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26.3359 · Mozione · 2026-03-20

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

Assegnato alla commissione competente

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di prevedere nella legge sulla pianificazione del territorio (LPT) una base legale che consenta ai Cantoni, in collaborazione con le Città e i Comuni, la formazione di nuovi azzonamenti di cui alla LPT semplici, rapidi, chiaramente circoscritti a livello locale e conformi al fabbisogno quale fattispecie derogatoria in caso di grave penuria di alloggi nelle Città e nei Comuni che si dimostrino esserne più colpiti. A tal fine occorre basarsi su parametri chiari relativi alla penuria di abitazioni, come ad esempio il tasso di alloggi sfitti. Poiché, come ci insegna l’esperienza, in queste Città e Comuni mancano soprattutto alloggi a prezzi accessibili, dovrebbe essere loro consentito di stabilire una quota massima del 30 per cento di alloggi a prezzi contenuti nelle superfici da azzonare.

Begründung

Il 1° maggio 2014 sono entrate in vigore la revisione parziale della LPT e la revisione dell’ordinanza sulla pianificazione del territorio. La revisione di allora mirava in particolare a frenare la dispersione degli insediamenti in Svizzera. Secondo l’articolo 15 capoverso 1 LPT le zone edificabili vanno definite in modo da soddisfare il fabbisogno prevedibile per 15 anni.

Già durante la campagna di voto era stato lanciato l’allarme di una riduzione troppo drastica del terreno edificabile e delle sue conseguenze, vale a dire l’innalzamento del prezzi del terreno, l’esplosione degli affitti e la penuria di alloggi.

Purtroppo questi timori si sono almeno in parte rivelati fondati. La penuria di alloggi, che ormai colpisce gran parte della Svizzera, continua ad aggravarsi. Nel 2024 il tasso di abitazioni sfitte sul territorio nazionale è sceso all’1,08 per cento. Sul mercato degli affitti i prezzi stanno aumentando notevolmente, soprattutto dal 2020. Questa tendenza si è accentuata proprio nel momento in cui la revisione della LPT ha iniziato a produrre pienamente i suoi effetti.

Una delle ragioni del peggioramento della situazione sul mercato immobiliare risiede nel fatto di essersi concentrati esclusivamente sullo sviluppo centripeto degli insediamenti. Quest’ultimo è e rimane, in linea di principio, una scelta giusta e importante. Dopo dieci anni di esperienza, tuttavia, è chiaro che il potenziale è stato sopravvalutato, ovvero che nella pratica non è sempre possibile sfruttare appieno il potenziale teorico, o almeno non con sufficiente rapidità. Gli interventi di ampliamento su edifici esistenti sono complessi, le procedure di autorizzazione sono lunghe e le opposizioni sono più la regola che l’eccezione. Nella pratica risulta quindi sempre più evidente che, per una serie di motivi, il potenziale stimato è ben lungi dal poter essere sfruttato. Ciò significa però anche che in determinate località nevralgiche le dimensioni delle zone edificabili si rivelano a posteriori troppo esigue.

Soprattutto nelle Città e nei Comuni a vocazione turistica la revisione ha quindi conseguenze pesanti per la popolazione locale interessata. Mancano soprattutto alloggi per i residenti con una situazione finanziaria più modesta, ma spesso addirittura per l’intero ceto medio. Ciò significa che l’obiettivo sociale sancito dalla Costituzione federale all’articolo 41 lettera e è stato chiaramente mancato. Secondo tale articolo dovrebbe esserci un’offerta di abitazioni adeguate per chi è alla ricerca di un alloggio per sé e per la propria famiglia.

Il principio alla base della legge sulla pianificazione del territorio è fondamentalmente corretto. È tuttavia evidente che per determinate località si è rivelato essere troppo rigido. La deroga proposta consente, senza dover rinunciare definitivamente a questi principi, di apportare adeguamenti mirati per migliorare il necessario equilibrio tra gli interessi in gioco. Pertanto, dopo dieci anni di esperienza in tale ambito, un adeguamento mirato della legislazione è tanto necessario quanto giustificato.

