Rafforzare in modo sostanziale la protezione civile e integrare sistematicamente il servizio civile nel sistema di sicurezza. Sono all'altezza delle minacce ibride del presente?
26.3380 · Interpellanza · 2026-03-20
Dipartimento della difesa, della protezione della popolazione e dello sport
La dichiarazione sull’intervento è disponibile
Wortlaut
Alla luce delle crescenti minacce ibride, degli attacchi mirati alle infrastrutture civili e della crescente vulnerabilità della società, si pone la domanda se la protezione civile e il servizio civile siano sufficientemente considerati nell’architettura della politica di sicurezza. In questo contesto, chiedo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:
Come valuta il Consiglio federale l’attuale ruolo della protezione civile nell’ambito della politica di sicurezza in materia di protezione delle infrastrutture critiche, difesa dai droni, prevenzione di atti di sabotaggio e resilienza informatica?
Prevede un potenziamento mirato di queste capacità nell’ambito dell’attuazione della POLSIC?
Qual è la percentuale delle prestazioni della protezione civile che il Consiglio federale non considera prioritarie dal punto di vista della politica di sicurezza, come ad esempio il sostegno logistico e la gestione del traffico in occasione di grandi manifestazioni?
L’attuale definizione delle priorità nella protezione civile corrisponde alle mutate minacce, ad esempio per quanto riguarda gli scenari ibridi?
Quale ruolo strategico attribuisce il Consiglio federale al servizio civile nel concetto di sicurezza globale, considerando che la sua durata è oggi una volta e mezzo superiore a quella del servizio militare?
È disposto a integrare sistematicamente il servizio civile nell’ulteriore sviluppo della POLSIC, come strumento di politica di sicurezza volto a rafforzare la resilienza sociale ed economica?
Begründung
Il quadro delle minacce è diventato più complesso e sfaccettato. Le guerre in corso dimostrano che la sicurezza non si limita alla difesa militare. Gli attacchi prendono di mira anche le infrastrutture civili, come l’approvvigionamento energetico, le vie di comunicazione o le reti di telecomunicazione, e spesso precedono interventi militari dichiarati. Le minacce ibride mirano inoltre alla stabilità economica e alla coesione sociale. Gli attacchi informatici colpiscono anche le imprese private, mentre le campagne di disinformazione sfruttano in modo mirato la vulnerabilità dei processi democratici. La POLSIC rileva che la sicurezza nasce dall’interazione tra mezzi civili e militari, nonché tra i diversi livelli statali. Ne consegue che la protezione civile va rafforzata laddove è rilevante per la politica di sicurezza. Allo stesso tempo, le persone che prestano servizio civile forniscono un contributo fondamentale alla resilienza, ad esempio nei settori delle cure, dell’agricoltura e delle istituzioni sociali. Stabilizzano sistemi particolarmente sollecitati in caso di crisi e prestano un servizio che dura una volta e mezzo più a lungo del servizio militare.
Stellungnahme des Bundesrates
1. La protezione delle infrastrutture critiche, la difesa dai droni, la prevenzione di atti di sabotaggio e la resilienza informatica non rientrano tra i compiti della protezione civile, che ad oggi non è formata ed equipaggiata per svolgere questo tipo di compiti. La protezione civile potrebbe tuttavia sostenere i gestori delle infrastrutture critiche e gli altri organi preposti alla sicurezza in modo sussidiario, ad esempio svolgendo compiti logistici. 2. Una protezione della popolazione efficiente nell’ottica della gestione di minacce e pericoli è uno dei dieci obiettivi formulati nell’attuale strategia di politica di sicurezza. La misura 31 della strategia prevede che, grazie a standard comuni, una formazione uniforme, sistemi compatibili ed esercitazioni congiunte, vengano create le condizioni affinché la protezione civile, le organizzazioni di pronto intervento e i servizi tecnici possano collaborare strettamente con l’esercito in caso di un ulteriore peggioramento della situazione di sicurezza. Non è invece previsto alcun rafforzamento delle capacità nell’ambito della difesa dai droni, della prevenzione degli atti di sabotaggio o della resilienza informatica. Uno sviluppo di queste capacità nella protezione civile non sarebbe neppure possibile, in quanto provocherebbe doppioni con le capacità esistenti o in fase di sviluppo presso altre organizzazioni (p. es. esercito, polizia, SIC, OFCS) e supererebbe le attuali capacità della protezione civile. 3. Nel 2025 la protezione civile ha prestato complessivamente 389 860 giorni di servizio. Di questi, 40 616 sono stati prestati nell’ambito di interventi di pubblica utilità (p. es. durante grandi eventi come le gare di sci del Lauberhorn o la Festa federale di lotta svizzera e dei giochi alpestri). Simili interventi sono ammessi, purché soddisfino i requisiti prescritti dalla legge. Uno di questi riguarda l’utilità formativa; ciò significa che gli interventi devono essere compatibili con lo scopo e i compiti della protezione civile e servire a mettere in pratica le conoscenze e le competenze acquisite dai militi. 4. Nel 2025 l’UFPP, in collaborazione con i Cantoni, ha esaminato e adeguato il profilo delle prestazioni della protezione civile del 2016 alla luce delle attuali minacce. Il nuovo profilo delle capacità definisce le capacità generali della protezione civile a livello federale. In scenari ibridi (ad esempio, carenze di energia elettrica, radioattività, interruzioni delle forniture o inondazioni causate da atti di sabotaggio), la protezione civile garantisce le stesse capacità richieste nella gestione di catastrofi e situazioni di emergenza. Ciò riguarda, ad esempio, i settori del supporto al comando, dell'assistenza tecnica, dell'assistenza alle persone e della logistica. Il profilo dettagliato delle prestazioni della protezione civile in caso di catastrofi e situazioni d’emergenza rimane di competenza dei Cantoni. 5. e 6.Il servizio civile è un servizio sostitutivo per i soggetti all’obbligo militare che non possono conciliare il servizio militare con la propria coscienza. Con la revisione della legge sulla protezione della popolazione e sulla protezione civile (LPPC, RS 520.1) nel 2025, il Parlamento ha deciso che eventuali carenze di effettivi nella protezione civile possano essere compensate con persone soggette al servizio civile. L'entrata in vigore di questa disposizione è ancora in sospeso. Con le mozioni 25.3015 e 25.3420, di uguale tenore, il Consiglio federale è stato incaricato di sfruttare meglio il potenziale del servizio civile, introducendo l’obbligo di prestare servizio di sicurezza. L’attuazione di questa modifica prevede la creazione di una nuova organizzazione dedicata alla protezione contro le catastrofi. Questa nuova organizzazione, di competenza cantonale, comporterebbe la fusione di protezione civile e servizio civile. L’obiettivo è di migliorare le prestazioni della protezione civile nella gestione delle catastrofi e delle situazioni d’emergenza e di riorientarle alla gestione di un conflitto armato. L’introduzione del servizio di sicurezza richiederebbe una revisione della Costituzione federale.