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07.3021 · Interpellanza urgente · 2007-03-07

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

Liquidato

Wortlaut

Ormai da tempo è noto che in Svizzera vi sarà un "deficit elettrico" che metterà in dubbio la sicurezza dell'approvvigionamento del Paese, se non si potranno mettere in esercizio a tempo debito nuove o ulteriori capacità produttive. Secondo le previsioni dell'industria elettrica, il "deficit" si manifesterà prima del previsto e in misura più accentuata. Stando alle nuove stime, inizierà, a dipendenza dell'evoluzione del fabbisogno di corrente in Svizzera, nell'inverno tra il 2012 e il 2019. In merito alla situazione appena esposta, il Consiglio federale è pregato di rispondere alle seguenti domande:

1. Come avverrà il passaggio delle nuove energie rinnovabili dalla fase dell'incentivazione finanziaria alla fase della liberalizzazione? Con quali strategie e misure il Consiglio federale pensa di sostenere l'apertura al mercato delle nuove energie rinnovabili?

2. È disposto ad accordare nei prossimi anni la massima priorità alla ricerca energetica, in particolare nel settore delle energie rinnovabili? Il collegio è intenzionato ad integrare questa priorità nel prossimo messaggio ERI?

3. Quali sono gli obiettivi del Consiglio federale nell'ambito dell'efficienza energetica? Con quali strumenti intende raggiungerli?

4. Mentre in alcuni Paesi europei sono state prese decisioni in merito all'abbandono dell'energia nucleare che hanno portato alla relativa attuazione, in Svizzera non siamo riusciti a trovare le necessarie maggioranze politiche. Come si spiega il Consiglio federale il fatto che nel competente dipartimento, malgrado la mancanza di una maggioranza, venga portata avanti una politica, anche se non palese, volta all'abbandono del nucleare?

5. Nel 1990 l'iniziativa popolare "Alt alla costruzione di centrali nucleari (moratoria)" è stata accettata dalla maggioranza del popolo svizzero, mentre nel 2003 è stata respinta l'iniziativa "Moratoria più - Per la proroga del blocco della costruzione di centrali nucleari e il contenimento del rischio nucleare". In quell'occasione è stata pure respinta l'iniziativa "Corrente senza nucleare", che prevedeva un progressivo spegnimento delle centrali nucleari. Come si spiega il Consiglio federale il fatto che, anche dopo questo cambiamento di tendenza manifestato dal popolo, il dipartimento responsabile continui a perseguire una velata politica volta all'abbandono del nucleare?

6. Considerando che il Consiglio federale ha affermato che l'attuale mix energetico ha dato buoni risultati, come potrebbe accettare che il margine d'azione in materia di politica energetica venga circoscritto tramite una politica volta a demotivare l'industria nucleare da parte del competente dipartimento e di conseguenza si corra il rischio che, con la perdita del mix energetico, venga meno un elemento importante (energia nucleare) della politica d'approvvigionamento?

7. Negli ultimi anni le discussioni sui cambiamenti climatici hanno introdotto nella politica energetica un ulteriore aspetto importante: i gas ad effetto serra. Alla luce di questi nuovi elementi, come valuta il Consiglio federale la rigida posizione del competente dipartimento circa l'azzeramento del "deficit elettrico" mediante le centrali a gas?

8. Il Consiglio federale è disposto, al fine di colmare il "deficit elettrico", ad ampliare di nuovo il margine d'azione, dando segnali rapidi, chiari e inequivocabili all'industria nucleare e a favore della produzione di elettricità da centrali nucleari?

9. Il collegio è disposto a far sì che al più tardi entro il 2012 ci sia una votazione popolare sulle procedure di autorizzazione di massima? Se il popolo dovesse accettare questo oggetto in votazione, il Consiglio federale prenderebbe in considerazione, in caso di necessità, un adeguamento delle procedure in modo che si possa prevedere una messa in esercizio prima che i prezzi dell'elettricità raggiungano livelli esorbitanti a causa di insufficienze di produzione?

Stellungnahme des Bundesrates

1.-3. Al fine di colmare l'imminente deficit elettrico, nella sua seduta del 21 febbraio 2007 il Consiglio federale ha definito nuovi principi in materia di politica energetica. La strategia poggia su quattro pilastri: efficienza energetica, energie rinnovabili, politica estera in materia energetica e impianti di grande potenza.

