18.3626 · Mozione · 2018-06-15
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di modificare l'ordinanza sui rifiuti, riveduta il 1º gennaio 2016, al fine di obbligare i commercianti a mettere a disposizione spazi di raccolta per gli imballaggi.
Begründung
Il sistema del "chi inquina paga" instaurato in Svizzera consente al nostro Paese di meglio separare una quantità superiore di rifiuti. Così facendo, i consumatori possono scegliere se rinunciare all'acquisto di un prodotto il cui imballaggio e i relativi costi di smaltimento sono giudicati troppo elevati. In teoria, i consumatori dovrebbero quindi propendere per prodotti con meno imballaggi, costringendo i commercianti a proporre soltanto prodotti adeguati alle esigenze della clientela. Tuttavia, la realtà dei fatti è ben diversa. E il nostro pianeta non aspetterà che la "mano invisibile" faccia la sua opera...
Per ridurre i rifiuti superflui è importante dare un segnale forte e chiaro al settore del commercio, senza pertanto vincolarlo in modo esagerato. Per accelerare la presa di coscienza, è opportuno quindi modificare l'ordinanza sui rifiuti al fine di obbligare i commercianti a mettere a disposizione spazi di raccolta per gli imballaggi. In tal modo, i consumatori propenderebbero più rapidamente per prodotti imballati in modo adeguato al fine di limitare i costi di recupero dei rifiuti. Agendo simultaneamente sulla coscienza dei consumatori e sul settore del commercio, a termine si risolverebbe il problema del sovrimballaggio. Deroghe potranno essere previste per i piccoli commerci secondo criteri da definire (p. es. per quelli con una superficie commerciale inferiore a 1000 metri quadrati). La buona volontà del settore del commercio in merito alla questione ha ampiamente dimostrato che è possibile trovare un consenso ragionevole e responsabile. Ora non resta che operare una svolta in modo concreto, visibile e decisivo.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
Gli imballaggi svolgono diverse funzioni, in particolare quella di proteggere il prodotto. I materiali di imballaggio utilizzati sono principalmente plastica, carta, cartone, fogli di metallo o compositi costituiti da questi materiali. Gli ecobilanci mostrano che non esiste un materiale di imballaggio universalmente migliore.
Come per tutti i rifiuti, la cascata di prevenzione, riduzione, riutilizzo, valorizzazione materiale (riciclaggio) e infine riciclaggio termico ecocompatibile (incenerimento) si applica anche ai materiali da imballaggio conformemente al diritto in materia di protezione dell'ambiente. I rifiuti di imballaggi provenienti dalle economie domestiche sono considerati rifiuti urbani e rientrano nell'ambito di competenza e nel monopolio di smaltimento dei Cantoni. Con circa il 30 per cento, ovvero circa 1,2 milioni di tonnellate all'anno, rappresentano gran parte dei rifiuti urbani smaltiti nei sacchi per i rifiuti.
In occasione della revisione della legge sulla protezione dell'ambiente relativa all'"Economia verde", il Consiglio federale aveva proposto la possibilità di obbligare il commercio a riprendere determinati tipi di imballaggi. La proposta è stata respinta dal Parlamento con la motivazione che l'economia stessa avrebbe potuto adottare misure volontarie nel quadro della responsabilità dei produttori. Gli strumenti giuridici odierni prescrivono pertanto che i rifiuti di imballaggi siano smaltiti con i rifiuti urbani. Il Consiglio federale accoglie quindi con favore le misure volontarie dei fornitori di prodotti che consentono di rinunciare a imballaggi superflui e contribuiscono in tal modo a ridurre i rifiuti.
L'introduzione di un obbligo generale di ripresa degli imballaggi da parte dei dettaglianti comporterebbe la deviazione di un flusso di materiali molto consistente con conseguenti esigenze logistiche nuove (in particolare in termini di spazio e logistica dei trasporti) e relativi costi. Si dovrebbe segnatamente garantire il finanziamento e riorganizzare il sistema di finanziamento. Un semplice trasferimento dei costi al cliente non sarebbe praticamente realizzabile e nemmeno auspicabile.
Inoltre, sarebbe sproporzionatamente costoso verificare che vengano restituiti solo gli imballaggi acquistati nel negozio in questione e non quelli provenienti da altre fonti. Un ritiro incontrollato verrebbe rapidamente utilizzato per evitare di pagare gli emolumenti comunali basati sul principio del chi inquina paga (p. es. tassa sul sacco). Senza l'inclusione del commercio via Internet, in forte crescita, l'obbligo di ripresa nel commercio al dettaglio falserebbe la concorrenza e non sarebbe sostenibile.
In ultima analisi, tuttavia, ridurre gli imballaggi spetta ai produttori, data la loro maggiore responsabilità in materia e tenuto conto della progettazione ecologica degli imballaggi, ai dettaglianti, nella scelta della loro gamma di prodotti, come pure ai consumatori, nelle loro decisioni di acquisto. Le informazioni sulle ripercussioni ecologiche dei materiali di imballaggio favoriscono la necessaria sensibilizzazione.
Per i motivi sopra esposti, il Consiglio federale non ritiene opportuno introdurre un obbligo generale di ripresa dei rifiuti di imballaggi nel commercio al dettaglio.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.