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Attuare gli obiettivi dell'Accordo di Parigi sul clima anche tramite gli investimenti delle banche multilaterali di sviluppo

19.3897 · Mozione · 2019-06-21

Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di attuare gli obiettivi dell'Accordo di Parigi sul clima anche tramite gli investimenti delle banche multilaterali di sviluppo. In seno ai consigli d'amministrazione di queste banche, la Svizzera deve opporsi a tutti gli investimenti in tecnologie che emettono CO2.

Begründung

Il Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico dell'ONU (IPCC) avverte che i prossimi undici anni saranno decisivi riguardo alla possibilità di limitare l'aumento della temperatura globale a 1,5 gradi Celsius. Secondo l'IPCC, un surriscaldamento di 1,5 gradi Celsius comporterà maggiori rischi per la salute, le risorse naturali, la sicurezza alimentare, l'approvvigionamento idrico, la sicurezza umana e la crescita economica, e con un aumento di 2 gradi Celsius questi rischi peggiorerebbero ulteriormente. L'IPCC prevede che se il surriscaldamento supererà i 2 gradi Celsius sarà la crescita economica delle regioni tropicali e subtropicali dell'emisfero sud a pagarne il prezzo più alto.

Malgrado queste previsioni e l'Accordo di Parigi, soltanto tra il 2016 e il 2018 (IP 19.3344) le banche multilaterali di sviluppo (Gruppo della Banca mondiale, AfDB, AsDB, IDB, BERS, AIIB) hanno investito 4 miliardi di dollari nel finanziamento di centrali a olio e a gas. Nonostante l'Accordo di Parigi, per ben 38 volte le decisioni della Svizzera sono state in contrasto con la protezione del clima e hanno sostenuto le tecnologie che emettono CO2. Eppure esistono fonti meno costose di energia rinnovabile (solare, eolica) e, alla luce dei rapidi effetti del riscaldamento climatico sopra menzionati, le nuove centrali a gas non possono rappresentare una soluzione per il futuro.

La Svizzera può impedire gli investimenti sbagliati nell'energia fossile (centrali a olio combustibile, centrali a ciclo combinato alimentate a gas, centrali a carbone) decisi dai consigli d'amministrazione delle banche multilaterali di sviluppo, opponendovisi fermamente. Gli effetti dei mutamenti climatici incideranno soprattutto sulle fasce più povere della popolazione, specialmente nei Paesi in via di sviluppo. Le banche multilaterali di sviluppo devono investire tutti i mezzi a loro disposizione in una svolta energetica effettiva, affinché il riscaldamento globale rimanga nettamente inferiore ai 2 gradi Celsius.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

Il Consiglio federale condivide il parere secondo il quale gli obiettivi dell'Accordo di Parigi sul clima devono essere attuati anche dalle banche multilaterali di sviluppo (BMS). Anche le BMS, infatti, svolgono un ruolo antesignano per lo sviluppo clima-compatibile dei Paesi più poveri. Inoltre, grazie all'impegno delle BMS, in molti Paesi in via di sviluppo sono state create le condizioni quadro necessarie e sono stati offerti prestiti a tassi favorevoli e garanzie affinché le energie rinnovabili, solare ed eolica in particolare, possano affermarsi sul mercato. Stando al "2018 Joint Report on Multilateral Development Banks' Climate Finance" pubblicato a giugno del 2019, sette delle maggiori BMS hanno accordato l'anno scorso 43 miliardi di dollari USA per investimenti a favore del clima, il che rappresenta un aumento del 72 per cento rispetto al 2015. I progetti sostenuti hanno inoltre beneficiato di ulteriori cofinanziamenti pubblici e privati di 68 miliardi di dollari USA.

Il Consiglio federale è convinto che gli obiettivi dell'Accordo di Parigi non sarebbero raggiungibili senza investimenti di questo tipo e la consulenza politica delle BMS, e senza la loro capacità di mobilitare i governi e il settore privato.

La Svizzera sostiene le ambiziose strategie climatiche delle BMS e approfitta, nel contesto della collaborazione bilaterale tra la Segreteria di Stato dell'economia (SECO) e la Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC), della competenza qualificata, della capacità finanziaria e dell'influsso politico dei partner multilaterali. Nei programmi con le BMS la Svizzera incentiva, oltre alle energie rinnovabili, anche l'efficienza energetica (standard edilizi, industria, pianificazione urbana e infrastrutture), il settore agricolo e forestale, i meccanismi di mercato dello scambio delle quote di emissioni di CO2, nonché in generale il rafforzamento della resilienza dei Paesi più vulnerabili di fronte al cambiamento climatico.

Il finanziamento di centrali termiche da parte delle BMS si sta riducendo. Gli investimenti restanti sono possibili soltanto dopo un'attenta verifica e devono soddisfare severi criteri ecologici, sociali ed economici e una corrispondente ponderazione degli interessi. Questa comprende la monetizzazione degli effetti climatici e la determinazione delle migliori tecnologie disponibili, laddove le energie rinnovabili non possano costituire un'alternativa equivalente. Nell'esame dei progetti vanno infine ponderati gli aspetti ecologici e gli interessi legittimi in materia di sviluppo in relazione all'accesso all'energia per le popolazioni più povere. In tale ambito viene attribuita grande importanza agli aspetti ecologici (v. sopra, volume degli investimenti sostenibili per il clima).

Il Consiglio federale ritiene pertanto opportuno, per la Svizzera, adottare una posizione differenziata per quanto concerne la produzione di elettricità da energia fossile.

Le centrali a carbone emettono molto più CO2 per chilowattora di elettricità prodotta rispetto alle centrali a gas. In futuro la Svizzera voterà perciò contro il finanziamento delle centrali a carbone nei consigli esecutivi delle BMS, assumendo così una posizione più rigida rispetto a quella difesa dal Consiglio federale nel suo parere del febbraio 2015 riguardo all'interpellanza Gasser 14.4261.

Le centrali a gas moderne continuano invece a rappresentare in molti Paesi in via di sviluppo un elemento irrinunciabile dell'approvvigionamento elettrico. Da un lato possono sostituire la produzione energetica derivante dal carbone qualora non vi siano sufficienti energie rinnovabili e potenziale di risparmio energetico, il che significa in termini netti una notevole riduzione delle emissioni di CO2. Dall'altro possono fungere da riserva di capacità per bilanciare le oscillazioni della produzione di energia eolica, solare e idrica e aumentare la sicurezza dell'approvvigionamento, creando quindi le condizioni necessarie all'utilizzo di queste energie rinnovabili.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

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