Migliorare la conciliabilità e la parità di genere per rafforzare la resilienza della società e dell'economia in caso di crisi
20.3487 · Interpellanza urgente · 2020-06-03
Dipartimento dell'interno
Liquidato
Wortlaut
La crisi provocata dal coronavirus ha chiaramente mostrato che resta ancora molto da fare in termini di parità di genere e di conciliabilità tra famiglia e lavoro.
Le famiglie con bambini piccoli hanno sofferto in modo in particolare della situazione. Non poter più contare sugli asili nido e sui nonni ha comportato un considerevole aumento dei compiti di accudimento cui si si è aggiunto un onere supplementare per seguire i bambini in età scolastica durante la fase di insegnamento a casa.
Questo ha messo a dura prova la conciliabilità tra famiglia e lavoro. Mancano chiaramente le infrastrutture per fare fronte a situazioni del genere.
La crisi ci ha fatto capire una volta per tutte che la conciliabilità tra famiglia e lavoro non è un lusso, ma una necessità economica. A questo si aggiunge che proprio nelle professioni particolarmente rilevanti durante la crisi (cura, assistenza, vendita al dettaglio) la percentuale di donne è molto alta. Dobbiamo trarne i debiti insegnamenti.
1. Quali insegnamenti trae il Consiglio federale dalla crisi per quanto riguarda la parità di genere e la conciliabilità?
2. Con quali misure intende migliorarle per rafforzare la resilienza della società e dell'economia in caso di crisi? Qual è la sua posizione in particolare sui seguenti punti:
a. potenziamento e migliore finanziamento delle organizzazioni di custodia extrafamiliare;
b. miglioramento degli incentivi allo svolgimento di un'attività lavorativa per conseguire un secondo reddito (p. es. attraverso l'imposizione individuale);
c. precarietà dei rapporti di lavoro, del lavoro di cura e dell'assistenza alle donne migranti?
3. Con quali misure intende garantire che gli aiuti dello Stato per fare fronte alla crisi del coronavirus siano distribuiti in modo da non aggravare ulteriormente le attuali vulnerabilità e da evitare che la recessione colpisca più duramente singoli gruppi?
4. È disposto a rilevare rapidamente i dati necessari per poter analizzare in dettaglio la situazione occupazionale e proporre cambiamenti in tutti i settori (oltre alla disoccupazione, vanno considerati anche il lavoro ridotto, il ricorso all'aiuto sociale, la concessione di prestiti, il condono dell'affitto, il lavoro di assistenza e cura ecc.). L'analisi dovrebbe mostrare chiaramente i diversi effetti sui sessi.
5. Su quali basi ha istituito i gruppi peritali COVID-19? Li considera rappresentativi della società? In che misura intende ampliare gli organi decisionali in modo che in futuro si tenga meglio conto di tutte i punti di vista della società?
Stellungnahme des Bundesrates
1. Il Consiglio federale è cosciente che la pandemia di COVID-19 pone alla Svizzera anche problemi di politica di genere e può avere ripercussioni disuguali sui sessi. È quindi importante che le misure già adottate per migliorare la parità di genere e la conciliabilità tra famiglia e lavoro e per prevenire la violenza vengano attuate anche durante e dopo la crisi e se necessario adeguate.
2.a. Per la custodia extrafamiliare di bambini sono competenti in primo luogo i Cantoni e i Comuni. La Confederazione promuove la conciliabilità tra famiglia e attività professionale mediante un programma d'incentivazione limitato nel tempo con il quale sostiene la creazione di ulteriori posti per la custodia diurna di bambini. La Confederazione sostiene inoltre i Cantoni e i Comuni che aumentano i sussidi per ridurre i costi di custodia extrafamiliare a carico dei genitori. Dato il ruolo meramente sussidiario della Confederazione, il Consiglio federale non ne ritiene opportuno un maggiore coinvolgimento.
