98.1056 · Interrogazione ordinaria · 1998-04-29
Dipartimento dell'interno
Liquidato
Stellungnahme des Bundesrates
1.Casi conosciuti di immigrati clandestini affetti da gravi malattie trasmissibili
La visita effettuata dai servizi sanitari alla frontiera concernente malattie trasmissibili si limita alla tubercolosi, visto che un accertamento concernente altre malattie non si è rivelato efficace per la prevenzione del contagio. Rispetto al problema dell'introduzione di altre malattie dovuto al turismo di massa nei Paesi tropicali (circa 1 milione di viaggi di Svizzeri all'anno) quello del pericolo dovuto agli stranieri è trascurabile. Tuttavia si è conoscenza di alcuni casi in cui è stata accertata una tubercolosi su richiedenti l'asilo già prima della presentazione della richiesta e quindi prima della visita sanitaria alla frontiera.
2.Casi conosciuti di organi di polizia e personale medico e d'assistenza esposti a malattie
Il pericolo di contagio è minimo anche per coloro che professionalmente entrano in contatto con malati di tubercolosi. Lo stesso vale persino per il personale medico, in particolare per il personale d'assistenza di altri gruppi professionali. Tuttavia anche in questo contesto si è a conoscenza di alcuni casi di contagio. Bisogna tuttavia tener conto del fatto che in Svizzera la tubercolosi è una malattia per la quale esiste un trattamento, che in generale è curabile e che non ha conseguenze gravi.
3.Mezzi giuridici
I mezzi giuridici per impedire l'introduzione di infezioni sono sufficienti. Secondo l'articolo 7 della legge federale sulle epidemie (RS 818.101) il Consiglio federale prende i necessari provvedimenti per prevenire l'introduzione dall'estero di malattie trasmissibili. Può incaricare i Cantoni dell'esecuzione dei singoli provvedimenti. Secondo gli articoli 15 e 16 può essere ordinata la sorveglianza medica e l'isolamento di persone affette da malattie trasmissibili, ciò che in pratica non è mai necessario. Il provvedimento più efficace contro il contagio è il trattamento dei malati. Di regola la cura è anche nell'interesse dello stesso malato; per la tubercolosi, ad es., dopo due settimane il pericolo di contagio è cessato. In virtù dell'articolo 14 della legge per la lotta contro la tubercolosi (RS 818.102) la Confederazione accorda alla Lega polmonare svizzera sussidi per misure di controllo della tubercolosi. Un compito importante delle Leghe polmonari che operano su tutto il territorio è quello di sorvegliare che le persone affette da infezioni, Svizzeri e stranieri, assumano i medicamenti prescritti.
4.Garanzia in merito all'esecuzione degli esami
In Svizzera, l'esecuzione di esami su tutti i richiedenti l'asilo per rilevare la presenza di tubercolosi è garantita. Il tasso di casi infettivi di tubercolosi tra i richiedenti l'asilo è di 1 su 500; ai malati viene prescritta la dovuta cura. I problemi di carattere logistico in questi casi non sono certo irrilevanti e ad essi va aggiunto l'onere finanziario che ne deriva, anche se al momento della presentazione della domanda d'asilo ogni richiedente è a disposizione per la visita. In nessun Paese occidentale si reputa che un esame sistematico di tutti gli immigrati clandestini sia fattibile. Pur ammettendone la fattibilità, secondo stime interne all'amministrazione, i costi per impedire il contagio si aggirerebbero grosso modo a 1 milione di franchi per caso, mentre per la cura si spendono in generale poche migliaia di franchi. L'Ufficio federale della sanità pubblica sostiene un progetto pilota a Ginevra che prevede la distribuzione da parte delle farmacie di buoni per un esame radiologico a stranieri affetti da tosse dovuta probabilmente alla tubercolosi e che non sono affiliati a nessuna cassa malati. Ma questo progetto può funzionare solo se è mantenuto l'anonimato delle persone. Infatti le misure di prevenzione medica potrebbero essere compromesse da una loro strumentalizzazione a fini di politica migratoria. Un'estensione del programma dipenderà dai risultati della valutazione del progetto pilota. Non bisogna tuttavia sopravvalutare questo contributo alla lotta contro la tubercolosi, visto che le misure finora adottate in Svizzera hanno permesso di ottenere un buon controllo sulla malattia.
5.Pericolo di contagio con agenti patogeni letali
Mentre la tubercolosi si trasmette soprattutto all'interno di gruppi a rischio e in generale non è mortale, la trasmissibilità di malattie letali come l'aids o l'epatite è invece limitata a determinate condizioni e in generale ci si può proteggere con le misure di profilassi conosciute. In un confronto internazionale, tra l'altro, visto il tasso relativamente alto di casi di infezione da HIV nella popolazione svizzera per cause dovute soprattutto alla situazione locale, si può parlare di un pericolo per gli immigrati da non sottovalutare. La diffusione delle misure appropriate è uno dei compiti principali del "Projet Santé Migrants" dell'Ufficio federale della sanità pubblica. Inoltre i richiedenti l'asilo sono vaccinati contro l'epatite B. Grazie alla vaccinazione si può contenere una propagazione di detta malattia. Attualmente essa è raccomandata a tutti i giovani nel nostro Paese.
Risposta del Consiglio federale.