure d’asilo e l’esecuzione degli allontanamenti, e la loro compatibilità con il diritto nazionale e internazionale. L’idea era di illustrare, a partire da esempi concreti, in che misura questi approcci potrebbero essere attuati dalla Svizzera. È vero che la delocalizzazione in uno Stato terzo delle procedure d’asilo e degli allontanamenti è giuridicamente possibile, a condizione di apportare le pertinenti modifiche legislative. Un tale passo comporta tuttavia numerosi ostacoli e rischi. I progetti di delocalizzazione finora avviati a livello europeo non sono stati implementati oppure si sono rivelati inefficaci. Considerando il fallimento dei progetti finora avviati, la difficoltà nel trovare uno Stato partner, l’incerto rapporto costi-benefici e il rischio di dipendere da un Paese terzo o addirittura di subirne una qualche forma di ricatto, il Consiglio federale continua per il momento a osservare gli sviluppi a livello europeo. Qualora dovessero concretizzarsi modelli di delocalizzazione che possano essere attuati rispettando il quadro giuridico nel suo complesso, il Consiglio federale riesaminerà la possibilità per la Svizzera di parteciparvi a fianco di partner europei o di attuarli autonomamente.Nel summenzionato rapporto, il Consiglio federale è inoltre giunto alla conclusione che gli approcci di delocalizzazione possono al massimo integrare i sistemi nazionali, ma non sostituirli. Il buon funzionamento dei sistemi d’asilo e di ritorno è fondamentale per rendere garantire una gestione efficace della migrazione. Nell’ambito della strategia in materia d’asilo 2027 adottata a novembre 2025, i tre livelli statali hanno pertanto concordato misure concrete per migliorare e sviluppare in maniera mirata il sistema svizzero d’asilo, accelerando ulteriormente le procedure d’asilo, smaltendo più rapidamente i casi pendenti, rendendo il sistema più reattivo alle fluttuazioni e promuovendo l’integrazione in modo più vincolante.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.