Il DATEC è stato incaricato di presentare entro la fine del 2007 una serie di piani d'azione per l'attuazione di misure volte a migliorare l'efficienza energetica e a promuovere le energie rinnovabili, corredati di proposte concrete a livello legislativo. La revisione della legge sull'energia, attualmente in discussione in Parlamento, rappresenta un'importante misura per il settore dell'elettricità. Nell'ambito dell'elaborazione dei piani d'azione verranno esaminate ulteriori misure in tutti i settori. Alla fine del 2007, dopo aver preso atto dei suddetti piani, il Consiglio federale deciderà sul tipo e sulla portata delle misure da adottare.

Una delle misure per garantire il futuro approvvigionamento energetico è l'utilizzo parsimonioso della risorsa "energia". Grazie alle nuove tecnologie e a una maggiore consapevolezza del problema da parte dei consumatori, ciò è possibile senza rinunciare all'attuale comfort. Una maggiore efficienza energetica contribuisce inoltre a migliorare la competitività dell'economia svizzera e a sviluppare un mercato delle tecnologie volte ad aumentare l'efficienza.

A lungo termine le forze idriche dovranno restare il vettore energetico indigeno e rinnovabile più importante per l'approvvigionamento elettrico, tenendo conto degli obiettivi ecologici e di protezione delle acque. La quota delle altre energie rinnovabili nel settore elettrico dovrà essere aumentata in modo tale da raggiungere un mix energetico diversificato e redditizio sia nel settore dell'elettricità che in quello dei riscaldamenti e della mobilità.

Le nuove tecnologie del settore, oltre a contribuire a un approvvigionamento sostenibile a lungo termine e a rafforzare la piazza economica svizzera, sostengono il passaggio a nuove fonti energetiche. Il Consiglio federale accorda la massima priorità alla ricerca nell'ambito dell'efficienza energetica e delle energie rinnovabili. Nel 2005, i mezzi finanziari messi a disposizione della ricerca in questo settore ammontavano a circa 160 milioni di franchi.

4.-6. In passato le discussioni e i dibattiti sul nucleare erano sempre contrassegnati da decisioni popolari. L'ultima volta, nel 2003, popolo e cantoni hanno respinto le iniziative "Moratoria più" e "Corrente senza nucleare". Nel contempo, alla fine dei dibattiti parlamentari, il 21 marzo 2003 le Camere federali hanno adottato la legge sull'energia nucleare, entrata in vigore il 1° febbraio 2005. Sia dopo la prima legge in materia che dopo l'attuale legge sull'energia nucleare, l'opzione nucleare è sempre rimasta aperta. Dall'approvazione da parte del Consiglio federale della prova concernente lo smaltimento delle scorie radioattive, avvenuta il 28 giugno 2006, non vi è più nessun ostacolo all'inoltro di una domanda di autorizzazione di massima per la costruzione di una nuova centrale nucleare da parte dell'industria elettrica, nemmeno dal punto di vista dello smaltimento delle scorie.

7.-9. Al fine di colmare l'imminente deficit elettrico occorre adottare un mix equilibrato che faccia capo a tutti i vettori energetici. Il Consiglio federale ha definito la propria posizione in merito alle condizioni quadro relative alla costruzione di centrali a gas a ciclo combinato: se stipulano accordi sull'esenzione della tassa sul CO2, le centrali a gas a ciclo combinato devono compensare il 100 per cento delle emissioni da esse causate. Il computo dei certificati esteri deve comunque essere ammesso a condizione che in tal modo non si limiti la competitività della produzione di elettricità indigena mediante centrali a gas a ciclo combinato rispetto alla produzione estera. Mediante una compensazione totale delle emissioni di CO2, in Svizzera le centrali a gas a ciclo combinato risulteranno neutre dal punto di vista climatico.

Per quel che riguarda le centrali nucleari, il Consiglio federale ritiene necessario sostituire le centrali esistenti. In vista di eventuali domande di costruzione presentate dall'industria elettrica, il Consiglio federale valuterà se le procedure di autorizzazione potranno essere abbreviate nel quadro del diritto vigente. Non spetta comunque al collegio intervenire ed influenzare una decisione in tal senso da parte dell'industria elettrica. Sui tempi della procedura di autorizzazione, si rimanda alla risposta 1 dell'interpellanza Rutschmann, "Durata della procedura di autorizzazione per le centrali nucleari" (06.3759).

Risposta del Consiglio federale.