Aree di sosta sulle autostrade svizzere "ufficialmente" occupate dai nomadi. Chi decide e chi paga?
20.3890 · Interpellanza · 2020-06-19
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
Liquidato
Wortlaut
Da vari mesi l'area di sosta autostradale situata tra Kerzers e Berna è occupata ufficialmente in modo sistematico da nomadi, ed è addirittura vietato l'accesso agli altri automobilisti.
Trattandosi di strade nazionali, mi pongo interrogativi su legittimità e costo di una tale occupazione.
Mi permetto pertanto di rivolgere al Consiglio federale le seguenti domande:
1. È stata rilasciata un'autorizzazione prima dell'occupazione?
2. Se sì, da quale autorità, secondo quale procedura e quali norme?
3. Quando è cominciata l'occupazione e quanto durerà?
4. Sono stati installati impianti sanitari e strutture che impediscono l'accesso all'area di sosta: quanto costano e come sono finanziati?
5. L'area è pattugliata giorno e notte da addetti alla sicurezza. A quanto ammonta il costo di tale sorveglianza permanente e da chi è finanziata?
6. Quante sono le aree autostradali occupate nello stesso modo in Svizzera e secondo quali modalità sotto il profilo giuridico e finanziario?
Stellungnahme des Bundesrates
Le comunità nomadi sono composte da persone di origine in parte svizzera e in parte straniera. Il loro diritto a uno stile di vita nomade è riconosciuto dalla Convenzione-quadro del 1° febbraio 1995 per la protezione delle minoranze nazionali (RS 0.441.1) ratificata dalla Svizzera, da cui deriva l'obbligo per le autorità nazionali di mettere a loro disposizione dei luoghi di sosta. Sulla base dell'articolo 3 capoverso 3 della legge federale del 22 giugno 1979 sulla pianificazione del territorio (LPT, RS 700) questi luoghi devono essere pianificati e organizzati dalle autorità incaricate della pianificazione territoriale, ovvero i Cantoni.
Le comunità nomadi sono piuttosto eterogenee e poco organizzate. Numerosi gruppi di origine svizzera o straniera vivono in Europa e si spostano a seconda delle opportunità di vita e di lavoro. L'Ufficio federale della cultura (UFC) sta elaborando un piano sulle aree di transito in Svizzera.
Alla luce di queste premesse, il Consiglio federale risponde come segue alle domande dell'autore:
1./2. In considerazione del loro modo di vivere e della loro forma organizzativa, i gruppi di nomadi solitamente non richiedono autorizzazioni per occupare una particella delle strade nazionali.
Per l'area di sosta di Wileroltigen (Cantone di Berna) non è pertanto stata rilasciata alcuna autorizzazione in via preventiva.
3. Nel 2020 l'area di sosta di Wileroltigen è stata occupata ininterrottamente dal 3 marzo da vari gruppi appartenenti a diverse famiglie. Pur adoperandosi per mantenere l'area di sosta sempre aperta, l'Ufficio federale delle strade (USTRA) si è visto costretto a chiuderla dal 15 maggio al 26 giugno quando il numero di nomadi arrivati era così elevato da non poter garantire la sicurezza. Infatti, le roulotte erano collocate in luoghi non idonei e vi era il rischio di incidenti. Prima della riapertura è stato necessario ridurne il numero in modo da poter garantire la sicurezza dei nomadi e anche degli altri utenti.
4./5. I costi di tutte le misure intraprese ammontano a circa 250 000 franchi (aggiornamento luglio 2020). Una parte di questa somma è spettata a una ditta di vigilanza incaricata di garantire l'uso corretto dell'area di sosta da parte dei nomadi e degli altri utenti, un'altra è servita per le misure sanitarie e la pulizia. I costi sono a carico del budget delle strade nazionali gestito dall'USTRA.
6. I nomadi occupano l'area di sosta di Wileroltigen principalmente per le possibilità di lavoro che trovano nella regione, come già successo nel 2017 e nel 2019. Lo stesso accade periodicamente nell'area di sosta di Reconvilier (Cantone di Berna).
L'occupazione di un'area di sosta può essere autorizzata sulla base della legislazione in materia di strade nazionali (art. 29 dell'ordinanza del 7 novembre 2007 sulle strade nazionali [OSN; RS 725.111]). Si tratta di una prassi applicata in concreto dalla Confederazione, che richiede infatti ai nomadi il pagamento di 20 franchi al giorno per ogni roulotte, per quanto questa cifra non copra tutte le spese necessarie.
Risposta del Consiglio federale.