2.b. Per quanto riguarda il miglioramento degli incentivi allo svolgimento di un'attività lavorativa per conseguire un secondo reddito, tra i modelli di imposizione delle coppie sposate studiati finora, l'imposizione individuale è quello più efficace. Sulla base di un'analisi globale, il Consiglio federale si è però pronunciato contro l'imposizione individuale. Ha tuttavia adottato un messaggio sull'equità dell'imposizione delle coppie e delle famiglie (18.034), in cui è prevista l'introduzione del calcolo alternativo dell'imposta, che costituisce anch'esso un interessante incentivo allo svolgimento di un'attività lavorativa. Il Parlamento ha però rinviato il progetto al Consiglio federale con l'incarico di presentare modelli alternativi, quali il modello in vigore nel Cantone di Vaud (sistema di quozienti per famiglie), l'imposizione individuale o altri modelli che ritenesse opportuni. È attualmente pendente una mozione che chiede l'introduzione dell'imposizione individuale (mozione Markwalder 19.3630).
2.c. Le persone che prestano cure menzionate nell'interpellanza sono soggette alle disposizioni generali sulla protezione che si applicano a tutti i lavoratori. Vanno citate in particolare le disposizioni cogenti del Codice delle obbligazioni, la legge sui lavoratori distaccati (RS 823.20), la legge contro il lavoro nero (RS 822.41) e i contratti normali di lavoro (CNL) cantonali per il personale domestico. Negli ultimi anni il Consiglio federale ha inoltre adottato diverse misure per migliorare le condizioni di lavoro di chi svolge attività in un'economia domestica privata. Nel 2010 ha per esempio elaborato un CNL nazionale con salari minimi obbligatori per il personale domestico, che nel frattempo è stato rinnovato e adattato più volte. È stato inoltre messo a disposizione dei Cantoni un CNL modello per le condizioni di lavoro generali nell'assistenza 24 ore su 24 di persone anziane nelle economie domestiche private. Diversi Cantoni hanno rielaborato o stanno rielaborando il loro CNL. La Svizzera ha inoltre ratificato la Convenzione n. 189 dell'Organizzazione internazionale del lavoro (OIL) sul lavoro dignitoso per le lavoratrici e i lavoratori domestici (RS 0.822.728.9). Ai sensi dell'articolo 53 capoverso 2 della legge federale sugli stranieri e la loro integrazione (LStrI; RS 142.20), nella promozione dell'integrazione è tenuto conto anche delle esigenze particolari delle donne. La Confederazione, i Cantoni e i partner della società civile sostengono misure specifiche al genere nell'ambito dei programmi d'integrazione cantonali, dell'Agenda Integrazione Svizzera e di altri progetti nel settore dell'integrazione professionale. Queste misure sono concepite in modo da poter essere adeguate se la situazione dovesse cambiare, quindi anche in caso di un'accresciuta vulnerabilità dei migranti a causa della crisi di COVID-19, e per rispondere in modo mirato a nuovi problemi.
3. Per ammortizzare le conseguenze economiche del coronavirus, il Consiglio federale persegue la strategia di attenuare rapidamente e in modo mirato i casi di rigore nei settori economici direttamente interessati e tra i lavoratori dipendenti e indipendenti. A tal fine, ha emanato misure speciali senza lacci burocratici adeguate alla situazione. Ha, per esempio, emanato l'ordinanza COVID-19 perdita di guadagno per limitare la riduzione dei redditi delle famiglie a causa della chiusura di scuole, scuole speciali o altre strutture di custodia, ma anche nei casi in cui la custodia dei figli non può più essere assicurata da persone a rischio (p. es. i nonni). L'indennità versata in queste situazioni ammonta all'80 per cento del reddito soggetto all'AVS. Finora sono state versate a famiglie, in particolare a famiglie monoparentali, oltre 6000 indennità per la custodia di bambini. Tra le misure per attenuare le conseguenze economiche del coronavirus rientrano anche l'estensione e la semplificazione previste per il lavoro ridotto e l'indennità per perdita di guadagno per i lavoratori indipendenti direttamente o indirettamente interessati dalle chiusure o dai divieti di manifestazioni disposti dalle autorità. Con le liquidità per aiutare le imprese si vuole inoltre evitare che aziende fondamentalmente solventi vadano incontro a difficoltà. Di queste e di altre misure beneficiano non da ultimo anche i gruppi a rischio. Nonostante le misure adottate, il gruppo di esperti della Confederazione preposto alle previsioni congiunturali prevede per il 2020 un forte calo del prodotto interno lordo e un aumento della disoccupazione. Il Consiglio federale sta valutando se siano necessarie altre misure per stabilizzare la congiuntura.
