97.3640 · Mozione · 1997-12-18
Dipartimento delle Finanze
Liquidato
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
Anzitutto, occorre ricordare la base costituzionale che recita che l'imposta federale diretta è riscossa sul reddito netto, il capitale e le riserve delle persone giuridiche. Le persone giuridiche, qualunque sia la loro forma giuridica, devono essere imposte secondo la loro capacità economica e in modo per quanto possibile uguale (art. 41ter cpv. 5 lett. a Cost.). Conformemente a questa prescrizione, l'imposta sull'utile ha per oggetto l'utile netto (art. 57 LIFD e art. 24 cpv. 1 LAID). Punto di partenza per determinare l'utile netto imponibile è il saldo del conto profitti e perdite (art. 58 cpv. lett. a LAID). Dal 1998, per l'imposta federale diretta vige un'imposta proporzionale sull'utile, mentre non viene più prelevata un'imposta sul capitale.
Nella misura in cui siano necessari conformemente ai principi generalmente ammessi nel commercio, devono essere effettuati ammortamenti, correzioni di valore e accantonamenti. Gli accantonamenti vanno costituiti, in particolare, per coprire impegni incerti e perdite probabili da affari in corso (art. 669 cpv. 1 CO). Conformemente al diritto azionario, il consiglio d'amministrazione può procedere ad accantonamenti, come pure rinunciare a sciogliere accantonamenti divenuti superflui (art. 669 cpv. 2 CO). Nel diritto fiscale, però, è permesso effettuare accantonamenti solo se sono giustificati dall'uso commerciale. Accantonamenti non giustificati dall'uso commerciale devono essere aggiunti all'utile netto imponibile per il calcolo del saldo del conto profitti e perdite (art. 58 cpv. 1 lett. b LIFD). Gli accantonamenti ammessi negli anni precedenti sono aggiunti all'utile imponibile nella misura in cui non sono più giustificati (art. 63 cpv. 3 LIFD).
Per quanto riguarda le spese di ristrutturazione per l'importo annunciato di 7 miliardi di franchi che la fusione tra l'UBS e la SBS dovrebbe causare, occorre chiarire quanto segue:
Sulla base della prescrizione costituzionale riguardante l'imposizione secondo la capacità economica, la deduzione di spese che servono al conseguimento o al mantenimento del ricavo non può essere negata.
La deduzione di accantonamenti per costi di ristrutturazione prevedibili è accettata dalle autorità fiscali solo nella misura in cui è provata la sua fondatezza dall'uso commerciale. Ne consegue che accanto all'entità della somma occorre controllare anche entro quale periodo si verificano le relative spese.
Le società fusionate sono attive a livello mondiale e hanno all'estero stabilimenti d'impresa oppure possiedono partecipazioni di società estere (società affiliate). La maggior parte dei costi di ristrutturazione si produrranno all'estero e non farà ridurre proporzionalmente l'utile imponibile in Svizzera.
Per i beneficiari svizzeri delle rispettive prestazioni i costi di ristrutturazione delle società fusionate dovrebbero figurare come reddito imponibile oppure ricavo imponibile. Inoltre, tali prestazioni potrebbero essere soggette all'imposta sul valore aggiunto. Considerato globalmente, si verificherebbe dunque una certa compensazione nel gettito fiscale.
Per quanto riguarda gli utili dichiarati dalle società fusionate nel conto profitti e perdite del gruppo, occorre sottolineare che per una buona parte riguardano stabilimenti d'impresa e società affiliate esteri. Soggetto fiscale sono però le singole società svizzere. Soggiace all'imposta sull'utile solo l'utile realizzato in Svizzera. Inoltre, l'imposta sull'utile si riduce in proporzione del ricavo netto da partecipazioni all'utile netto totale.
Per ora non è ancora possibile quantificare le conseguenze fiscali della fusione. Secondo quanto annunciato, la fusione è stata operata anche per migliorare in modo sostenibile la situazione del ricavo. Si può dunque presumere che la nuova UBS apporterà notevoli prestazioni d'imposta.
Non c'è nessun bisogno di modificare, dopo la fusione delle due grandi banche, le vigenti norme fiscali di determinazione dell'utile che rispondono alla prescrizione costituzionale riguardante l'imposizione secondo la capacità economica.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.