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96.3428 · Mozione · 1996-09-25

Dipartimento dell'interno

Liquidato

Wortlaut

Da oltre 25 anni il DDT e pesticidi analoghi non possono essere venduti e consumati nei paesi industrializzati. Tuttavia la produzione ai fini dell'esportazione nel terzo mondo è sempre tollerata. Ciò ha come conseguenza di avvelenare l'ecosistema e mietere vittime non solo nei paesi del terzo mondo.

I sottoscritti chiedono che il Consiglio federale introduca per via legislativa un divieto assoluto di produzione e di esportazione di quei pesticidi estremamente tossici e volubili.

Begründung

Recentemente, a oltre 6 anni di distanza, si è riaffacciato il fenomeno della presenza di residui del pericoloso pesticida DDT o del suo derivato DDD nelle acque del Verbano. I fatti delle settimane scorse indicano che la contaminazione non è un fenomeno isolato o passeggero, bensì costante. Lo stesso non ha ottenuto la dovuta attenzione.

Il problema non sta nella commestibilità o meno di alcune specie di pesci, né tanto meno nel danno finanziario che ne può derivare ai pescatori professionisti.

Lo scandalo sta nel fatto che a oltre 25 anni di distanza dalla messa fuori legge, nei paesi industrializzati, della vendita e del consumo di quel pesticida estremamente pericoloso e volubile, la produzione ai fini dell'esportazione nel terzo mondo continua a essere tollerata, in Svizzera come in Italia.

Produzione ed esportazione che contribuiscono ad avvelenare l'ecosistema. Inoltre il suo impiego miete annualmente vittime. Senza contare che sotto forma di residui il pesticida torna comunque sulle nostre mense e nelle nostre case con i prodotti agrari e i fiori importati. Occorre ricordare che i pesticidi del gruppo DDT hanno un effetto sterilizzante che si potenzia risalendo la catena alimentare, al cui vertice si trova l'uomo.

Per tutte queste ragioni non ha senso attaccarsi alle sole conseguenze - divieto di consumo del pesce inquinato ad esempio - ma occorre risalire alle cause, appunto introducendo per via legislativa il divieto assoluto di produzione e di esportazione del DDT e dei pesticidi analoghi.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di togliere la mozione di ruolo.

Stellungnahme des Bundesrates

Conformemente alle disposizioni contenute nell'allegato 3.1 dell'ordinanza del 9 giugno 1986 sulle sostanze pericolose per l'ambiente (Osost), dal 1o settembre 1986 in Svizzera sono vietati la fabbricazione, l'importazione, la fornitura e l'impiego di DDT e di altri pesticidi persistenti alogenati quali il metossicloro, il pertano, l'aldrina, la dieldrina, l'endrina, l'eptacloro, la telodrina, lo strobano e il tossafene. Dato che è vietato sia fabbricare sia importare tutte queste sostanze, non è più possibile nemmeno esportarle. Sino a poco tempo fa vigeva un'eccezione in merito a tale divieto, in virtù della quale erano permesse l'importazione e l'ulteriore elaborazione del DDT (unicamente del DDT) in vista della riesportazione. Con l'entrata in vigore il 1o gennaio 1996 della modificazione del 29 novembre 1995 dell'Osost, tale eccezione è tuttavia stata eliminata. Nello stesso tempo sono stati vietati tre altri pesticidi alogenati: l'isodrina, il kelevan e il clordecone. L'impiego della maggior parte delle sostanze menzionate era stato vietato già dal 1971 con l'ordinanza del 23 dicembre 1971 sul divieto di sostanze tossiche (ODST).

Ciononostante in numerosi altri stati - quale ad esempio l'Italia - la produzione di DDT continua ad essere permessa: tale sostanza, in particolare, viene tuttora impiegata per combattere la malaria. Nell'ambito dell'UNEP (United Nations Environmental Programme) e dell'ECE/ONU (United Nations Economic Commission for Europe) sono attualmente in fase di elaborazione accordi vincolanti sul piano giuridico che mirano a vietare - nella misura del possibile a livello mondiale - questi pesticidi e altri composti organici persistenti. La Svizzera s'impegnerà nella realizzazione dei relativi accordi.

Il Consiglio federale propone di togliere la mozione di ruolo.