25.3950 · Mozione · 2025-07-01
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
Trasmesso al Consiglio federale
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di rinunciare alla disattivazione della radiodiffusione FM attualmente prevista per il 31 dicembre 2026 e di prorogare invece le attuali concessioni FM o di indire una nuova gara pubblica per la loro attribuzione, se del caso mediante asta, a partire dal 1° gennaio 2027.
Una minoranza della commissione (Schaffner, Jauslin, Marti Min Li, Pult, Roth David, Stadler, Storni, Töngi, Tuosto, Wismer Priska) propone di respingere la mozione
Begründung
Il passaggio obbligato dai canali FM a quelli DAB+ a seguito dello spegnimento deciso dalla Confederazione non è accettabile e deve essere sostituito da una proroga della trasmissione FM. L’abbandono delle frequenze FM metterebbe a rischio le radio private e incoraggerebbe gli ascoltatori svizzeri a rivolgersi alle stazioni all’estero. La disattivazione dei canali FM da parte della SSR a fine 2024 ha già provocato una perdita di ascoltatori del 25 per cento, ciò che sarebbe drammatico per le radio private che dipendono dalle entrate pubblicitarie. Nella Svizzera romanda e in Ticino questa disattivazione ha causato una migrazione verso le stazioni radiofoniche francesi e italiane. Il divieto per le radio private indebolirebbe fortemente il panorama radiofonico svizzero.
Con questo spegnimento forzato, la Confederazione non agisce in modo tecnologicamente neutro. Il passaggio al DAB+ deve avvenire in modo naturale, grazie al progressivo aumento dei veicoli equipaggiati, ma più lentamente di quanto auspicato. Lo spegnimento dei canali FM ha conseguenze negative poiché mette a rischio le radio private e determina una fuga di ascoltatori verso le stazioni estere. Questo spegnimento forzato è uno «swiss finish». Altri Paesi stanno progressivamente abbandonando le frequenze FM senza una scadenza fissa. Sono queste stazioni all’estero che gli Svizzeri ascolteranno.
Per tutte queste ragioni, l’attribuzione delle concessioni FM deve proseguire. Occorre tutelare le radio private elvetiche ed evitare che gli ascoltatori, soprattutto quelli della Svizzera romanda e del Ticino, si rivolgano all’estero. Una nuova gara pubblica potrebbe altresì generare ulteriori entrate. Il termine per la disattivazione dovrebbe essere rinviato almeno sino alla fine del 2031 e stabilito d’intesa con le radio private.
Antrag des Bundesrates
Respingere
Stellungnahme des Bundesrates
L'iniziativa di abbondonare la diffusione FM è originariamente nata dal settore radiofonico stesso. Già oltre dieci anni fa, le emittenti radiofoniche private e la SSR hanno concordato un piano di migrazione teso ad abbandonare le FM al più tardi entro la fine del 2024. Questa decisione è stata sostenuta attivamente dalla Confederazione, sia a livello legislativo che finanziario, sono stati stanziati circa 84 milioni di franchi per promuovere la nuova tecnologia. Nel 2023, il Consiglio federale ha deciso di prorogare per l'ultima volta sino a fine 2026 le concessioni di radiocomunicazione FM in vigore dal 2008. Questa proroga offre alle emittenti radiofoniche l'opportunità di organizzare il processo di migrazione dalla radio FM a quella digitale con soluzioni individuali al più tardi entro la fine del 2026. Tale compromesso ha permesso di considerare anche quelle radio che avrebbero voluto attenersi al piano di spegnimento originario. L'ascolto in digitale è da tempo una realtà: oltre il 90 per cento della popolazione capta la radio in modalità digitale, tramite DAB+ o Internet. Il DAB+, offre al pubblico svizzero una scelta di programmi più vasta rispetto alle FM: viene dunque a crearsi una maggiore concorrenza anche attraverso nuove offerte nazionali. Le emittenti radiofoniche che hanno beneficiato del privilegio di una concessione FM sentono ora la pressione della concorrenza. Inoltre, si concretizza una tendenza a lungo termine: la radio perde generalmente audience. Si è però dimostrato che gli ascoltatori fedeli continuano a seguire il loro programma preferito anche se diffuso via DAB+. A seguito dell’abbandono delle FM della SSR, molte auto sono state convertite al DAB+. Le emittenti radiofoniche private possono trarne vantaggio, poiché la loro perdita di audience sarà probabilmente inferiore a quella della SSR. Ora spetta alle radio private portare avanti la transizione concordata verso il DAB+ con misure adeguate e accompagnare il pubblico in questo processo. La riassegnazione delle frequenze FM sarebbe associata a laboriose messe a concorso e a notevoli investimenti in un'infrastruttura obsoleta, uno sforzo sproporzionato se si considera l'avanzamento della digitalizzazione. Inoltre, la maggior parte delle concessioni FM ancora valide sono detenute da stazioni radiofoniche titolari di una concessione con mandato di prestazioni e finanziate dal canone radiotelevisivo. Dipendono quindi meno dagli introiti pubblicitari rispetto a quelle radio che si finanziano esclusivamente tramite la pubblicità. Il Consiglio Federale preferirebbe che i contributi della tassa fossero investiti in contenuti giornalistici nelle regioni piuttosto che in infrastrutture. Un'ulteriore proroga della concessione sarebbe neppure problematica nei confronti delle radio digitali che hanno investito confidando nello spegnimento delle FM.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.