19.486
Pädokriminalität im Internet endlich wirksam bekämpfen
Häberli-Koller Brigitte · P-F · Ständerat · Thurgau · Die Mitte-Fraktion. Die Mitte. EVP.
Antrag der Kommission
Der Initiative keine Folge geben
Antrag Chiesa
Der Initiative Folge geben
Proposition de la commission
Ne pas donner suite à l'initiative
Proposition Chiesa
Donner suite à l'initiative
Präsidentin (Häberli-Koller Brigitte, Präsidentin): Sie haben einen schriftlichen Bericht der Kommission erhalten.
Jositsch Daniel · Mit-M · Ständerat · Zürich · Sozialdemokratische Fraktion
Das Geschäft war schon einmal hier, und wir waren der Meinung, es sei nicht notwendig, der Initiative Folge zu geben. Der Nationalrat ist anderer Ansicht, deshalb müssen wir uns erneut damit beschäftigen.
Ihre Kommission ist nach wie vor dezidiert der Überzeugung, dass es nicht notwendig ist, dieser parlamentarischen Initiative Folge zu geben, und dies im Wesentlichen aus dem folgenden Grund: Das Anliegen, Pädokriminalität im Internet zu bekämpfen, ist selbstverständlich berechtigt. Wir haben uns vor rund zehn Jahren im Zusammenhang mit der Schaffung der neuen Strafprozessordnung mit dieser Thematik beschäftigt. Wir haben damals festgestellt, dass es zwei Ebenen der Verfolgung gibt: Es gibt einerseits die Verfolgung im Rahmen eines konkreten Strafverfahrens. Dies wird von der Strafprozessordnung bekanntlich auf eidgenössischer Ebene, also auf unserer Ebene, geregelt, und das ist auch geregelt. Es gibt andererseits einen präventiven Bereich, der nicht von der Strafprozessordnung geregelt wird, sondern in die kantonale Polizeihoheit gehört. Deshalb haben im Prinzip sämtliche Kantone vor rund zehn Jahren ihre kantonalen Polizeigesetze geändert, um die präventive Verfolgung von Pädosexuellen im Internet wirkungsvoll durchführen zu können. Der Vorstoss Regazzi will nun diese kantonale Kompetenz zu einer eidgenössischen machen. Gewissermassen würde die Arbeit, die die Kantone gemacht haben, überflüssig, und wir würden wieder dasselbe regeln, nur um auf eidgenössischer Ebene das zu tun, was die Kantone bereits erledigt haben.
Deshalb ist es nicht notwendig, der Initiative Folge zu geben. Wir würden einen grossen gesetzgeberischen Aufwand betreiben, der in der Praxis zu keinem Effekt führen würde. Es handelt sich hier also um ein Anliegen, das zwar schön tönt, und deshalb, nehme ich einmal an, muss es im Nationalrat auch verlockend gewesen sein, dem zuzustimmen.
Aus sachlichen Gründen empfiehlt Ihnen Ihre Kommission aber klar, der parlamentarischen Initiative keine Folge zu geben, weil sie Türen einrennt, die schon seit Langem offen sind, und weil das auf kantonaler Ebene geregelt ist.
Chiesa Marco · Mit-M · Ständerat · Tessin · Fraktion der Schweizerischen Volkspartei
Con la mia proposta chiedo di dare seguito all'iniziativa parlamentare Regazzi 19.486, perché ritengo che possa costituire un passo avanti nella lotta contro la pedocriminalità in Internet. Sappiamo che la violenza sessuale in Internet contro i bambini e i giovani è in aumento e assume molte forme: molestie sessuali, avvio di contatti con lo scopo di atti sessuali, streaming in diretta di violenze sessuali, creazione, distribuzione e consumo di materiale pedopornografico.
L'iniziativa parlamentare che abbiamo sui nostri banchi data del 2019. Il suo intento è chiaro e il suo obiettivo è certamente nobile e giustificato. Il problema non è certo scomparso. Al contrario, la pornografia infantile in circolazione tende ad aumentare e un numero vergognoso di bambini continuano ad essere vittime di violenze sessuali su Internet.
