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25.3593 · Interpellanza · 2025-06-12

Dipartimento della difesa, della protezione della popolazione e dello sport

La dichiarazione sull’intervento è disponibile

Wortlaut

Il Parlamento ha deciso che entro il 2032 le spese per l’esercito della Svizzera dovranno ammontare all’1 per cento del prodotto interno lordo (PIL). Nel dibattito politico si pone la questione di sapere quali spese siano oggi effettivamente già imputabili all’esercito, compresi i costi indiretti. A livello internazionale esistono diversi metodi di calcolo delle spese per l’esercito, il che rende difficile il confronto tra i vari Stati. In questo contesto invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:Quali spese pubbliche supplementari sono sostenute in relazione alle spese per l’esercito, ad esempio nel settore delle assicurazioni sociali, delle prestazioni assicurative, delle infrastrutture o della previdenza del personale? A quanto ammontavano tali spese nel 2023 e nel 2024, ripartite tra Confederazione e Cantoni? Sono incluse nel calcolo delle spese per l’esercito in percentuale del PIL? A quanto ammonterebbero oggi le spese per l’esercito in percentuale del PIL se fossero incluse nel calcolo? Quali Stati europei e quali Stati membri della NATO includono nel calcolo delle spese per l'esercito anche voci che non rientrano nei ministeri della difesa, come le pensioni, i costi relativi alla tassa d’esenzione dall’obbligo militare o le prestazioni di altri ambiti? Come vengono effettuati i calcoli, in particolare nel Regno Unito, in Italia e in Francia?Su quali definizioni si basano i valori comparativi internazionali utilizzati dal Consiglio federale, ad esempio in riferimento alla NATO, allo SIPRI (Stockholm International Peace Research Institute) o all’IISS (Istituto internazionale di studi strategici)?Il Consiglio federale intende rendere più comparabile a livello internazionale la metodologia di calcolo delle spese per l’esercito?Quali sarebbero le conseguenze finanziarie se in futuro la Svizzera adottasse una definizione più ampia delle sue spese per l'esercito, come è in parte consuetudine in altri Stati? CofirmatariDe Ventura, Glättli, Jost, Seiler Graf, Wermuth, Zryd

Stellungnahme des Bundesrates

1. Le spese per l’esercito comprendono le spese dell’Aggruppamento Difesa e di armasuisse riportate nel consuntivo. Ulteriori spese pubbliche direttamente o indirettamente connesse con l’esercito sono ad esempio i versamenti per l’indennità di perdita di guadagno, i versamenti dell’assicurazione militare, le spese dei Cantoni e dei Comuni a favore dell’esercito (p. es. organizzazione delle giornate informative, gestione e controllo dell’elenco delle persone soggette all’obbligo di leva) come pure le prestazioni fatturate da altri organi federali. Il rapporto in adempimento del postulato 22.3410 Pointet «Qual è il costo complessivo dell’esercito?» fornirà una panoramica di queste spese e del loro importo.

2. Le ulteriori spese pubbliche (cfr. risposta 1) non sono incluse nel calcolo delle spese per l’esercito in percentuale rispetto al PIL. Dal momento che neanche i metodi di calcolo internazionali comunemente utilizzati (p. es. SIPRI, IISS) tengono conto integralmente di queste spese, non sarebbe possibile effettuare un confronto a livello internazionale con questo metodo di calcolo. Se si sommano le ulteriori spese pubbliche e quelle per l’esercito, le spese complessive ammonterebbero a circa l’1 per cento del PIL.
La ripartizione dettagliata delle spese tra la Confederazione e i Cantoni e l’ammontare delle spese per l’esercito in percentuale rispetto al PIL, tenendo conto delle ulteriori spese pubbliche e dei costi economici, saranno contenuti nel rapporto in adempimento del postulato 22.3410 Pointet «Qual è il costo complessivo dell’esercito?».

3. Ogni Paese calcola le proprie spese per la difesa in modo diverso, a seconda della struttura dei propri strumenti di politica di sicurezza e dell’evoluzione storica delle voci di bilancio dello Stato. Sebbene la NATO abbia una definizione di ciò che può essere considerato spese per la difesa, l’interpretazione delle spese definite varia tuttavia tra i suoi Stati membri.

Il Regno Unito, l’Italia e la Francia includono nelle spese per la difesa le spese di altri ministeri (ad esempio pensioni, ciberdifesa, servizi informazioni, missioni militari internazionali) nella misura in cui sono destinate a scopi militari. La Francia e l’Italia includono in parte le loro forze paramilitari (Gendarmerie e carabinieri) nelle spese per la difesa, nella misura in cui parti di esse sono destinate a scopi militari.

4. Per i confronti internazionali vengono solitamente utilizzati i calcoli del SIPRI.

5. No. Nella sua risposta alla domanda 24.7043 Schlatter «Metodo di calcolo della quota del PIL destinata all’esercito» il Consiglio federale ha già sottolineato che non esiste un metodo di calcolo ampiamente riconosciuto a livello internazionale e standardizzato per determinare le spese per la difesa. Anche l’autore stesso dell’interpellanza constata che a livello internazionale esistono metodi diversi per calcolare le spese per l’esercito. Secondo il Consiglio federale il consuntivo è trasparente e consente a istituti scientifici e think tank come SIPRI e IISS di analizzare in modo ripercorribile le spese della Svizzera per l’esercito e di confrontarle a livello internazionale. La possibilità di confrontare le spese per un esercito di milizia con quelle per un esercito di professionisti è generalmente limitata poiché nel primo caso si tende a tenere conto di meno costi. Va inoltre sottolineato che l’utilizzo ampiamente diffuso della quota del PIL come parametro di misura nelle economie forti come quella svizzera porta, per ragioni legate al sistema, a coefficienti più bassi.

6. Nessuna. La mozione 22.3367 «Graduale aumento delle spese per l’esercito» fa riferimento implicitamente alle spese dell’Aggruppamento Difesa e di armasuisse (limite di spesa). Le spese per l’esercito così delimitate ammontavano nel 2019 allo 0,67 per cento del PIL, come indicato nella motivazione della mozione. L’aumento graduale delle spese per l’esercito all’1 per cento del PIL si basa quindi su questo valore.