4. Sono disponibili statistiche mensili dettagliate dei disoccupati e delle persone alla ricerca di lavoro. È possibile estrapolare statistiche del lavoro ridotto per settore e Cantone; non sono disponibili dati riferiti a persone. Sono disponibili statistiche trimestrali dell'occupazione fondate sulla Rilevazione sulle forze di lavoro in Svizzera (RIFOS) ed è possibile estrapolare statistiche del lavoro di assistenza e di cura dalla statistica delle persone occupate dell'Ufficio federale di statistica (UST). La Segreteria di Stato dell'economia (SECO) e l'UST analizzano costantemente i dati disponibili sul mercato del lavoro per poter reagire agli sviluppi in corso. L'UST mette inoltre regolarmente a disposizione statistiche tratte da diverse rilevazioni sull'aiuto sociale, sul reddito, sul consumo, sulla situazione finanziaria e sulle condizioni di vita della popolazione svizzera e le analizza in pubblicazioni di sintesi. L'UST pubblica regolarmente anche risultati aggiornati sulla parità tra i sessi.
5. In seguito alla pandemia COVID-19, anche la Svizzera si trova ad affrontare enormi sfide nel settore sanitario. Il nostro Paese era ed è chiamato a trovare la migliore risposta possibile alla pandemia. Il 20 marzo 2020, dopo aver proclamato la situazione straordinaria, il Consiglio federale ha ampliato l'organizzazione di crisi del Dipartimento federale dell'interno (DFI) e l'ha trasformata in uno Stato maggiore di crisi ad hoc del Consiglio federale. In questa organizzazione di crisi dovevano essere rappresentate e integrate nel processo decisionale anche le competenze della scienza e della ricerca. Il 30 marzo 2020, il DFI e il Dipartimento federale dell'economia, della formazione e della ricerca (DEFR) hanno quindi concluso un mandato con la Swiss National COVID-19 Science Task Force, istituita dalla comunità scientifica. L'obiettivo del mandato è di sfruttare il potenziale della comunità scientifica svizzera per gestire la crisi e per influenzarne positivamente l'esito. La task force formata dalle università svizzera si è costituita in modo autonomo e la sua composizione è definita dalla comunità scientifica - non da ultimo per garantire l'indipendenza della scienza e della ricerca. La task force è pertanto un organo peritale indipendente, la cui composizione è volutamente ampia. Vi sono rappresentate molte discipline scientifiche e vi siedono professori di numerose università svizzere e di tutte le regioni. 22 dei suoi 68 membri sono donne (32 %). La task force copre un ventaglio molto ampio di temi: cura, modellizzazione dei dati, diagnosi e test, epidemiologia, economia, etica, diritto e affari sociali, immunologia, sanità pubblica, prevenzione. Degna di nota in questo contesto è la policy brief sugli aspetti di genere della COVID-19 e della risposta alla pandemia pubblicata il 14 maggio 2020 (in inglese). In vista della successiva gestione della crisi e per accompagnare il ritorno alla situazione particolare ai sensi della legge sulle epidemie (LEp; RS 818.101), previsto per metà giugno, il Consiglio federale definirà una nuova organizzazione e farà in modo che la comunità scientifica svizzera continui a partecipare ai lavori. I temi possono cambiare a seconda della situazione e, quindi, anche la composizione della task force.
Lo Stato maggiore di crisi del Consiglio federale per la gestione della pandemia da coronavirus (SMCC), composto di rappresentanti dell'Amministrazione federale nominati dai dipartimenti, è di fatto costituito prevalentemente da uomini. Ne fanno parte soltanto due donne. In vista della fine della situazione straordinaria ai sensi della LEp, lo SMCC sarà probabilmente sciolto alla fine di giugno del 2020. Il Consiglio federale baderà a che la nuova organizzazione della Confederazione e dei Cantoni incaricata di gestire la fase di ritorno alla situazione particolare sia composta in modo che possa essere coinvolto un maggior numero di donne nel processo decisionale.
Risposta del Consiglio federale.