96.1025 · Interrogazione ordinaria · 1996-03-21
Dipartimento degli affari esteri
Liquidato
Stellungnahme des Bundesrates
Alla fine del 1994, il Consiglio federale ha eseguito un esame approfondito della rete di rappresentanze all'estero. Vista la necessità di risparmiare e tenuto conto di diverse evoluzioni - possibilità di razionalizzazione mediante migliori strumenti di comunicazione, sviluppi politici ed economici e trasferimenti di priorità - ha in seguito proceduto ai seguenti adeguamenti: chiusura delle ambasciate a Panama e Yaoundé, nonché delle rappresentanze consolari di carriera a Bregenz, Le Havre, Digione, Friburgo in Brisgovia e Curitiba. In ognuna di queste città è stata in seguito istituita una rappresentanza onoraria. La Delegazione presso l'UNESCO, indipendente fino a poco tempo fa, è inoltre stata integrata nell'ambasciata di Parigi. A partire dal 1 aprile 1996 è stato aperto un centro consolare e amministrativo a Bonn, nel quale sono trattate le questioni consolari e amministrative per tutta la Germania. Da ultimo, è di nuovo operativa l'ambasciata di Beirut, mentre a Shanghai è stato aperto un consolato generale. Pur essendo in fase avanzata, le operazioni di chiusura a Luanda e a Windhoek non sono ancora ultimate.
Fra i compiti permanenti del DFAE rientra anche l'esame costante dell'impiego dei mezzi nelle rappresentanze all'estero. Il principio è di tutelare per quanto possibile, nell'ambito dei mezzi limitati a disposizione, gli interessi definiti nel rapporto sulla politica estera, investendo in maniera ottimale le nostre risorse finanziarie e umane, nonché di garantire che i compiti di natura consolare-amministrativa prescritti legalmente siano svolti al meglio dal profilo qualitativo e quantitative. In quest' ottica sono stati effettuati adeguamenti puntuali, che all'epoca non erano ancora stati presi in considerazione, dopo la definizione degli obiettivi alla fine del 1994. L'apertura dell'ambasciata a Sarajevo è il caso che meglio testimonia la volontà del Consiglio federale di contribuire allo sviluppo politico della regione. La capacità di reagire pragmaticamente al mutare delle condizioni è dimostrata anche dal mantenimento dell'ufficio per il rilascio dei visti di Casablanca (il DFAE è infatti tornato sulla sua decisione di chiudere definitivamente la rappresentanza consolare di tale città) e dalla soppressione della sezione preposta ai visti dell'ambasciata di Rabat. Tale soluzione rappresenta una valida alternativa per realizzare risparmi con un'incidenza minima sull'offerta di servizi.
Per quanto attiene all'Angola, il Consiglio federale non vede alcun motivo, malgrado l'evoluzione politica, di ritornare sulla sua decisione di chiudere l'ambasciata. Anche qui, tuttavia, sarà aperta una rappresentanza onoraria, come è accaduto in altri Paesi toccati da tale misura. L'istituzione di un ufficio a Luanda per l'aiuto umanitario della Confederazione non pregiudicherà la presenza svizzera sul posto; l'accento sarà posto sugli aspetti prioritari nel contesto attuale.
Risposta del Consiglio federale.