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Direttiva UE sulla trasparenza retributiva. Quali conseguenze per la parità salariale in Svizzera?

26.3483 · Interpellanza · 2026-03-20

Dipartimento di giustizia e polizia

La dichiarazione sull’intervento è disponibile

Wortlaut

Dal 7 giugno, gli Stati membri dell’UE dovranno aver modificato la loro legislazione per conformarsi alla direttiva 2023/970 sulla trasparenza retributiva. Questa direttiva prevede, tra le altre cose, l’obbligo per tutte le imprese, comprese quelle da 50 a 100 dipendenti, di: rispettare la trasparenza salariale al momento dell’assunzione, garantire il diritto d’accesso ai dati sui livelli retributivi individuali e medi, vietare qualsiasi segreto salariale e prevedere criteri di progressione neutri sotto il profilo del genere. Le imprese da 100 a 249 dipendenti sono inoltre obbligate a pubblicare a cadenza triennale un’analisi del divario retributivo, delle indennità per le persone lese nonché delle sanzioni dissuasive. Per le imprese con oltre 250 dipendenti, l’analisi del divario retributivo è annuale.

Molte imprese con sede nell’Unione europea sono attive anche in Svizzera. Secondo la statistica dei gruppi di imprese dell’Ufficio federale di statistica, nel 2024 la Svizzera registrava 39 545 multinazionali attive sul suo territorio, per un totale di 1,57 milioni di dipendenti. La stragrande maggioranza delle persone lavorava in multinazionali con almeno 50 dipendenti (4475 multinazionali per un totale di 1,44 milioni di dipendenti). La statistica sui gruppi d’imprese multinazionali e la loro struttura di Eurostat indicava che nel 2023 10 897 gruppi attivi nell’UE erano controllati dalla Svizzera.

A partire dal mese di giugno, quasi il 10 per cento dei dipendenti lavorerà in strutture soggette a obblighi più severi in materia di trasparenza salariale nei Paesi limitrofi. Invito pertanto il Consiglio federale a rispondere alle domande seguenti:

  1. Quante multinazionali (sotto controllo nazionale e sotto controllo estero) attive in Svizzera dovranno applicare la direttiva 2023/970 nelle loro attività all’interno dei Paesi dell’UE?

  2. Con questo duplice standard normativo, quali rischi vede il Consiglio federale per la Svizzera, in particolare in materia di attrattiva del mercato del lavoro per dirigenti femminili altamente qualificate?

  3. In linea generale, ritiene che la direttiva 2023/970 sia in linea con gli obiettivi della legge federale sulla parità dei sessi?

Stellungnahme des Bundesrates

La direttiva (UE) 2023/970 si applica a tutti i lavoratori che hanno un contratto di lavoro o un rapporto di lavoro quale definito dal diritto, dai contratti collettivi e/o dalle prassi in vigore in ciascuno Stato membro, tenendo in considerazione la giurisprudenza della Corte di giustizia, nonché ai candidati a un impiego (art. 2 par. 2 e 3 della direttiva). Non disponiamo di dati su quante imprese attive in Svizzera sono interessate.Al momento il Consiglio federale non dispone di indicazioni secondo cui le differenze tra il quadro normativo europeo e quello svizzero in materia di trasparenza retributiva ridurrebbero l’attrattività del mercato svizzero del lavoro. L’attrattività della piazza economica svizzera dipende da vari fattori, quali il livello dei salari, le prospettive professionali, la qualità delle condizioni lavorative e la stabilità del quadro economico e istituzionale.La legge federale sulla parità dei sessi (LPar; [RS 151.1]) e la direttiva (UE) 2023/970 perseguono un obiettivo comune. In Svizzera, dal 1° luglio 2020 le imprese che impiegano 100 o più lavoratori devono eseguire periodicamente un’analisi della parità salariale (sezione 4a LPar). Tuttavia, se l’analisi mostra che la parità salariale è rispettata, il datore di lavoro è liberato dall’obbligo di ripetere l’analisi (art. 13a cpv. 3 LPar). Il datore di lavoro deve fare verificare l’analisi da un organo indipendente e informarne i collaboratori nonché, per le società quotate in borsa, gli azionisti. Le misure previste nella sezione 4a sono tuttavia limitate nel tempo, poiché la loro validità scade 12 anni dopo la loro entrata in vigore. A seguito del bilancio intermedio dell’attuazione della sezione 4a (https://www.bj.admin.ch/bj/it/home.html > Società > Parità di genere e protezione dalla discriminazione > Attuazione della parità salariale tra donna e uomo), il Consiglio federale intende completare la valutazione dell’efficacia (art. 17b LPar) a fine 2027, quindi prima del previsto. Su questa base, deciderà se occorre adottare nuove misure o, se del caso, adeguare il dispositivo esistente.

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