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10.4098 · Mozione · 2010-12-17

Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca

Liquidato

Wortlaut

Nell'interesse della sicurezza dell'approvvigionamento, il Consiglio federale è incaricato di adottare provvedimenti onde tutelare i mulini svizzeri decentrati dediti alla molitura di grano tenero ed evitare l'eccessiva importazione di farina estera applicando dazi adeguati.

Begründung

Il 1° luglio 2010 la Confederazione ha operato una riduzione del dazio sulla farina da 65 a 50 franchi il quintale. Questa riduzione e la correlata apertura del mercato comportano diversi rischi per la filiera svizzera del valore aggiunto dei cereali.

a. Se aumentano le importazioni di farina a basso costo in Svizzera e se non si adottano misure collaterali, la cerealicoltura e la molitura non sono più economicamente redditizie e i mulini svizzeri dediti alla molitura di grano tenero non possono più competere con i prezzi dumping europei. Secondo uno studio recente dell'Università di San Gallo, essi sono confrontati con considerevoli svantaggi legati all'ubicazione rispetto alle aziende europee, i quali non possono essere controbilanciati nemmeno attraverso l'ottimizzazione delle strutture dei costi. L'aumento delle importazioni di farina induce i contadini a ridurre le superfici messe a cereali per riconvertirle in pascoli da foraggio o maggesi verdi.

b. La sicurezza dell'approvvigionamento può essere garantita soltanto se in Svizzera la cerealicoltura viene mantenuta a livelli sufficienti e i mulini restano competitivi. Il dazio sulla farina non è una protezione industriale. Dalla carestia che segnò gli inizi del XX° secolo, assicura una coltivazione cerealicola sufficiente in Svizzera e pone un freno all'importazione eccessiva di farina a basso costo. L'aumento delle importazioni crea un'indesiderata dipendenza dall'estero.

c. I mulini svizzeri decentrati riducono il rischio e assicurano le scorte obbligatorie per i periodi di crisi.

d. Le aziende decentrate hanno una valenza anche dal profilo ecologico, perché assicurano la fornitura a buon prezzo dei panifici locali senza grandi trasporti.

e. La qualità della farina estera è inferiore agli standard svizzeri.

f. La cerealicoltura svizzera ci consente di sgravare il mercato cerealicolo mondiale. In tempi di penuria alimentare è un comportamento eticamente irresponsabile sottrarre farina a buon mercato ai Paesi afflitti dalla fame.

I cereali e i loro derivati rientrano tra i principali alimenti di base. Un'ulteriore liberalizzazione del mercato senza compensazioni finanziarie mina la competitività dei nostri contadini e mulini. Ridurre la protezione doganale sulla farina è stato un gesto irresponsabile.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

Il Consiglio federale si è espresso in maniera esaustiva su questo tema nella risposta all'interpellanza Maissen 10.3768 del 10 novembre 2010. Dal 1° luglio 2010 le aliquote di dazio sui cereali trasformati destinati all'alimentazione umana sono abbinate all'imposizione doganale sulla materia prima. Il Consiglio federale ritiene tuttora che il supplemento di dazio applicato a complemento dell'imposizione doganale sulla materia prima per la farina di grano tenero sia sufficiente per lo sviluppo di aziende competitive nel settore della molitura e consenta di evitare importazioni di farina. In presenza di prezzi elevati dei cereali sui mercati internazionali, l'imposizione doganale sui cereali panificabili e sulle farine viene ridotta. In tal modo si evita un inutile aggravio per il secondo livello di trasformazione e per i consumatori. Tenendo presente questo principio, il 1° gennaio 2011 l'aliquota di dazio per la farina di grano tenero è stata ridotta da fr. 50.70 a 44.40 il quintale, mantenendo il supplemento di dazio massimo di 20 franchi il quintale. In caso di calo dei prezzi delle materie prime praticati sul mercato internazionale, l'imposizione doganale viene nuovamente aumentata.

La coltivazione e la trasformazione dei cereali panificabili in Svizzera contribuiscono in maniera oggettivamente determinante alla sicurezza dell'approvvigionamento. Il grado di autoapprovvigionamento per i cereali panificabili si aggira attorno all'85 per cento ed è decisamente superiore alla media dei prodotti di origine vegetale (45 per cento). A essere importati nel quadro del contingente doganale pari a 70 000 tonnellate sono essenzialmente qualità specifiche e cereali coltivati biologicamente nei Paesi confinanti. Stando alla statistica sulle importazioni, nel 2009 sono state importate circa 400 tonnellate nette di farina di grano tenero. Dalla riduzione, il 1° luglio 2010, del supplemento di dazio da fr. 34.30 a 20 franchi il quintale, non si sono rilevate sostanziali variazioni. A differenza delle condizioni di libero scambio su cui si basa lo studio svolto nel 2009 dall'Università di San Gallo concernente le conseguenze di una liberalizzazione del mercato agricolo sui mulini svizzeri dediti alla molitura di grano tenero, la protezione delle materie prime dettata dalla politica agricola consente di tutelare in maniera considerevole i mulini dediti alla molitura di grano tenero.

La garanzia dell'approvvigionamento è e rimane un compito fondamentale dell'agricoltura sancito dall'articolo 104 della Costituzione federale e deve essere debitamente presa in considerazione anche alla luce di tutti gli scenari futuri. In vista di una sostanziale riduzione della protezione doganale con la conclusione del ciclo di Doha dell'OMC e/o di un accordo di libero scambio con l'UE nel settore agroalimentare, il Parlamento ha approvato la creazione di una riserva di bilancio per finanziare misure collaterali. In tal modo la filiera alimentare avrà tempo e mezzi a sufficienza per poter orientarsi al meglio alle condizioni della concorrenza che verranno a crearsi.

Per promuovere le aziende competitive del settore agroalimentare, mantenendo al contempo le strutture di trasformazione decentrate s'impongono strategie e strumenti che prescindono dall'aumento del dazio sulla farina, quali: un posizionamento dell'intera filiera del valore aggiunto che punti sull'alta qualità e su un servizio ottimale per i clienti, un sistema rivisto dei pagamenti diretti che assicuri le prestazioni d'interesse generale dell'agricoltura, quindi anche la sicurezza dell'approvvigionamento, e una politica regionale che contrasti in maniera mirata e sostanziale gli effettivi svantaggi legati all'ubicazione.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

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