22.3444 · Mozione · 2022-05-11
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di elaborare un piano d'azione per la riduzione e la prevenzione delle microplastiche nelle acque. Tenendo conto del potenziale di rischio per gli organismi acquatici, l'immissione nelle acque di polimeri disciolti difficilmente degradabili provenienti da prodotti cosmetici, detersivi e prodotti per la pulizia va ridotta o completamente prevenuta.
Begründung
Negli ultimi anni, sotto le pressioni delle organizzazioni ambientaliste e con l'impegno volontario dell'industria, le sfere di microplastiche nei cosmetici utilizzate come granuli abrasivi (peeling) sono state rimosse in misura crescente dai prodotti. Nonostante ciò, molti prodotti cosmetici e per la pulizia contengono ancora microplastiche. Data la disponibilità di alternative rispettose dell'ambiente, l'uso di queste particelle andrebbe evitato.
Oltre alle microplastiche solide, in numerosi prodotti vengono utilizzate materie plastiche o polimeri disciolti, ad esempio con la funzione di addensanti e filmogeni. L'istituto tedesco di ricerca Fraunhofer stima che l'immissione annuale di microplastiche e di polimeri disciolti nel sistema di depurazione delle acque di scarico in Germania ammonti a circa 48 000 tonnellate. Non esistono finora stime comparabili per la Svizzera; tuttavia, potrebbe essere pari a diverse migliaia di tonnellate. L'immissione nelle acque di questi polimeri disciolti è preoccupante dato che alcuni di essi sono difficilmente degradabili (persistenti). Non è ancora del tutto chiaro cosa provochino queste sostanze nell'ambiente. Sulla base del principio di precauzione, le sostanze di origine antropogenica difficilmente degradabili non dovrebbero finire nelle acque. Le microplastiche e i polimeri disciolti difficilmente degradabili non dovrebbero quindi essere aggiunti a prodotti cosmetici, detersivi e prodotti per la pulizia come additivi economici, poiché si accumulano nell'ambiente.
Sia nei mari che nelle acque dolci, le microplastiche costituiscono la maggior quota di inquinamento da plastica. Inoltre, vengono ingerite praticamente da tutti gli organismi animali della catena alimentare. Da una parte le microplastiche provocano lesioni interne e reazioni infiammatorie; dall'altra le sostanze inquinanti contenute nella plastica (i cosiddetti additivi) causano danni alla salute. È preoccupante che quantità enormi di sostanze persistenti e potenzialmente dannose, tra cui alcune persino classificate come pericolose per l'ambiente nella banca dati dei prodotti chimici dell'UE, finiscano nelle acque.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
Il postulato Munz (18.3496) "Piano d'azione per la riduzione delle immissioni di plastica nell'ambiente" aveva a suo tempo già chiesto al Consiglio federale di verificare se fosse opportuno adottare un piano di azione per la riduzione delle immissioni di materie plastiche nell'ambiente. Il rapporto "Materie plastiche nell'ambiente" risponderà, al contempo, al postulato Munz (18.3496) e ai postulati Thorens Goumaz (18.3196), Flach (19.3818) e Gruppo popolare democratico (19.4355). Il rapporto conterrà una panoramica delle principali fonti e vie di immissioni di materie plastiche nell'ambiente e del loro impatto sull'ambiente e sulla salute e abbozzerà ulteriori possibili misure. Il rapporto verrà pubblicato presumibilmente entro la fine del 2022.
Dati i vari lavori già in corso, come ad esempio la revisione della legge sulla protezione dell'ambiente (LPAmb, RS 814.01) nel quadro dell'iniziativa parlamentare della CAPTE-N (20.433) "Rafforzare l'economia circolare svizzera", l'elaborazione di un piano d'azione è, al momento, superflua.
Inoltre, sarebbe pressoché impossibile per la Confederazione ottenere con un piano d'azione i dati richiesti per limitare con un onere ragionevole i polimeri disciolti difficilmente degradabili contenuti in prodotti cosmetici, detersivi e prodotti per la pulizia.
Una regolamentazione autonoma dei polimeri in Svizzera non armonizzata con l'UE, sarebbe in contrasto con la pratica legislativa adottata finora dal Consiglio federale nell'ambito dei prodotti chimici. Nell'UE le limitazioni delle microplastiche utilizzate volontariamente nei prodotti, dettate dalla legislazione in materia di prodotti chimici sono in fase di elaborazione nell'allegato XVII del regolamento (CE) n. 1907/2006 (ordinamento REACH). Nel campo d'applicazione di questo regolamento rientrano, tra l'altro, i prodotti per la cura del corpo, i detersivi e i prodotti per la pulizia. Il processo legislativo nell'UE è in fase avanzata. Non appena la versione definitiva del regolamento REACH per la limitazione delle microplastiche nei prodotti sarà disponibile, il DATEC ne effettuerà una verifica e sottoporrà al Consiglio federale una proposta legislativa corrispondente per la sua inclusione nell'ordinanza sulla riduzione dei rischi inerenti ai prodotti chimici (ORRPChim, RS 814.81).
Inoltre, la strategia dell'UE in materia di prodotti chimici per la sostenibilità prevede di stabilire dei requisiti per la registrazione di certi polimeri nel regolamento REACH. Questi requisiti di registrazione e le informazioni che dovrà fornire l'industria, consentiranno di ottenere dati con cui valutare la degradabilità dei polimeri e le loro caratteristiche di pericolosità per l'ambiente e la salute. Sulla base di questi dati sarà possibile in futuro adottare misure mirate di riduzione dei rischi per gli organismi acquatici.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.