Diritti LGBT in regressione. Il Consiglio federale è disposto a farne una delle priorità della sua politica estera in materia di diritti umani?
25.3389 · Interpellanza · 2025-03-21
Dipartimento degli affari esteri
La dichiarazione sull’intervento è disponibile
Wortlaut
In numerosi Paesi, i diritti delle persone LGBT hanno subito una battuta d’arresto, nonostante i progressi compiuti negli ultimi decenni. In questo contesto, la recente decisione del Parlamento ungherese di vietare il «Pride», adottata nel giro di poche ore tramite una procedura straordinaria, appare tanto scioccante quanto emblematica. Il provvedimento in questione viola probabilmente gli obblighi assunti dall’Ungheria nell’ambito della Convenzione europea dei diritti dell’uomo, considerato che la Corte di Strasburgo ha già stabilito in passato che lo svolgimento dei «Pride» non rappresenta un pericolo per la società. La decisione del Parlamento ungherese riflette una tendenza preoccupante, che vede vari Stati – anche in Europa – adottare leggi restrittive nei confronti della libertà di espressione e di riunione delle minoranze sessuali e di genere. Questa regressione è in contrasto con i principi fondamentali dei diritti umani, valori che la Svizzera promuove sul piano internazionale e che sono sanciti dalla Costituzione federale (Cost.) nella sezione dedicata alle relazioni con l’estero: «La Confederazione [...] contribuisce a far rispettare i diritti umani» (art. 54 cpv. 2 Cost.).
In un simile contesto, purtroppo, risulta sempre più evidente la necessità che la Confederazione ribadisca il proprio impegno a favore dei diritti delle minoranze LGBT, facendone uno dei pilastri fondamentali della sua politica estera in materia di diritti umani. La Svizzera può rafforzare la sua azione in questo settore e lanciare o sostenere attivamente iniziative a favore dei diritti delle persone LGBT, in particolare nell’ambito delle sue relazioni bilaterali e in contesti multilaterali.
Invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:
Come reagisce la Svizzera alle sempre più frequenti violazioni dei diritti delle persone LGBT in tutto il mondo, in particolare in Europa? Ha previsto di rispondere alla recente decisione delle autorità ungheresi di vietare il «Pride»? In caso affermativo, in che modo?
Il Consiglio federale è disposto a fare della promozione dei diritti LGBT una delle priorità della sua politica estera in materia di diritti umani?
Quali azioni concrete può intraprendere la Svizzera, sia all’interno delle organizzazioni internazionali che nell’ambito delle sue relazioni bilaterali, per sostenere maggiormente le minoranze LGBT e coloro che ne difendono i diritti, nonché per combattere la regressione di tali diritti e le repressioni a cui le persone LGBT sono sempre più soggette?
Stellungnahme des Bundesrates
La Svizzera agisce in modi diversi a seconda dei contesti, sia a livello multilaterale che bilaterale. Nel caso dell’Ungheria ha sostenuto una dichiarazione del Benelux in seno al Consiglio d’Europa. Inoltre, l’ambasciata di Svizzera a Budapest ha emesso un comunicato stampa firmato da altre 21 ambasciate per denunciare i recenti sviluppi. Anche la Divisione Pace e diritti umani della Segreteria di Stato del DFAE ha preso posizione pubblicamente. La protezione delle minoranze e dei gruppi più vulnerabili è una delle priorità della Svizzera in materia di diritti umani, come stabilito nella Strategia di politica estera 2024–2027, e incLude l’orientamento sessuale e l’identità di genere. La Svizzera si adopera sia a livello bilaterale che multilaterale per il rispetto dei diritti umani allo scopo di proteggere i gruppi più vulnerabili. Sostiene per esempio il mandato dell’esperto indipendente delle Nazioni Unite per la protezione contro la violenza e la discriminazione legate all’orientamento sessuale e all’identità di genere (SOGI) ed è membro del «Group of Friends of SOGI» di Ginevra che sostiene questo mandato. All’interno del Consiglio d’Europa, la Svizzera è membro del Comitato di esperti sull’orientamento sessuale, l’identità e l’espressione di genere e le caratteristiche sessuali (ADI-SOGIESC). Questo comitato sostiene gli Stati membri nell’attuazione di una protezione efficace nell’ambito dell’orientamento sessuale e dell’identità.