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La deriva di "X". Quali misure immediate per proteggere la nostra democrazia dagli effetti deleteri di alcuni social network?

24.4560 · Interpellanza · 2024-12-20

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

La dichiarazione sull’intervento è disponibile

Wortlaut

Il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande:

  1. Il Consiglio federale ritiene necessario dotare la Svizzera di nuovi strumenti legali per arginare meglio i fenomeni in atto su certi social network, come la diffusione di informazioni false, i contenuti di odio, l'utilizzo abusivo dell'intelligenza artificiale, i contenuti illegali, ecc.?

  2. Ci sono misure sub-legali che la Svizzera potrebbe attuare senza aspettare l'entrata in vigore della nuova legislazione? Ad esempio per quanto riguarda la trasparenza degli algoritmi? La moderazione dei contenuti? E gli obblighi di rendiconto delle piattaforme?

  3. È possibile intervenire già oggi sulla base di altre disposizioni legali per ridurre il più possibile l'impatto che alcune pratiche dei social network hanno sui diritti fondamentali? Ad esempio in materia di pubblicità? Di protezione dei minori? E di procedimenti penali contro l'incitamento all'odio?

  4. Il Consiglio federale sarebbe favorevole all'introduzione anticipata di obblighi per le piattaforme di grandi dimensioni, sulla scia di quanto previsto dalla regolamentazione europea?

Begründung

Il Consiglio federale presenterà il suo messaggio sulla regolamentazione delle piattaforme digitali all'inizio del 2025. Si può presumere che alcune misure si ispireranno più o meno direttamente alla regolamentazione europea. Il Digital Services Act (DSA) europeo è entrato in vigore nel 2022 e da allora è stato attuato gradualmente, con nuovi obblighi per le piattaforme molto grandi già a partire dal 2023, mentre tutti gli obblighi generali per le piattaforme entreranno in vigore a partire da quest'anno.

C'è un rischio evidente che la Svizzera diventi una sorta di isola priva di regolamentazione nel mezzo del continente europeo, il che tenderà a rafforzare alcuni sviluppi recenti particolarmente dannosi per la nostra democrazia (diffusione di informazioni false, contenuti di odio, utilizzo abusivo dell'intelligenza artificiale, contenuti illegali, ecc.). Il processo legislativo in Svizzera richiederà inevitabilmente un certo tempo (consultazione, iter parlamentare, eventuale referendum, ecc.), durante il quale sarà difficile o impossibile controllare questi sviluppi a causa della mancanza di strumenti adeguati.

Stellungnahme des Bundesrates

Domande 1-4Il rapporto di novembre 2021 dell'Ufficio federale delle comunicazioni UFCOM "Intermediari e piattaforme di comunicazione" identifica, oltre al discorso di odio, anche la disinformazione e la mancanza di trasparenza algoritmica come fenomeni negativi associati alle piattaforme digitali e ai motori di ricerca (www.ufcom.admin.ch > Digitalizzazione e Internet > Comunicazione digitale > Intermediari e piattaforme di comunicazione). Il rapporto mostra inoltre che, a differenza dell'UE, la Svizzera non ha accordi di autoregolamentazione nell'ambito delle misure volontarie, come l'EU Code of conduct on countering illegal hate speech online o lo Strengthened Code of Practice on Disinformation, che stabiliscono obblighi e standard a livello di settore. In linea di principio, in Svizzera è possibile stipulare accordi volontari con il settore e già nel 2013 le principali imprese di hosting svizzere hanno introdotto un "codice di condotta per l'hosting", ossia linee guida per la gestione dei contenuti illeciti. Come dimostrato in uno studio successivo, tale codice si è affermato nella pratica. Queste linee guida hanno lo scopo di delineare i principi di comportamento tra le imprese di hosting svizzere da seguire nella gestione di contenuti illegali, cercando di consolidarli come standard per il settore. Inoltre, su iniziativa della Cancelleria federale, in vista delle elezioni del Consiglio nazionale del 2023, sono stati concordati canali di comunicazione diretti con le grandi piattaforme estere in caso di tentativi di manipolazione. In aggiunta, fedpol ha lo stato di "priority flagger" presso YouTube, che tratta le sue segnalazioni in modo prioritario, e intrattiene contatti con X e Facebook. Inoltre, già ora le piattaforme di comunicazione non operano in uno spazio privo di regolamentazioni. Le leggi in vigore in Svizzera, ad esempio in materia di diritto penale e civile, si applicano anche alle piattaforme digitali e ai motori di ricerca, come dimostra il rapporto del Consiglio federale di novembre 2023 in adempimento del postulato 21.3450 della Commissione per la politica di sicurezza del Consiglio degli Stati "Discorsi di odio. Ci sono lacune nella legislazione?" (www.ufcom.admin.ch > Media elettronici > Politica dei media > Attualità e fondamenti > Rapporto conferma le misure previste contro la diffusione di discorsi di odio). Tuttavia, i dati si trovano solitamente su server all'estero, il che rende l'applicazione della legge una questione internazionale e riduce quindi le prospettive per un esito positivo dell'azione penale. Pertanto la soppressione di contenuti illegali è spesso possibile soltanto se le relative piattaforme sono disposte a collaborare di propria iniziativa. Considerate le lacune attuali riguardanti trasparenza, diligenza e applicazione del diritto, il 5 aprile 2023 il Consiglio federale ha incaricato il DATEC di elaborare un avamprogetto da porre in consultazione riguardante la regolamentazione delle piattaforme di comunicazione di dimensioni molto grandi. L'avamprogetto dovrebbe mirare principalmente a proteggere i diritti fondamentali degli utenti in materia di comunicazione e rafforzare i loro diritti in generale. Inoltre dovrebbe imporre alle piattaforme obblighi di responsabilità, sottoporle alla vigilanza e introdurre meccanismi per monitorare il rispetto degli obblighi di diligenza.

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