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96.3200 · Interpellanza · 1996-06-03

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

Liquidato

Stellungnahme des Bundesrates

1. L'11 luglio scorso, il Dipartimento federale dei trasporti, delle comunicazioni e delle energie (DFTCE) ha pubblicato la perizia sulla sicurezza effettuata dalla Divisione principale per la sicurezza degli impianti nucleari (DPSN) e il parere della Commissione federale per la sicurezza degli impianti nucleari (CSI) in merito alla domanda della GNW in vista di un'autorizzazione di massima per la costruzione di un deposito finale per scorie di debole e media attività al Wellenberg. La perizia ha anche tenuto in considerazione il rapporto presentato dalla GNW (NTB 96-03) dal titolo "Rapporto intermedio sugli accertamenti 1994/95". La perizia contiene quindi tutti gli studi effettuati finora al sito del Wellenberg. La DPSN ha inoltre chiesto la consulenza della Commissione di gestione dei rifiuti nucleari, un gruppo di lavoro della Commissione federale di geologia (CFG). Entrambe le autorità di sicurezza sono dell'avviso che non vi sono motivi di sicurezza nucleare o di radioprotezione che impediscano il rilascio di un'autorizzazione di massima. Sebbene diverse questioni rimangano ancora irrisolte, le conoscenze attuali non escludono la possibilità di costruire un deposito finale, a patto di garantire la necessaria protezione dell'uomo e dell'ambiente.

La DPSN raccomanda di porre tre condizioni ad un'eventuale autorizzazione, vale a dire la costruzione di una galleria di sondaggio allo scopo di chiarire i punti ancora incerti, la posizione delle caverne di deposito finale e uno studio per un eventuale deposito di determinate scorie a grandi profondità. La Commissione federale fa notare che la DPSN ha trattato nella sua perizia i punti fondamentali in materia di sicurezza e sottolinea di associarsi alla posizione della DPSN. La Commissione afferma in particolare di essere d'accordo con le tre condizioni proposte.

2. Il Consiglio federale ha già precedentemente ribadito che la protezione dell'uomo e dell'ambiente, vale a dire la salvaguardia della sicurezza nucleare, ha un'importanza prioritaria nella scelta dei siti destinati ad un deposito finale. La scelta non deve basarsi necessariamente su criteri dipendenti dalla politica locale: in effetti non bisogna dare la preferenza ad un determinato sito perché i relativi accertamenti geologici e la costruzione del deposito possono più facilmente essere accettati a livello politico.

Dal canto loro, il Consiglio federale e il Parlamento, rinunciando alla revisione parziale del decreto federale concernente la legge sull'energia nucleare, che avrebbe permesso uno snellimento della procedura nell'ambito del confinamento nucleare, hanno affermato che un deposito finale non deve essere costruito contro la volontà del popolo del Cantone interessato. Per quanto riguarda il Wellenberg, bisogna rispettare la decisione della popolazione nidvaldese, pur accettando l'eventualità di un'altra votazione popolare in futuro. I lavori preparatori in vista della costruzione di un deposito finale per scorie di debole e media attività presso Wolfenschiessen sono stati autorizzati nel 1988. Nonostante la Confederazione abbia rilasciato un'autorizzazione per la realizzazione di una prima parte della galleria di sondaggio, i lavori non possono procedere senza l'accordo del Cantone per il rilascio di una concessione. Per questo motivo, la procedura relativa all'autorizzazione di massima è attualmente bloccata.

3. La decisione della popolazione del Cantone Nidvaldo rappresenta un grosso passo indietro per i lavori in vista di una soluzione per lo smaltimento delle scorie radioattive in Svizzera. Non solo il sito del Wellenberg è messo in questione: infatti, i lavori di sondaggio e la costruzione di un deposito finale in qualsiasi altro sito potrebbero venire ostacolati, nonostante la legge sulla radioprotezione entrata in vigore nel 1994 stabilisca che le scorie radioattive prodotte in Svizzera debbano essere confinate in linea di massima all'interno del nostro Paese.

Per evitare ciò, occorre riorganizzare il rapporto tra le competenze della Confederazione e quelle dei Cantoni, procedendo ad una revisione della legislazione in materia nucleare, che renda possibile lo smaltimento delle scorie radioattive, necessità che non viene messa in discussione, a prescindere dal futuro dell'energia nucleare.

In vista di una soluzione al problema, il Consiglio federale dà molta importanza al raggiungimento di un'intesa con la ripresa delle trattative tra tutte le parti interessate, in cui venga tenuto conto anche dell'opinione della popolazione. Il Consiglio federale sostiene però anche il principio, accettato a livello internazionale, secondo cui le generazioni che traggono profitto dalla produzione di energia atomica si preoccupino anche di uno smaltimento sicuro e duraturo delle derivanti scorie. La revisione della legislazione relativa all'energia nucleare sarà l'occasione per tornare a pronunciarsi sull'argomento.

L'esame della documentazione allegata alla domanda da parte delle autorità competenti ha mostrato che non esistono motivi a sfavore della costruzione di un deposito finale al Wellenberg, sia dal punto di vista della sicurezza che da quello della radioprotezione. La DPSN e la CSI raccomandano comunque di svolgere altri accertamenti per mezzo di una futura galleria di sondaggio. Già prima dell'esito della votazione popolare nel Cantone Nidvaldo era stato detto sia dai sostenitori che dagli oppositori di un deposito finale che era opportune conoscere i risultati degli accertamenti svolti in sotterraneo, cioè per mezzo di una galleria di sondaggio, prima di pronunciarsi sul rilascio di una concessione. A questi lavori di accertamento si oppone oggi la decisione della popolazione di Nidvaldo.

La richiesta di un'unica concessione per la costruzione della galleria di sondaggio e del deposito finale vero e proprio è stata probabilmente una causa del rifiuto dell'anno scorso. La GNW ha annunciato qualche tempo fa di voler modificare il procedimento da seguire, presentando innanzitutto una domanda di concessione solamente per la galleria di sondaggio. Ciò richiederebbe una seconda votazione. Il DFTCE intende quindi condurre delle trattative con il Cantone, il Comune e i responsabili del progetto sulla procedura da seguire. L'obiettivo è trovare una soluzione che soddisfi sia i principi di politica energetica promossi dalla Confederazione che i diritti democratici che spettano al Cantone e al Comune.

Risposta del Consiglio federale.

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