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Gettare le basi per una coesistenza pacifica tra lo Stato di Israele e un futuro Stato di Palestina

25.4116 · Interpellanza · 2025-09-24

Dipartimento degli affari esteri

La dichiarazione sull’intervento è disponibile

Wortlaut

Nel rapporto sulla sua posizione in merito alla Palestina pubblicato il 24 settembre 2025, il Consiglio federale ha nuovamente ribadito il proprio sostegno a una soluzione a due Stati. Affinché venga riconosciuto uno Stato di Palestina, tuttavia, è anzitutto necessario creare determinati requisiti di diritto internazionale. In questo contesto, chiedo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande. 1. Quali possibilità ha il Consiglio federale di offrire i buoni uffici della Svizzera proponendo davanti all’Assemblea generale delle Nazioni Unite il nostro Paese come Stato depositario di una dichiarazione sull’attuazione della risoluzione 242 del Consiglio di sicurezza dell’ONU del novembre 1967? 2. Il Consiglio federale sarebbe disposto a moderare sul territorio svizzero le piattaforme di dialogo necessarie per una dichiarazione di attuazione della risoluzione 242 dell’ONU? 3. Il Consiglio federale può sostenere l’obiettivo che l’intera comunità internazionale, insieme alle parti in conflitto, riconosca incondizionatamente l’attuale Stato di Israele e l’esistenza di un futuro Stato palestinese, e fornisca le relative garanzie di sicurezza per entrambi gli Stati? Ringrazio in anticipo per l’attenzione che verrà data alla mia interpellanza e per la risposta.

Begründung

Nel novembre del 1967 il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite aveva approvato la risoluzione 242, che chiedeva il ritiro di Israele dai territori occupati nel 1967. Israele si era mostrato disposto a uno scambio, o più precisamente alla restituzione dei territori, in cambio del suo riconoscimento e di una pace duratura. Tuttavia, i membri della Lega araba rifiutarono questa proposta, così le uccisioni e gli spostamenti coatti di persone commessi da entrambe le parti sin dal 1948 continuarono, portando allo sviluppo del terrorismo su scala globale. L’indescrivibile tragedia umanitaria che si sta consumando a Gaza è profondamente indegna per le società sviluppate di oggi. Se la comunità internazionale non sarà in grado di ripristinare il diritto internazionale e tutte le parti in conflitto non rinunceranno ai loro massimi requisiti per la pace, non sarà possibile liberare il Medio Oriente dalle guerre ed evitare che si verifichino ulteriori attacchi terroristici a danno dell’umanità intera.

Stellungnahme des Bundesrates

1.–2. Il Consiglio federale rimane convinto che solo una soluzione negoziata a due Stati – Israele e Palestina – che coesistano fianco a fianco all’interno di confini sicuri e riconosciuti, conformemente al diritto internazionale e ai parametri concordati a livello internazionale, comprese le risoluzioni del Consiglio di sicurezza dell’ONU, possa condurre a una pace duratura tra Israeliani e Palestinesi. La risoluzione 242 del Consiglio di sicurezza è parte integrante di tali parametri. Su richiesta delle parti, il Consiglio federale è disposto a offrire i propri buoni uffici. Tenuto conto delle varie iniziative in corso, tra cui in particolare la dichiarazione di New York sulla risoluzione pacifica della questione palestinese e sull’attuazione della soluzione a due Stati, 4 agosto 2025 (https://docs.un.org/en/A/CONF.243/2025/1) e il «Gaza Peace Plan for peace in the Middle East» (piano in 20 punti, menzionato nella risoluzione 2803 del Consiglio di sicurezza dell’ONU del 17.11.2025: https://docs.un.org/en/s/res/2803(2025)), il Consiglio federale ritiene che, al momento, la priorità sia quella di fornire un sostegno concreto all’attuazione – conformemente al diritto internazionale – di tali iniziative e dei parametri esistenti. 3. L’obiettivo di una soluzione a due Stati, che offra garanzie di sicurezza a entrambi, è ampiamente riconosciuto, anche dalla Svizzera. È inoltre sancito in diverse risoluzioni dell’ONU, tra cui la risoluzione 242 del Consiglio di sicurezza, nonché in varie iniziative internazionali, in particolare nella dichiarazione di New York e nell’Iniziativa di pace araba del 2002. A tale proposito, queste ultime riconoscono in particolare che il raggiungimento di una pace giusta e duratura, fondata su due Stati, consentirà una piena integrazione regionale e un riconoscimento reciproco.

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