Lexipedia

24.4629 · Mozione · 2024-12-20

Dipartimento di giustizia e polizia

La dichiarazione sull’intervento è disponibile

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di garantire che la Confederazione assista e collabori con la Corte penale internazionale, gli Stati che avviano procedimenti penali e la comunità internazionale nella ricerca, l’arresto e il perseguimento penale degli assassini e torturatori dell’ex regime siriano di Assad.

Begründung

Il regime di Assad è restato al potere ricorrendo a mezzi barbari, fino all’utilizzo di gas da combattimento contro la propria popolazione.La tortura è stata praticata sistematicamente nelle sue prigioni. Un ex fotografo forense, «Cesar», lo ha documentato poco dopo l’inizio della rivoluzione e della successiva, selvaggia repressione, allertando in tal modo la comunità internazionale. Ha trafugato dalla Siria decine di migliaia di fotografie di detenuti morti sotto la tortura.La caduta del regime permetterà di ottenere informazioni sull’identità di questi assassini, che lasceranno presto o hanno già lasciato la Siria, e sulla portata dei loro crimini. Questi crimini contro l’umanità non devono restare impuniti.La Svizzera può e deve collaborare fornendo il suo pieno sostegno, in particolare diplomatico, logistico, giudiziario e di polizia, al perseguimento degli autori di questi crimini.

Antrag des Bundesrates

Respingere

Stellungnahme des Bundesrates

La Svizzera dispone già oggi delle necessarie basi legali e convenzionali per sostenere attivamente e collaborare con gli attori che perseguono penalmente i responsabili dei reati del precedente governo siriano. Quale Stato parte allo Statuto di Roma la Svizzera è obbligata a cooperare con la Corte penale internazionale (CPI), sia per eventuali domande di assistenza giudiziaria della CPI sia per possibili domande di arresto e di trasferimento. La competenza della CPI per i crimini commessi in Siria dipende da diversi fattori. La Siria non ha ratificato lo Statuto di Roma; non si sa ancora se un nuovo governo riconoscerà una competenza retroattiva della Corte e se uno Stato parte chiederà al Procuratore della CPI di avviare un’inchiesta sulla situazione in Siria. In teoria, il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite può sottoporre la situazione al Procuratore senza che la Siria abbia riconosciuto la competenza della Corte, ma i membri permanenti possono opporre il loro veto. Fondandosi sulle informazioni raccolte dalla commissione d’inchiesta internazionale indipendente delle Nazioni Unite incaricata del caso siriano, la Svizzera, sostenuta da 56 altri Stati, aveva già chiesto al Consiglio di sicurezza, con lettera del 14 gennaio 2013, di sottoporre la situazione in Sira alla CPI. La CPI potrebbe inoltre essere competente se tra gli autori vi erano cittadini di Stati parte allo Statuto di Roma oppure se crimini transfrontalieri (p. es. una deportazione forzata verso Paesi limitrofi) sono stati in parte commessi sul territorio di uno Stato parte. La Svizzera può inoltre sostenere inchieste penali in Paesi terzi fornendo assistenza giudiziaria (p. es. audizioni di vittime che si trovano in Svizzera, estradizione di presunti autori). L’assistenza giudiziaria è fornita in virtù di pertinenti trattati di assistenza giudiziaria o della legge federale sull’assistenza internazionale in materia penale (AIMP; RS 351.1). In virtù dell’AIMP la Svizzera può fornire assistenza giudiziaria anche alle autorità siriane, se avviano indagini per i crimini commessi e possono garantire procedimenti equi, a condizione che una tale cooperazione sia compatibile con le attuali sanzioni ONU. Per il futuro, il Consiglio federale mira a intensificare la cooperazione nell’ambito dei crimini internazionali sulla base della convenzione di Lubiana-L’Aia, che obbliga gli Stati contraenti a prestarsi mutua assistenza giudiziaria per il perseguimento del genocidio, dei crimini contro l’umanità e dei crimini di guerra. L’avvio della consultazione sul decreto di approvazione, che dovrebbe permettere la ratifica di questa convenzione da parte della Svizzera, è previsto per febbraio 2025. La giustizia svizzera deve perseguire penalmente crimini di guerra e crimini contro l’umanità, in virtù del principio limitato della giustizia universale, se il presunto autore si trova in Svizzera e non è estradato o consegnato a un tribunale internazionale. In questo modo, la Svizzera contribuisce già a far luce sui crimini commessi in Siria: a marzo 2024 il Ministero pubblico della Confederazione ha promosso l’accusa contro l’ex vice presidente siriano Rifaat al Assad per crimini di guerra e crimini contro l’umanità. La Svizzera ha anche sostenuto l’inchiesta condotta dall’Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche (OPCW) sull’utilizzo di armi chimiche in Siria. Il Laboratorio di Spiez, un laboratorio di fiducia dell’OPCW subordinato al DDPS, ha svolto un ruolo chiave. Infine, in Svizzera ha sede il Meccanismo internazionale, imparziale e indipendente per la Siria (IIIM), istituito a dicembre 2016 dall’Assemblea generale dell’ONU per sostenere le inchieste sui crimini commessi da marzo 2011 in Siria. L’IIIM raccoglie, conserva e analizza informazioni e mezzi di prova. Successivamente trasmette alle autorità giudiziarie competenti, su richiesta o in maniera proattiva, materiale e analisi rilevanti per le inchieste in corso. In sintesi, la Svizzera attua già l’impegno richiesto dalla mozione, che va pertanto va respinta.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.