Custodia di bambini complementare alla famiglia. Ruolo di coordinamento della Confederazione
04.3668 · Interpellanza · 2004-12-13
Dipartimento dell'interno
Liquidato
Wortlaut
Invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:
È disposto ad assumere nell'ambito dell'ampliamento delle offerte di custodia complementare alla famiglia un vero e proprio ruolo di coordinamento tra i vari attori attivi in questo campo (Confederazione, cantoni, distretti, comuni, associazioni specializzate, istituti per la formazione professionale, imprese di consulenza, ambienti scientifici, parti sociali ecc.; cfr. anche la mozione 03.3603 "Pacchetto di provvedimenti volti a conciliare vita familiare e professionale")?
È disposto, in collaborazione con specialisti del settore privato e pubblico, ad offrire aiuti affinché la creazione di strutture per la custodia di bambini complementare alla famiglia, e in un secondo tempo la loro gestione, possano essere più efficienti e più economiche (sistema tariffario, modelli per la concessione di sussidi, programmi per il conteggio, contratti tipo per il personale, soluzioni in materia d'assicurazioni, promozione di servizi d'incasso regionali comuni ecc.)?
È disposto a sviluppare, in collaborazione con i cantoni e le strutture di custodia, modelli che promuovano il passaggio da uno stadio di collaborazione tra diverse strutture alla loro fusione, allo scopo di gestirle in modo più professionale ed efficiente?
È disposto a studiare soluzioni per risanare, una tantum, la situazione finanziaria delle strutture esistenti mediante fondi del finanziamento iniziale della Confederazione dando loro così una base per poter sopravvivere?
Begründung
Il tema della custodia di bambini complementare alla famiglia è sulla bocca di tutti. In tutto il Paese, grazie anche agli aiuti finanziari stanziati dalla Confederazione nel 2003, si stanno creando nuove strutture. Molto spesso queste strutture vengono aperte grazie all'iniziativa privata (associazioni di genitori). Pur essendo encomiabile, questo slancio ha i suoi punti deboli. Le strutture sono molto piccole e molte cose vanno ogni volta praticamente "reinventate". In quest'ambito, la Confederazione potrebbe assumere il compito di coordinamento come le è stato raccomandato nei diversi rapporti sulle famiglie pubblicati recentemente.
Dalle prime esperienze emerge inoltre come alcuni "vecchi" istituti si sentano svantaggiati, poiché gli aiuti finanziari della Confederazione sono destinati unicamente ai nuovi posti e non a quelli già esistenti. Molti di questi "vecchi" istituti hanno difficoltà finanziarie, cui si aggiungono, in non pochi casi, anche difficoltà d'impostazione. Ad alcuni mancano semplicemente i mezzi necessari, poiché comuni e cantoni non sono disposti a coprire la differenza tra l'importo che i genitori a basso reddito sono in grado di pagare e i costi integrali. Altri hanno problemi perché sono troppo piccoli, non hanno né un concetto pedagogico né un sistema di gestione, sono mal strutturati o non hanno un sufficiente sostegno politico. Le strutture che funzionano grazie al volontariato di genitori attivi unicamente durante i pochi anni in cui i loro figli usufruiscono dell'offerta si trovano confrontate con i propri limiti.
L'assenza di coordinamento nell'ambito della custodia complementare alla famiglia causa uno spreco enorme di mezzi. È dunque prevedibile che in questo modo non sarà possibile ampliare considerevolmente l'offerta, come auspicato dalle famiglie e dall'economia. Se dobbiamo creare qualche migliaio di posti all'anno, non ha senso elaborare un modello diverso per ogni dozzina di posti.
