12.3835 · Interpellanza · 2012-09-27
Dipartimento di giustizia e polizia
Liquidato
Wortlaut
Invito il Consiglio federale a rispondere alle domande seguenti:
1. Condivide l'opinione secondo cui le correnti procedure di autorizzazione per specialisti TIC e MINT stranieri non soddisfano più le esigenze attuali?
2. Quali provvedimenti sono previsti per garantire un trattamento conforme alle esigenze della prassi?
Begründung
Secondo una previsione del fabbisogno di lavoratori TIC per il 2020 in Svizzera, pubblicata il 6 settembre 2012, si delinea un inasprimento della situazione, attualmente già tesa. Lo studio prevede, per la Svizzera, una carenza di 25 000 specialisti TIC nel 2020. Inoltre, secondo uno studio di Swiss Engineering in Svizzera mancano 150 000 ingegneri e specialisti nel settore MINT.
Per le imprese che necessitano di specialisti per determinati progetti acquistano quindi ancor più importanza i permessi di breve durata per cittadini di Paesi terzi. L'attuale procedura di autorizzazione è problematica. L'esperienza mostra che tra la presentazione di una prima domanda e l'autorizzazione trascorrono 6-8 settimane. Tale lasso di tempo è troppo lungo in questo ambito e rischia di compromettere il successo di progetti con tempi stretti. Un esempio lampante è la procedura di aggiudicazione di progetti TIC della Confederazione, per i quali di norma già al momento della presentazione dell'offerta sono richieste informazioni dettagliate sulle persone impiegate. Se occorre impiegare lavoratori stranieri, le sei settimane fino al rilascio del permesso rappresentano un periodo troppo lungo che non consente di fornire le informazioni richieste entro il termine di 40 giorni tra la pubblicazione e la presentazione dell'offerta.
Oltre alla lunghezza della procedura, il datore di lavoro si trova confrontato anche con il problema che i permessi di soggiorno di breve durata rilasciati valgono soltanto per il territorio cantonale e che non è possibile trasferire l'ambito di validità in un altro cantone. Tale limitazione non corrisponde alle esigenze della prassi. I progetti TIC e MINT di imprese e amministrazioni pubbliche attive su scala nazionale richiedono spesso l'impiego a breve termine di specialisti stranieri in più sedi in vari cantoni.
Alla luce del comprovato fabbisogno di specialisti stranieri è lecito temere che senza procedure accelerate e più flessibili un maggior numero di progetti e quindi anche di posti di lavoro indigeni verrà trasferito all'estero.
Stellungnahme des Bundesrates
Il Consiglio federale condivide l'opinione dell'autrice dell'interpellanza nella misura in cui l'economia svizzera dipende dagli specialisti. Gran parte degli specialisti di cui necessita l'economia svizzera può essere reclutata rapidamente e senza ostacoli burocratici dai Paesi dell'UE/AELS grazie all'accordo sulla libera circolazione delle persone. Il Consiglio federale provvede inoltre affinché le imprese svizzere possano reclutare anche un numero sufficiente di specialisti non provenienti dai Paesi dell'UE/AELS. Ogni anno Confederazione e cantoni rilasciano varie migliaia di permessi di soggiorno di breve durata, soprattutto per specialisti del settore informatico e MINT, al centro dell'interpellanza. Il Consiglio federale intende offrire condizioni quadro ideali per l'assunzione degli specialisti urgentemente richiesti. Affinché il fabbisogno di specialisti possa essere soddisfatto a lungo termine in Svizzera, il Consiglio federale intende promuovere anche il potenziale interno. A tal fine, già l'anno scorso ha lanciato un'iniziativa sul personale qualificato. Inoltre, in relazione al suo rapporto del 4 luglio 2012 sulle conseguenze della libera circolazione delle persone e dell'immigrazione in Svizzera ha avviato vari progetti nell'ambito della carenza di specialisti e della politica in materia di formazione.
1. Nella procedura di autorizzazione sono coinvolti, oltre alle autorità cantonali preposte al mercato del lavoro e alla migrazione, anche l'Ufficio federale della migrazione (UFM) e le rappresentanze svizzere all'estero. L'ultima volta che il Consiglio federale ha trattato approfonditamente la procedura di autorizzazione per i lavoratori provenienti da Paesi terzi è stato nell'ambito della revisione della legge federale sugli stranieri, in vigore dal 1° gennaio 2008. All'epoca aveva optato volutamente per un sistema a più livelli tra la Confederazione e i cantoni; un sistema approvato dal Parlamento e dal popolo. I cantoni conoscono al meglio il loro mercato locale del lavoro; la Confederazione valuta l'importanza per l'economia e garantisce la parità di trattamento nei cantoni. Le normative attuali consentono anche impieghi flessibili. Ad esempio, specialisti di progetto possono, a determinate condizioni, lavorare in più sedi del mandante se si tratta del medesimo progetto. Il Consiglio federale è in generale dell'avviso che le procedure di permesso continuino a rispondere in modo soddisfacente alle esigenze dell'economia svizzera.
2. Il Consiglio federale è consapevole che il fattore tempo svolge un ruolo importante nelle procedure di autorizzazione per lavoratori. L'anno scorso ha sottoposto a revisione totale l'ordinanza sui termini ordinatori (OTOr, RS 172.010.14). A partire dall'autunno 2014 i termini massimi nell'ambito dei permessi per lavoratori stranieri ammonteranno a dieci giorni sul piano federale, anche se l'esperienza mostra che i termini su scala nazionale sono già oggi di gran lunga inferiori. Inoltre, negli ultimi anni le autorità hanno lanciato vari progetti tesi ad accelerare la trasmissione tra i diversi servizi coinvolti. Nell'UFM è in corso un progetto di e-government ad ampio raggio che farà risparmiare ulteriore tempo. Parallelamente, in risposta ai postulati Fournier 10.3429, "Misurazione dei costi della regolamentazione", e Zuppiger 10.3592, "Misurazione dei costi della regolamentazione", si stanno rilevando i costi della regolamentazione anche nell'ambito dei permessi di lavoro. I risultati di tali rilevamenti potranno servire al Consiglio federale per valutare l'efficienza delle procedure attuali e i costi risultanti per le imprese, e per apportare le eventuali modifiche.
Risposta del Consiglio federale.