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26.3281 · Interpellanza · 2026-03-19

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

La dichiarazione sull’intervento è disponibile

Wortlaut

A maggio 2024 è stato pubblicato il rapporto CDF-23489 sulla gestione di sostanze problematiche da parte della Confederazione. Da questo rapporto risulta che mancano le basi per quantificare la presenza di tali sostanze nell’ambiente e negli esseri umani. Il Controllo federale delle finanze (CDF) raccomanda pertanto alla Confederazione di istituire un sistema minimo di monitoraggio delle sostanze problematiche presenti nell’ambiente e in tutti gli organismi viventi, al fine di individuare tempestivamente concentrazioni preoccupanti. Questa raccomandazione è stata ribadita nella risposta alla mia domanda 25.7601.

Tuttavia, lo scorso anno il progetto di biomonitoraggio umano (Human Biomonitoring, HBM) della Confederazione, pianificato da tempo e su vasta scala, è stato interrotto per motivi di risparmio a causa dei costi previsti, pari a 10–12 milioni di franchi all’anno.

Tra le sostanze esaminate nel rapporto del CDF figurano, tra l’altro, le PFAS. Nel rapporto in adempimento del postulato Moser 22.4585, i soli costi sanitari conseguenti all’inquinamento da PFAS sono stimati tra 1 e 1,6 miliardi di franchi all’anno.

Nel mese di novembre 2024, il Consiglio federale ha risposto al mio postulato 24.4132, affermando che le raccomandazioni contenute nel rapporto del CDF 23489 sarebbero state esaminate in modo approfondito e che i relativi Uffici ne avrebbero definito la priorità, soprattutto in considerazione delle limitate risorse disponibili.

Invito pertanto il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:

1. Condivide l’opinione secondo cui le misure raccomandate dal CDF dovrebbero essere esaminate e attuate rapidamente, al fine di evitare elevati costi conseguenti dovuti a sostanze problematiche, in particolare alle PFAS? In caso contrario, perché no? In caso affermativo, quando si concluderà tale processo?
2. A che punto sono concretamente gli Uffici federali, a quasi due anni dalla pubblicazione del rapporto, per quanto riguarda l’esame, la definizione delle priorità e l’attuazione delle raccomandazioni?
3. Cosa si intende con «sistema minimo di monitoraggio delle sostanze problematiche»? Quali progressi sono stati compiuti a partire dalla pubblicazione del rapporto?
4. Condivide l’opinione secondo cui un HBM, come quello conosciuto da anni nei Paesi limitrofi, può fare chiarezza sull’inquinamento da PFAS dei gruppi di popolazione e consentire così decisioni più fondate?
5. Ciò avrebbe potuto contribuire a ridurre i costi conseguenti alle PFAS e a valutare meglio l’efficacia delle misure? In caso affermativo, come valuta i costi dello studio sulla salute rispetto ai costi sanitari legati alle PFAS, che ammontano a miliardi? In caso contrario, perché no?

Stellungnahme des Bundesrates

1 e 2) Gli Uffici federali interessati stanno lavorando all’attuazione delle raccomandazioni e, in particolare, stanno valutando quali processi di attuazione debbano essere elaborati. È inoltre fondamentale organizzare e consolidare i nuovi processi in modo tale da garantire l’attuazione delle raccomandazioni anche a lungo termine. 3) Nel quadro dell’attuazione delle raccomandazioni, si valuterà in che modo i sistemi esistenti per il monitoraggio ambientale (p. es. per l’aria o le acque) possano essere utilizzati in modo ancora più mirato per l’individuazione precoce di nuove sostanze problematiche e quali integrazioni sarebbero necessarie a tal fine. Tuttavia, le sostanze problematiche dovrebbero idealmente essere identificate prima che siano presenti in quantità misurabili nelle persone, negli alimenti o nell’ambiente. Per questo motivo, parallelamente al monitoraggio ambientale e ai programmi di misurazione, devono essere esaminate ulteriori misure per rilevare e approfondire indicazioni sulle sostanze potenzialmente problematiche. 4) Come la Svizzera, anche i Paesi limitrofi si trovano attualmente a dover affrontare le difficoltà legate all’esposizione dell’ambiente e delle persone alle PFAS, indipendentemente dal fatto che dispongano già di programmi nazionali di biomonitoraggio umano (HBM). Attraverso un HBM per le PFAS, l’esposizione della popolazione svizzera a queste sostanze sarebbe stata individuata prima. 5) Sulla base dei risultati del monitoraggio ambientale e dell’HBM è possibile definire misure normative che, nel lungo periodo, contribuiscono a ridurre l’esposizione delle persone ai prodotti chimici, sgravando così il sistema sanitario. Inoltre, l’efficacia delle misure può essere verificata attraverso un monitoraggio mirato e ripetuto. Non è possibile quantificare il contributo economico di un programma nazionale di HBM alla prevenzione dei costi sanitari causati dall’inquinamento da PFAS.

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