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Nuova politica energetica. Stima dei costi in caso di mantenimento dell'attuale mix elettrico in confronto alle varianti di approvvigionamento elettrico 2 e 3

12.3629 · Mozione · 2012-06-15

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

Liquidato

Wortlaut

Si incarica il Consiglio federale, nel quadro delle attività relative alla strategia energetica 2050, di determinare i costi per l'economia pubblica dello sviluppo della domanda secondo la nuova politica energetica in combinazione con il mix elettrico attuale (variante di approvvigionamento elettrico 1), allo scopo di effettuare un paragone con le varianti di approvvigionamento elettrico 2 e 3.

Begründung

La nuova strategia energetica 2050 è una prosecuzione dello scenario IV delle prospettive energetiche 2035 elaborate nel 2007 e persegue in via prioritaria l'obiettivo di raggiungere a lungo termine un livello di emissioni di CO2 pari a 1-1,5 tonnellate pro capite all'anno. Questo comporterà, a priori, anche applicando criteri di efficienza energetica, un aumento della domanda di energia elettrica (pompe di calore al posto di riscaldamenti a gasolio, mobilità elettrica invece di motori a benzina, più trasporti pubblici e meno traffico motorizzato privato). Nel contempo, il Consiglio federale e il Parlamento hanno contemporaneamente deciso di abbandonare gradualmente l'energia nucleare. La nuova strategia energetica 2050 e l'abbandono dell'energia nucleare sono tuttavia due obiettivi fondamentalmente indipendenti l'uno dall'altro.

Dalla presentazione dei risultati del 18 aprile 2012 si evince chiaramente che la Svizzera, con le misure finora proposte, raggiungerà gli obiettivi relativi al consumo di energia elettrica solamente nella misura del 50 per cento e che sarà costretta a costruire numerose centrali a gas, oppure a fare affidamento sulle importazioni, per esempio dalle centrali a carbone tedesche. Entrambe le cose non sono compatibili con la filosofia alla base dello scenario in cui si prevede di raggiungere a lungo termine un livello di emissioni di CO2 pari a 1-1,5 tonnellate pro capite all'anno.

Il Consiglio federale deve quindi determinare i costi della combinazione nuova politica energetica e attuale mix elettrico (corrispondente alla variante di approvvigionamento elettrico 1 del Consiglio federale conformemente al comunicato stampa del 25 maggio 2011). Sulla base di questi risultati, dovranno essere indicati i costi diretti e le conseguenze economiche delle diverse combinazioni.

Si creerà in tal modo la necessaria trasparenza affinché i cittadini possano valutare se sono disposti a sostenere le conseguenze economiche e finanziarie dell'abbandono dell'energia nucleare. I risultati attualmente a disposizione non costituiscono una base decisionale trasparente.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

Il 25 maggio 2011 il Consiglio federale ha deciso l'abbandono graduale dell'energia nucleare e ha stabilito che il futuro approvvigionamento elettrico della Svizzera si orienterà alla variante 2, secondo la quale le attuali centrali nucleari dovranno essere disattivate al termine del loro ciclo di vita stabilito in funzione di criteri di sicurezza tecnici e non saranno sostituite con nuove centrali nucleari (la variante di approvvigionamento elettrico 1 prevedeva il proseguimento dell'attuale sistema di produzione di energia elettrica con l'eventuale sostituzione anticipata delle tre centrali nucleari più vecchie, per garantire la massima sicurezza possibile; la variante 3 prevedeva l'abbandono anticipato dell'energia nucleare con la disattivazione delle attuali centrali prima del termine del loro ciclo di vita). Il Consiglio federale ha preso questa decisione sulla base di analisi effettuate per tutte e tre le varianti di offerta in materia di approvvigionamento elettrico.

Con l'accoglimento della mozione del gruppo dei Verdi 11.3257, "Abbandonare il nucleare", del 13 marzo 2011, della mozione del gruppo del Partito borghese-democratico 11.3426, "Nessuna nuova autorizzazione di massima per la costruzione di centrali nucleari", del 14 aprile 2011, e della mozione Schmidt Roberto 11.3436, "Abbandono graduale dell'energia nucleare", del 14 aprile 2011, sia il Consiglio degli Stati, il 28 settembre 2011, che il Consiglio nazionale, il 6 dicembre 2011, hanno avvallato la decisione del Consiglio federale di uscire dal nucleare. Con queste mozioni, il Parlamento ha fra l'altro dato mandato al Consiglio federale di non rilasciare più autorizzazioni di massima per la costruzione di nuove centrali nucleari e di modificare di conseguenza la legge sull'energia nucleare (LENu; RS 732.1). Ciò implica un nuovo orientamento della strategia energetica della Svizzera. Il sistema di approvvigionamento energetico del nostro Paese dovrà essere riorganizzato e ridefinito entro il 2050.

Il Dipartimento federale dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni (DATEC) elabora la strategia energetica 2050 basandosi sulle indicazioni del Consiglio federale e del Parlamento e orientandosi alla variante di approvvigionamento elettrico 2. Il Consiglio federale non ritiene utile, nell'ambito delle attività concernenti la strategia energetica 2050, esaminare anche la variante di approvvigionamento elettrico 1. Essa corrisponde al mantenimento dello status quo nella politica energetica, contro cui si sono espressi sia il Consiglio federale che il Parlamento. Nel suo messaggio al Parlamento, il Consiglio federale documenterà gli effetti economici e di altro genere della revisione della legge sull'energia nucleare, conformemente a quanto prescritto dalla legge sul Parlamento e dall'analisi d'impatto della regolamentazione.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

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