La situazione dei diritti umani in Turchia. Che ne è del sostegno ai difensori dei diritti umani, degli sforzi di mediazione a livello diplomatico e delle esportazioni di materiale d'armamento?
18.4389 · Interpellanza · 2018-12-14
Dipartimento degli affari esteri
Liquidato
Wortlaut
La situazione dei diritti umani in Turchia continua purtroppo a essere molto preoccupante. Anche dopo la fine dello stato di emergenza migliaia di cittadini turchi restano in stato di fermo per il loro impegno politico democratico, per le loro prese di posizione a favore del rispetto dei diritti umani o in quanto rappresentanti dei media le cui posizioni non coincidono con quelle del presidente. La pressione sulle forze di opposizione continua ad aumentare, alcuni detenuti si trovano addirittura da mesi in cella di isolamento e si vedono negate le visite dell'avvocato o dei familiari, nonostante le reiterate richieste. Ciò provoca grande inquietudine anche tra i membri della diaspora curda proveniente dalla Turchia residenti in Svizzera.
Il Consiglio federale è quindi invitato a rispondere alle seguenti domande:
1. Applica attivamente anche in Turchia le linee guida del Dipartimento federale degli affari esteri concernenti la protezione dei difensori dei diritti umani? Quali misure concrete (p. es. visite ai detenuti, osservazione dei processi) hanno preso i rappresentanti della Svizzera negli ultimi tre anni?
2. Agisce per via diplomatica per cercare di far sì che la Turchia rispetti e applichi rapidamente quanto stabilito dalle sentenze della Corte europea dei diritti dell'uomo?
3. La Svizzera ha offerto attivamente i propri buoni uffici per mediare nel conflitto tra la Turchia e la minoranza curda, nel caso in cui il suo intervento fosse auspicato dalle parti in causa?
4. La Turchia non è solo teatro, sul proprio territorio, di conflitti armati, ma è coinvolta nel conflitto internazionale in corso nel Nord della Siria pur non avendo alcun mandato ONU. A fronte di questi fatti si può presupporre che la Svizzera non autorizzi alcuna esportazione di materiale d'armamento (p. es. veicoli blindati) verso la Turchia? Quali sono state le ultime esportazioni autorizzate verso la Turchia (tipo e data)?
5. È noto che rappresentanti della Turchia hanno tentato di rapire oppositori che si trovavano sul territorio svizzero. Sembra che il governo turco e le sue rappresentanze diplomatiche in Svizzera abbiano inoltre redatto elenchi di persone critiche nei confronti del governo - curde o che avrebbero legami con Gülen - e che queste persone siano anche state convocate dall'ambasciata. Il Consiglio federale ne è al corrente? Come giudica questi tentativi di intimidazione?
Stellungnahme des Bundesrates
1. Nelle sue risposte alle domande Glättli (18.5197 e 17.5450), il Consiglio federale ha dichiarato che la Svizzera attua le Linee guida sulla tutela dei difensori dei diritti umani. L'attuazione comprende, in particolare, anche il monitoraggio della situazione in Turchia mediante contatti con i difensori dei diritti umani e il loro ambiente nonché attraverso l'osservazione di processi o tramite progetti volti a rafforzare il rispetto dei diritti umani. Il Consiglio federale intende proseguire anche in futuro il proprio impegno in tal senso.
2. La Svizzera si impegna a favore di un'attuazione efficace e rapida delle sentenze definitive emesse dalla Corte europea dei diritti dell'uomo (Corte EDU) nei confronti degli Stati membri del Consiglio d'Europa, tra cui la Turchia. Inoltre partecipa finanziariamente al Fondo fiduciario per i diritti umani del Consiglio d'Europa (Human Rights Trust Fund, HRTF), il cui obiettivo principale è quello di potenziare i meccanismi per l'attuazione delle sentenze della Corte EDU. In tale contesto, il Fondo fiduciario per i diritti umani sta portando avanti un progetto in Turchia che mira a migliorare l'attuazione concentrandosi sul lavoro dei giudici e dei ministeri pubblici turchi.
3. Nella sua risposta alla domanda Béglé 16.5523 il Consiglio federale ha sottolineato di aver ripetutamente dichiarato la propria disponibilità ad assumere, su richiesta, un ruolo di mediatore per favorire un avvicinamento tra le parti, in particolare in seguito ai nuovi scontri armati che si sono verificati nel Sud-Est della Turchia nel luglio del 2015. Finora, però, la Turchia ha sempre dichiarato di non volere alcuna facilitazione o mediazione esterna, né da parte della Svizzera né di altri attori.
4. Il Consiglio federale rimanda al suo parere del 9 maggio 2018 relativo alla mozione Guhl 18.3246. Nel 2018, sulla base dell'articolo 23 della legge federale sul materiale bellico (LMB; RS 541.51) e dell'articolo 5 capoverso 3 dell'ordinanza sul materiale bellico (OMB; 514.511), sono state autorizzate esportazioni di singole armi da fuoco per uso privato destinate a diplomatici turchi nonché di pezzi di ricambio per sistemi di difesa antiaerea. Non sono state concesse autorizzazioni per l'esportazione di veicoli blindati. Le autorizzazioni concesse nel 2018 ammontavano a circa 3,6 milioni di franchi, ma le esportazioni effettive sono state pari a circa 96 000 franchi (di cui circa 4800 riguardanti le suddette armi da fuoco per uso privato e circa 91 000 concernenti assemblaggi e componenti per sistemi di direzione del tiro destinati ai sistemi di difesa antiaerea summenzionati). Le ultime autorizzazioni sono state rilasciate l'11 dicembre 2018 dalla Segreteria di Stato dell'economia d'intesa con i servizi competenti del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE).
5. I servizi competenti di Confederazione e Cantoni coordinano attivamente le loro attività di sorveglianza, soprattutto dopo il fallito colpo di Stato in Turchia. Il DFAE ha fatto capire alle autorità turche che in Svizzera vige l'ordinamento giuridico svizzero e che è vietato a uno Stato estero compiere atti sovrani in territorio svizzero (cfr. risposta all'interpellanza del consigliere nazionale Dittli 16.3649).
Risposta del Consiglio federale.