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Aumento delle deduzioni fiscali per i costi relativi alla custodia dei figli. Impatto a lungo termine sull'economia nazionale

14.3956 · Interpellanza · 2014-09-26

Dipartimento delle Finanze

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande:

1. Come quantifica il potenziale incremento dell'attività lucrativa indotto da un aumento delle deduzioni fiscali per la custodia dei figli esterna alla famiglia?

2. Esistono stime sugli effetti dinamici e a lungo termine sull'economia nazionale di un eventuale aumento di queste deduzioni (perdite di gettito fiscale dirette in rapporto allo sviluppo della base imponibile a lungo termine, incremento della crescita economica e risparmi nel settore delle assicurazioni sociali)?

3. Se tali dati non fossero disponibili, il Consiglio federale non riterrebbe opportuno colmare questa lacuna al fine di affrontare in modo mirato le possibilità di sfruttare meglio la forza lavoro potenziale esistente in Svizzera?

Begründung

In Svizzera, il fabbisogno di manodopera qualificata è in aumento; l'andamento demografico e la prevista limitazione delle possibilità di immigrazione accentueranno ulteriormente il problema. Il potenziale della forza lavoro nazionale non è ancora sufficientemente sfruttato, in particolare per quanto riguarda l'attività lucrativa delle donne. In Svizzera più dei tre quarti delle donne con figli di età inferiore ai 15 anni svolge un'attività remunerata, ma soltanto il 13 per cento di queste madri lavora a tempo pieno. Numerosi studi hanno messo in luce che il miglioramento delle possibilità di custodia dei figli incoraggia le madri a svolgere un'attività lucrativa. In molti casi, tuttavia, non vale la pena aumentare il tasso di attività, poiché il reddito supplementare conseguito deve essere interamente destinato a coprire le spese di custodia dei figli e l'aumento delle imposte. Oggi è possibile dedurre fiscalmente i costi di custodia almeno fino a un massimo di 10 000 franchi. Questo importo non basta però in tutti i casi a coprire integralmente i costi effettivi che la custodia dei figli esterna alla famiglia comporta per i genitori. Visto però che questi costi sono in diretto rapporto con il conseguimento del reddito, l'opportunità di concedere maggiori deduzioni o addirittura di dedurre la totalità dei costi dal reddito imponibile merita di essere esaminata. Una simile soluzione comporterebbe da un lato una perdita di gettito diretta e immediata per l'ente pubblico. Ma, d'altra parte, anche il basso tasso di attività del coniuge che consegue il secondo reddito genera costi a lungo termine. Le opportunità di carriera di chi consegue il secondo reddito si riducono, la previdenza per la vecchiaia all'interno della famiglia può essere compromessa e una fonte di crescita economica potenziale finisce per essere sprecata.

Stellungnahme des Bundesrates

Il Consiglio federale risponde alle domande come segue:

1. Oltre alla disponibilità delle strutture di custodia, alla situazione familiare e al contesto socioeconomico, anche i costi per la custodia di bambini complementare alla famiglia si ripercuotono sugli incentivi al lavoro delle madri. I costi per la cura dei figli prestata da terzi hanno un effetto negativo sugli incentivi al lavoro. A seconda dello studio, gli effetti risultano tuttavia molto diversi, ragione per cui quantificarli comporta elevate incertezze. Le tariffe in base al reddito per la custodia di bambini complementare alla famiglia sono strutturate in modo che in determinate situazioni un aumento del grado di occupazione risulta poco allettante dal punto di vista finanziario o, addirittura, causa perdite di reddito (cfr. ad es. Monika Bütler: "Arbeiten lohnt sich nicht - ein zweites Kind noch weniger. Zu den Auswirkungen einkommensabhängiger Tarife auf das 'Arbeitsmarkt-'Verhalten der Frauen". Perspektiven der Wirtschaftspolitik, 2007, N° 8/1, pag. 1-19; Infras: "Negative Erwerbsanreize durch Tarife und Steuerabzüge für familien- und schulergänzende Kinderbetreuung". Zurigo, 2011; Infras: "Familienfreundliche Steuer- und Tarifsysteme. Vergleich der Kantone Basel-Stadt und Zürich". Zurigo, 2012; Infras: "Auswirkungen der Besteuerung und Kinderbetreuungskosten auf das verfügbare Einkommen erwerbstätiger Eltern für den Kanton Bern". Zurigo, 2014). Questo può verificarsi in particolare quando cumulativamente decadono i sussidi a seguito dell'incremento dell'attività lucrativa (stipendio più elevato), aumenta il tempo di custodia e di conseguenza i costi per la custodia superano i 10 100 franchi, e crescono le imposte da pagare a seguito del reddito aumentato in ragione della progressività delle imposte.

