19.4187 · Mozione · 2019-09-26
Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di creare le basi legali per un fondo di reinserimento. Quest'ultimo sarà alimentato dalle aziende medio-grandi che, rispetto alle loro dimensioni, offrono poche o nessuna possibilità di reinserimento alle persone che per diversi motivi sono state escluse a lungo dal mercato del lavoro. I contributi ammontano al massimo all'1 per mille della somma salariale soggetta all'AVS. Le risorse così create servono a sgravare a livello finanziario e amministrativo le imprese che consentono ai disoccupati di lunga durata di reinserirsi nel mercato del lavoro primario.
Il settore pubblico deve inoltre essere tenuto ad assegnare una parte dei posti ai disoccupati di lunga durata.
Begründung
Sono sempre più numerose le persone in cerca d'impiego che non riescono più a rimettere piede nel mondo del lavoro. Il fenomeno riguarda soprattutto i disoccupati di lunga durata, le persone con problemi psichici o fisici (che ad esempio ricevono una rendita parziale dell'AI), senza un permesso di soggiorno sicuro (rifugiati) o senza un'esperienza professionale in Svizzera.
Le aziende che offrono a queste persone un reinserimento lavorativo svolgono un'importante funzione sociale. È opportuno sostenerle, poiché spesso il reinserimento comporta per loro oneri finanziari e di tempo non indifferenti.
I costi devono essere sostenuti anche dalle imprese che non creano possibilità di reinserimento, o che ne offrono troppo poche rispetto alle loro dimensioni. Queste imprese sono tenute a versare nel fondo una determinata percentuale della loro somma salariale soggetta all'AVS. Le risorse così create permetteranno di sostenere, a livello amministrativo e anche finanziario, le aziende che svolgono un'importante funzione nei confronti dell'intera società. Il sostegno può assumere diverse forme: supporto da parte dei servizi sociali nella fase iniziale, copertura parziale dei costi salariali nei primi mesi, job-coaching, programmi di qualificazione, eccetera.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
Numerosi fattori indicano che il mercato del lavoro svizzero è in buona salute e che riuscire ad accedervi non sta diventando sempre più difficile. Il tasso di disoccupazione secondo la definizione dall'OIL è stabile e negli ultimi dieci anni, persino in periodi sfavorevoli a livello congiunturale, non ha mai superato la media annua del 5 per cento, una percentuale molto bassa nel confronto internazionale. Allo stesso tempo, tra il 2010 e il 2018 sono stati creati circa 475 000 nuovi posti di lavoro e il tasso di occupazione standardizzato è stato del 68,7 per cento (media UE-28: 58,1 per cento). Tuttavia, nonostante questi dati incoraggianti, è chiaro che alcune situazioni personali possono essere molto difficili, soprattutto quando si riuniscono alcuni fattori come la mancanza di esperienza lavorativa o di formazione, eventuali problemi di salute, uno status di residenza incerto o anche le condizioni specifiche di un determinato settore. Tutto questo può ostacolare il reinserimento nel mercato del lavoro.
L'assicurazione contro la disoccupazione (AD), l'assicurazione contro l'invalidità e l'aiuto sociale prevedono già misure specifiche. Le persone con problemi di salute, le persone in cerca d'impiego o i beneficiari dell'assistenza sociale possono infatti contare su apposite misure. Inoltre, l'assegnazione e il monitoraggio di tali misure sono garantiti dagli uffici regionali di collocamento (URC), dagli uffici dell'AI e dai servizi cantonali di assistenza sociale. Tali istituzioni vantano un'ampia esperienza nel campo. Il 15 maggio 2019 con il comunicato stampa "Il Consiglio federale rafforza la promozione del potenziale di manodopera residente", è stata annunciata una serie di misure mirate ed è stata ribadita l'intenzione di incentivare il reinserimento dei lavoratori svizzeri. La misura proposta nella mozione aggiungerebbe un ulteriore livello al sistema di reintegrazione già ben sviluppato, dove le competenze e le responsabilità finanziarie sono ripartite tra i vari attori, e potrebbe comportare delle sovrapposizioni. Con gli assegni per il periodo d'introduzione (cfr. art. 65 seg. LADI; RS 837.0), l'AD consente già oggi di fornire un sostegno mirato alle imprese che impiegano persone in cerca di impiego difficilmente collocabili. Inoltre, anche gli assicurati di più di trent'anni che non dispongono di una formazione professionale o che hanno notevoli difficoltà a trovare un impiego nella loro professione possono ricevere assegni di formazione (cfr. art. 66a seg. LADI).
La misura proposta nella mozione richiederebbe strutture di attuazione e di controllo sproporzionate. Inoltre, sarebbe molto complicato definire quali imprese contribuiscono al reinserimento e quali no. Considerando gli oneri amministrativi e gli oneri aggiuntivi per le aziende, il rapporto costi-benefici della misura proposta sarebbe quindi insufficiente rispetto agli effetti positivi sperati. Dal canto suo, il Consiglio federale si adopera per mantenere bassi i costi salariali indiretti poiché ritiene che, oltre alle misure già in essere, il modo migliore per promuovere il reinserimento sia creare nuovi posti di lavoro.
Infine, la misura proposta rischia di compromettere la flessibilità del mercato del lavoro, un fattore chiave per il successo del modello svizzero.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.