Tuttavia le condanne in Svizzera sono relativamente poche. L'inchiesta mascherata svolta in assenza di sospetti è un mezzo efficace per combattere la pedocriminalità in Internet. Ed è ciò che chiede di reintrodurre questa iniziativa parlamentare. Dall'entrata in vigore del nuovo Codice di procedura penale, la Polizia federale non può più eseguire tali inchieste di propria iniziativa. La maggior parte dei cantoni, è vero, ha dunque elaborato basi legali che permettono di disporre inchieste mascherate in assenza di sospetti. Per i cantoni tuttavia tali inchieste sono sempre molto complicate e onerose. Inoltre hanno poche possibilità di rintracciare indiziati in Internet di cui ignorano se operano nel loro territorio e quindi sotto la loro giurisdizione.
È stato costatato che i cantoni impiegano solo una minima parte delle risorse per combattere la pedocriminalità in Internet. Secondo un'indagine interna di Fedpol, si tratta in media di un posto al 15 per cento per cantone. Non si tratta di puntare il dito contro le polizie cantonali, ma di riconoscere che è necessario un disciplinamento efficace a livello federale, adattando il Codice di procedura penale in modo tale che le inchieste mascherate in assenza di sospetti possano essere condotte dalla Polizia federale.
Approvando questa iniziativa parlamentare, sarà possibile elaborare un disegno di legge che coinvolga debitamente la Polizia federale e i cantoni, e che mostri quindi come il crimine pedofilo su Internet possa essere combattuto nel modo più efficace ed efficiente possibile. La nostra società deve mostrare tutta la sua determinazione quando si tratta di tutelare i bambini e i giovani da questi spregevoli crimini.
Vi invito dunque a dare seguito all'iniziativa parlamentare Regazzi.
Sommaruga Carlo · Mit-M · Ständerat · Genf · Sozialdemokratische Fraktion
Mi esprimerò in italiano per rispondere agli argomenti del collega Chiesa, affinché sia un dibattito chiaro anche in Ticino.
Quando abbiamo discusso le due mozioni 19.4349 e 20.4084, ho spiegato molto chiaramente che alla fine del 2000 c'è stato un cambiamento molto importante nella ripartizione delle competenze tra i cantoni e la Confederazione. Prima, c'era una convenzione dei cantoni che dava a Fedpol la competenza di fare queste inchieste mascherate, perché non c'erano le basi legali nei cantoni. Nel frattempo, i cantoni si sono organizzati, e come l'ha rilevato il collega Jositsch sono state adottate nuove leggi cantonali per dare la competenza alla polizia cantonale di condurre questo tipo di inchieste.
Ma i cantoni, non avendo tutti le risorse necessarie, che cosa hanno fatto? Hanno messo su una coordinazione e queste inchieste mascherate sono oggi effettuate dai cantoni di Zurigo e di Berna. Questo dispositivo funziona molto ma molto bene, com'è stato indicato alla nostra commissione dai cantoni e da Fedpol.
L'altra cosa che vorrei dire è che gli arresti effettuati l'anno scorso, anche nel canton Vaud - 96 persone con dei documenti pedocriminali nei loro computer -, sono stati possibili grazie alle informazioni fornite dagli Stati Uniti, che sono molto in avanti nella ricerca di queste informazioni. Sono delle informazioni provenienti da inchieste su Internet che vanno dal Clearnet al Darknet passando dal Peer-to-peer. Sono inchieste molto complicate, e noi ci appoggiamo molto su queste informazioni. Quindi Fedpol fa il lavoro di intermediario internazionale tra le autorità americane e i cantoni, e i cantoni conducono poi le procedure penali.
Tutto funziona bene. Non c'è bisogno, oggi, di presentare una proposta del 2019 completamente superata.
Vi invito dunque a seguire la commissione e a non sostenere la proposta individuale Chiesa.
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