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17.3898 · Interpellanza · 2017-09-29

Dipartimento di giustizia e polizia

Liquidato

Wortlaut

Secondo i resoconti mediatici, lo Stato islamico (IS) si è impossessato di oltre 11 000 passaporti vergini. La minaccia aumenta significativamente, poiché gli attentatori islamisti potrebbero giungere in Europa e quindi in Svizzera camuffandosi da rifugiati. I resoconti dei media rinviano all'Ufficio tedesco per la migrazione e i rifugiati, il quale nel 2015 ha fatto esaminare a fondo 18 722 passaporti che presentavano anomalie, di cui 800 si sono rivelati falsificazioni. Per il 2016 è stato necessario controllare in dettaglio addirittura 81 301 passaporti, 8625 dei quali sono risultati falsificazioni. Il 10 per cento dei sospetti è pertanto stato confermato.

È lecito supporre che le cifre per la Svizzera si situino in un quadro analogo. Alla luce del grande numero di passaporti vergini rubati è quindi prevedibile che i cosiddetti terroristi dormienti possano giungere anche in Svizzera e pianificare, preparare o coordinare attentati camuffati da rifugiati siriani. Questo rischio può essere ridotto sospendendo il rilascio di permessi di soggiorno.

Il Consiglio federale è invitato a rispondere alle domande seguenti:

1. Ritiene che il grande numero di passaporti vergini rubati rappresenti un rischio per la sicurezza della Svizzera?

2. Occorre potenziare i controlli dei passaporti delle persone provenienti dal Vicino Oriente, in particolare dalla Siria?

3. Può garantire che in Svizzera non vengano rilasciati permessi di soggiorno a persone con passaporti siriani falsificati?

4. Quali misure sono adottate nel caso vengano fermate o individuate persone munite di passaporti falsificati?

5. In Svizzera sono stati segnalati passaporti siriani falsificati come avvenuto in Germania?

6. Il Consiglio federale ritiene ipotizzabile sospendere l'ammissione di cittadini siriani a causa della situazione attuale? In caso negativo, perché no?

Stellungnahme des Bundesrates

1. Nel caso delle falsificazioni a partire da documenti vergini si tratta di passaporti autentici che presentano tutte le caratteristiche tecniche dei documenti ufficiali. Per tale motivo, è assai arduo distinguere i passaporti falsificati da quelli rilasciati dalle autorità. In questi casi specifici, ma anche nel caso dei passaporti vergini siriani rubati cui fa riferimento l'autore dell'interpellanza, i rischi per la sicurezza sono minimi dato che la Svizzera ha accesso al sistema di ricerca di Interpol (banca dati Interpol "Stolen and Lost Documents") nonché, quale Stato associato alla cooperazione Schengen, al Sistema d'informazione Schengen (SIS II). Le caratteristiche dei passaporti rubati sono registrate all'interno di tali sistemi. In occasione di controlli di routine da parte della polizia e del Corpo delle guardie di confine (Cgcf) o di controlli sistematici alle frontiere esterne dello spazio Schengen, gli organi di sicurezza sono pertanto in grado di riconoscere con facilità i passaporti rubati come documenti falsificati a partire da documenti vergini.

2. Alle frontiere esterne dello spazio Schengen, i cittadini di Paesi terzi sono sottoposti a verifiche approfondite da parte del Cgcf o della polizia cantonale di Zurigo come disposto dall'articolo 8 paragrafo 3 del codice frontiere Schengen. Ciò significa che i passaporti siriani sono già controllati in modo sistematico e approfondito. Gli Stati membri di Schengen conoscono le peculiarità di tali passaporti.

3./4. La Segreteria di Stato della migrazione (SEM) verifica nei sistemi di ricerca di polizia nazionali e internazionali (cfr. risposta alla domanda 1) i passaporti consegnati agli atti dai richiedenti l'asilo siriani. In presenza di informazioni rilevanti, la SEM trasmette gli atti al Servizio delle attività informative della Confederazione (SIC) nonché all'Ufficio federale di polizia. Se dagli accertamenti risulta che una persona rappresenta una minaccia per la sicurezza interna o esterna della Svizzera, la sua domanda viene respinta e al contempo ne viene disposto l'allontanamento. Questo principio è applicato sistematicamente. È tuttavia fatto salvo l'articolo 25 capoverso 3 della Costituzione federale (Cost.; RS 101), secondo cui nessuno può essere rinviato in uno Stato in cui rischia la tortura o un altro genere di trattamento o punizione crudele o inumano.

Le autorità della Confederazione e dei Cantoni sono sensibilizzate al problema dei passaporti siriani. Esse verificano con cura i documenti presentati e, se necessario, avviano le misure del caso. Le autorità svizzere confiscano i documenti falsi, falsificati o utilizzati abusivamente.

Chiunque si presenti alle frontiere con documenti di viaggio falsi o falsificati commette un reato ai sensi dell'articolo 252 del Codice penale ("Falsità in certificati"). A tali persone viene negato l'ingresso nel paese e confiscato il documento. Contestualmente la persona in questione è denunciata al pubblico ministero del Cantone competente.

5. Già nel 2015, le autorità tedesche avevano messo la Svizzera a conoscenza di tali informazioni, cosicché le autorità elvetiche disponevano delle medesime informazioni ed erano già sensibilizzate a tale riguardo. I passaporti vergini rubati sono stati segnalati in diversi sistemi di ricerca ai quali hanno accesso anche le autorità svizzere.

6. Le persone accolte in Svizzera nell'ambito del programma di reinsediamento sono sottoposte a un controllo di sicurezza approfondito, che compete principalmente al SIC. Nell'ambito dell'esame per l'ammissione effettuato dalla SEM, sono rilevate le impronte digitali delle persone proposte per l'accoglienza al fine di accertarne l'identità. Le impronte digitali così come i dati personali sono verificati all'interno delle banche dati di ricerca e migratorie. Viene inoltre accertata l'autenticità dei documenti d'identità e di altri documenti rilevanti e al contempo sono effettuati confronti con i dati contenuti nei sistemi di ricerca.

Alla luce delle misure di sicurezza descritte, il Consiglio federale ritiene eccessivo escludere dal programma di reinsediamento i cittadini siriani bisognosi di protezione soltanto sulla base della situazione inizialmente illustrata.

Risposta del Consiglio federale.