L'attuale deduzione che ammonta a un massimo di 10 100 franchi all'anno per figlio copre, a livello di imposta federale diretta (per le imposte cantonali e comunali la deduzione ammonta tra i 3000 fanchi VS e i 17 500 franchi NE; UR e AR non prevedono alcuna limitazione), esclusivamente i costi di un posto all'asilo nido non sovvenzionato per circa due giorni la settimana. I genitori che hanno figli più grandi e che ricorrono a strutture di custodia parascolastiche più convenienti potrebbero invece non essere interessati dalla deduzione massima prevista per l'imposta federale diretta. Poiché le imposte cantonali prevedono aliquote d'imposta marginali più elevate e le possibilità di deduzione sono in parte inferiori a quelle previste dall'imposta federale diretta, i disincentivi al lavoro sarebbero causati soprattutto dalle imposte cantonali e comunali.

Beneficerebbero da un aumento della deduzione dei costi per la cura prestata da terzi soprattutto i genitori con un reddito medio ed elevato. Questo per due ragioni: innanzitutto la limitazione dell'attuale deduzione fiscale riguarda in particolare le economie domestiche con un reddito elevato, dato che devono sostenere notevoli spese di custodia perché devono ricorrere a posti non sovvenzionati o solo in parte sovvenzionati. In secondo luogo, a causa della progressione i beneficiari di redditi elevati verrebbero maggiormente sgravate rispetto a quelle con redditi bassi. L'aumento della deduzione dei costi per la cura prestata da terzi andrebbe dunque a beneficio delle persone che rinunciano ad aumentare il tasso di occupazione per evitare spese di custodia e imposte elevate. Questo però soltanto se i costi per la custodia superano già oggi, oppure dopo un aumento auspicato del tasso di occupazione, l'importo massimo della deduzione per la cura prestata da terzi.

Con la crescente domanda di offerte di custodia, riconducibile alla riduzione dei costi per la custodia dei figli (tenuto conto della deduzione fiscale), dovrebbero aumentare anche la partecipazione al mercato del lavoro e la produttività economica nazionale dovuta alle qualifiche elevate dei gruppi target, all'impiego migliore del potenziale delle forze lavoro e allo stimolo del mercato del lavoro. A lungo termine ciò si ripercuoterebbe positivamente sulle entrate fiscali. Gli incentivi al lavoro, in particolare quelli delle madri ben qualificate, vengono quindi tendenzialmente rafforzati.

2. Finora non esistono studi che valutano gli effetti sull'economia nazionale di un aumento delle deduzioni per la custodia dei figli da parte di terzi.

3. Il Consiglio federale si impegna a migliorare la disponibilità dei dati in ambito fiscale. Entro il mese di giugno del 2015 il Dipartimento federale delle finanze (DFF) raccoglierà e analizzerà le informazioni sull'utilizzo effettivo e sulla distribuzione della deduzione per la cura dei figli da parte di terzi in vista di un rapporto concernente l'iniziativa sul personale qualificato. In questo contesto bisognerà inoltre esaminare in modo approfondito in che misura una modifica nell'ambito del trattamento fiscale dei costi per la custodia dei figli eliminerebbe i disincentivi al lavoro.

Risposta del Consiglio federale.

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