Concretamente, il Consiglio federale dovrà elaborare le basi legali adeguate affinché in futuro, soprattutto qualora il tasso di alloggi sfitti si mantenga al di sotto dell’1 % per due anni consecutivi e non vi siano prospettive di un miglioramento significativo della situazione nei due anni successivi – e quindi si arrivi di fatto a una penuria di alloggi –, una Città o un Comune interessati possano costituire azzonamenti nelle riserve di terreno attraverso una procedura rapida e semplice sotto la guida del Cantone. Si tratta di una concretizzazione della disposizione secondo cui le zone edificabili devono essere dimensionate, in linea di principio, in base al fabbisogno previsto per i prossimi 15 anni (art. 15 cpv. 1 LPT). Laddove una zona edificabile risulti palesemente sottodimensionata e non sia quindi più possibile rispettare l’obiettivo sociale sancito dalla Costituzione federale, è giustificato introdurre, sulla base di una nuova disposizione derogatoria, la possibilità di intervenire in modo rapido e concreto contro la penuria di alloggi. In tali casi l’orizzonte temporale ordinario di quindici anni previsto dalla LPT è decisamente troppo lungo. Gli adeguamenti volti al raggiungimento dell’obiettivo dovrebbero tuttavia essere possibili solo laddove sia oggettivamente necessario, ovvero laddove sia dimostrata una penuria di alloggi di lunga durata. Poiché nelle località interessate scarseggiano in particolare anche gli alloggi a prezzi accessibili, le Città e i Comuni dovrebbero avere anche la possibilità di fissare una quota massima del 30 per cento di tali abitazioni per le nuove unità abitative da realizzare.

Antrag des Bundesrates

Respingere

Stellungnahme des Bundesrates

Le zone edificabili vanno definite in modo da soddisfare il fabbisogno prevedibile per 15 anni (art. 15 cpv. 1 LPT). I Cantoni definiscono tale fabbisogno sulla base delle direttive tecniche sulle zone edificabili (art. 15 cpv. 5 LPT). Tali direttive stabiliscono che i Cantoni devono coprire il proprio fabbisogno in parte - quindi non completamente, come sembra invece presumere l’autore della mozione - con le riserve di utilizzazione disponibili nelle zone edificabili esistenti. I Cantoni sono fondamentalmente liberi di decidere come assegnare il proprio «contingente di zone edificabili» ai Comuni. In particolare, possono decidere di favorire i Comuni che presentano un’estrema penuria di alloggi. A seconda dei casi, questi ultimi possono procedere a nuovi azzonamenti già prima che siano trascorsi 15 anni dall’ultima revisione del loro piano delle zone (cfr. DTF 120 Ia 227, 233). I Cantoni possono prevedere già oggi procedure rapide e semplici a tale scopo e stabilire per le nuove zone abitative una percentuale di alloggi a prezzi accessibili che arrivi fino al 30 %. In questo contesto un’ingerenza nelle competenze dei Cantoni in materia di pianificazione territoriale non è giustificata. A parte ciò, in presenza di parametri inequivocabili un diritto all’azzonamento è incostituzionale. Secondo il Tribunale federale, sebbene la necessità di terreni edificabili rappresenti un criterio importante per decidere in merito a nuovi azzonamenti, questi ultimi devono sempre basarsi su una ponderazione complessiva degli interessi, poiché nella pianificazione gli automatismi sono contrari al compito della pianificazione stessa di modellare il territorio (DTF 1P.343/2002 Cons. 5 con rimando alla DTF 118 Ia 151 Cons. 4b). Gli azzonamenti possono indubbiamente avere un’influenza positiva sulla dinamica edilizia, ma presentano anche degli svantaggi. Spesso infatti comportano la perdita di superfici per l’avvicendamento delle colture (essenziali per la sicurezza dell’approvvigionamento alimentare e sottoposte a forti pressioni) e di spazi all’aperto importanti per lo svago e l’equilibrio ecologico. Possono favorire l’espansione disordinata degli insediamenti, compromettere la biodiversità e ridurre la motivazione allo sviluppo centripeto. I principali fattori alla base della penuria di alloggi (forte crescita demografica, riduzione delle dimensioni delle economie domestiche, aumento della superficie abitativa per ciascuna economia domestica) non sono sufficienti a giustificare questi svantaggi, soprattutto perché, secondo diversi studi, esiste ancora un grande potenziale per lo sviluppo centripeto degli insediamenti. Nei Comuni con una penuria acuta di alloggi gli azzonamenti dovrebbero quindi essere conteggiati solo in misura minima nei contingenti cantonali.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.