Stellungnahme des Bundesrates
Attualmente, nell'ambito della custodia di bambini complementare alla famiglia, l'offerta di prestazioni è molto variata. Se da un lato questa varietà costituisce un elemento positivo, dall'altro può effettivamente portare ad un impiego di risorse in certa misura eccessivo. Il Consiglio federale accoglie dunque con favore gli sforzi volti a mettere a disposizione degli interessati informazioni ed aiuto per la pianificazione, la creazione e la gestione di nuove strutture di custodia. Inoltre, nel quadro della valutazione del finanziamento iniziale, ha conferito l'incarico di studiare dove si possano apportare miglioramenti e come questi ultimi possano essere eventualmente realizzati. Di per sé, il programma d'incentivazione non modifica in alcun modo la competenza fondamentale, e resta innanzitutto compito dei cantoni e dei comuni far sì che le prestazioni offerte rispondano al fabbisogno.
1./2. Nell'ordinanza del 19 ottobre 1977 sull'accoglimento di minori a scopo di affiliazione e di adozione (OAMin; RS 211.222.338) la Confederazione disciplina il collocamento di bambini al di fuori del quadro familiare e stabilisce alcune prescrizioni minime concernenti la qualità della custodia. All'atto di elaborare la legge federale del 4 ottobre 2002 sugli aiuti finanziari per la custodia di bambini complementare alla famiglia (RS 861) il Parlamento ha rinunciato a formulare ulteriori requisiti qualitativi, poiché è in primo luogo compito dei cantoni e dei comuni agire in questo settore.
Alcuni cantoni hanno emanato norme di qualità proprie o designato quale testo di riferimento le direttive dell'Associazione svizzera degli asili nido. Altri cantoni hanno preferito invece definire gli obiettivi per quanto riguarda la densità e la struttura dell'offerta. A livello cantonale e di associazioni specializzate esiste già oggi un coordinamento. Numerosi cantoni e comuni dispongono quindi di servizi specializzati. Qualora vi fosse un ulteriore bisogno di coordinamento, è compito dei cantoni creare, in collaborazione reciproca, le apposite strutture ed elaborare le raccomandazioni necessarie.
Sia l'Associazione svizzera degli asili nido che l'Associazione svizzera delle scuole a tempo pieno offrono servizi ed aiuto per i quali la Confederazione versa un sussidio. Nell'ambito delle famiglie diurne, Pro Juventute presta da anni diversi servizi, largamente utilizzati dalle associazioni regionali del settore. Questi diversi tipi di sostegno continueranno anche in futuro e saranno adeguati al fabbisogno attuale.
La Confederazione non può assumere un ruolo centrale, contrario al principio del federalismo e della sussidiarietà.
3. In quanto a numero di posti disponibili, offerta, impostazione e professionalità della gestione, le strutture di custodia esistenti sono molto diverse tra di loro. Procedere a fusioni, laddove sembrano opportune, è già parte della prassi, sia su iniziativa dei soggetti giuridici, sia su impulso del cantone o dei comuni. Il tema della fusione deve essere esaminato dettagliatamente per ogni singolo caso e la procedura deve essere stabilita tenendo conto dei bisogni delle singole istituzioni e regioni interessate. Emanare direttive non può essere compito della Confederazione.
4. La legge federale sugli aiuti finanziari per la custodia di bambini complementare alla famiglia, pensata espressamente come programma d'incentivazione, promuove la creazione di nuovi posti di custodia. Gli aiuti finanziari sono assegnati in primo luogo a nuove istituzioni. Essi possono inoltre essere concessi ad istituzioni esistenti che intendono ampliare sostanzialmente la loro offerta. La legge non prevede un sostegno a strutture esistenti che non aumentino l'offerta di prestazioni. Inoltre, gli aiuti finanziari sono destinati unicamente alle istituzioni il cui finanziamento appare garantito a lungo termine, ma per almeno sei anni. Se questa condizione non è soddisfatta, la richiesta di aiuti finanziari dev'essere respinta. Il senso della legge non è risanare istituzioni esistenti che non hanno basi finanziarie sufficientemente solide per garantirne l'esistenza. Per il resto, di regola, non è possibile risolvere i loro problemi finanziari con un versamento di sussidi una tantum.
Risposta del Consiglio federale.