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24.3587 · Mozione · 2024-06-12

Dipartimento delle Finanze

Liquidato

Wortlaut

La Confederazione deve affrontare tre importanti sfide a livello di politica finanziaria:

- correggere il deficit strutturale pari a circa 4 miliardi di franchi, considerando la verifica dei compiti e dei sussidi;

- stabilizzare l’AVS entro il 2030 e oltre, in seguito all’accettazione dell’iniziativa popolare «Vivere meglio la pensione (Iniziativa per una 13esima mensilità AVS)»;

- aumentare le uscite per l’esercito all’1 per cento del prodotto interno lordo per colmare le lacune dell’armamento.

In considerazione di quanto precede, il Consiglio federale è incaricato di sottoporre al Parlamento un messaggio globale, con due atti normativi non vincolati giuridicamente tra loro, che comprende i seguenti adeguamenti:

- decreto 1 (maggiori entrate a favore dell’AVS): una percentuale IVA vincolata per un periodo di cinque anni pari allo 0,6 per cento a favore dell’AVS, idealmente a partire dal 1° gennaio 2026. In tale contesto è anche necessario esaminare un’eventuale revisione dell’articolo 107 capoverso 3 della legge federale sull’assicurazione per la vecchiaia e per i superstiti (LAVS), affinché il fondo di compensazione AVS possa scendere fino al 75 per cento delle uscite di un anno. La pianificazione finanziaria a lungo termine deve prevedere un ritorno graduale al 100 per cento. Inoltre il contributo della Confederazione a favore dell’AVS deve essere ridotto adeguatamente;

- decreto 2 (maggiori entrate a favore dell’esercito): una percentuale IVA vincolata per un periodo di cinque anni pari allo 0,4 per cento a favore dell’esercito, idealmente a partire dal 1° gennaio 2026. Nel quadro di una specifica strategia, il Consiglio federale deve illustrare le misure e le priorità volte a ripristinare la capacità di difesa della Svizzera.

Vista la situazione di estrema urgenza, occorre applicare una procedura simile a quella adottata per la riforma fiscale dell’OCSE. Oltre agli adeguamenti delle pertinenti disposizioni costituzionali sull’IVA, al Consiglio federale deve essere conferita, tramite una disposizione transitoria, la facoltà di procedere all’attuazione giuridica mediante ordinanza, affinché le revisioni possano entrare in vigore il prima possibile (idealmente l’1.1.2026).

Begründung

Secondo il rapporto sul piano finanziario di legislatura 2025−2027, che è stato pubblicato nel mese di gennaio 2024 e comprende le prospettive a medio termine fino al 2032, i deficit strutturali raggiungeranno un importo di 4 miliardi all’anno entro il 2032.

La decisione del Consiglio federale di iniziare a risanare il bilancio dando la priorità alle uscite ed eseguendo una verifica approfondita dei compiti e dei sussidi con l’obiettivo di sgravare il bilancio di circa 4 miliardi a partire dal 2030 è accolta favorevolmente. Con la mozione 21.3462 Mandato per la prossima riforma dell’AVS depositata il 30 aprile 2021, l’Esecutivo è inoltre stato incaricato di presentare entro la fine del 2026 riforme strutturali sul finanziamento dell’AVS a lungo termine a partire dal 2030.

L’accettazione il 3 marzo 2024 dell’iniziativa popolare «Vivere meglio la pensione (Iniziativa per una 13esima mensilità AVS)» ha peggiorato ulteriormente il deficit di finanziamento previsto nei prossimi anni (dal 2026).

A causa della guerra in Ucraina e il conseguente deterioramento della situazione in materia di sicurezza in Europa, il Parlamento ha deciso di aumentare progressivamente le uscite per l’esercito fino a raggiungere l’1 per cento del PIL al più tardi entro il 2030 (mozioni 22.3367 e 22.3374 Graduale aumento delle spese per l’esercito). Il freno all’indebitamento deve comunque essere rispettato.

In considerazione dell’urgente necessità di tali uscite supplementari e delle misure strutturali già previste sul fronte delle uscite e delle relative prestazioni, s’impone un finanziamento transitorio limitato a cinque anni.

Decreto 1 (maggiori entrate a favore dell’AVS): l’accettazione della riforma AVS 21 da parte del Popolo ha consentito di stabilizzare finanziariamente la principale assicurazione sociale fino al 2030. L’iniziativa popolare «Vivere meglio la pensione (Iniziativa per una 13esima mensilità AVS)», accettata dal Popolo il 3 marzo 2024, mette però nuovamente a repentaglio tale stabilizzazione e comporta dal 2026 un fabbisogno finanziario supplementare (prestazioni di rendita) dell’ordine di 4 fino a 5 milioni di franchi all’anno. Una parte del fabbisogno è compensata da 0,6 punti percentuali IVA (entrate di circa 2,22 mia. all’anno). Con la mozione 21.3462 Mandato per la prossima riforma dell’AVS depositata il 30 aprile 2021, il Consiglio federale è stato incaricato dal Parlamento di presentare entro la fine del 2026 riforme strutturali sul finanziamento dell’AVS a lungo termine a partire dal 2030. A seguito dell’accettazione della riforma AVS 21, questo mandato è divenuto ancora più urgente. A causa della 13esima mensilità AVS, il decreto 1 non è di per sé sufficiente per compensare integralmente il maggior fabbisogno finanziario dell’AVS. Di conseguenza, il finanziamento del fondo di compensazione AVS dovrà essere temporaneamente inferiore al 100 per cento, tenuto conto che non dovrebbe scendere al di sotto del 75 per cento. A tal fine è altresì necessario prendere in esame un’eventuale modifica dell’articolo 107 capoverso 3 LAVS. La pianificazione finanziaria a lungo termine deve prevedere un ritorno graduale al 100 per cento. Va inoltre ridotto adeguatamente il contributo della Confederazione, incrementato a seguito della 13esima mensilità AVS. L’attuazione di misure strutturali a partire dal 2030 rimane indispensabile.

Decreto 2 (maggiori entrate a favore dell’esercito): oltre alle riduzioni nel settore proprio dell’esercito decise dal Consiglio degli Stati nel quadro del messaggio sull’esercito (600 mio.), l’urgente necessità di colmare le lacune nell’armamento dell’esercito e di ripristinare la capacità di difesa della Svizzera richiede ulteriori entrate supplementari pari a 0,4 punti percentuali IVA (entrate di circa 1,48 mia. all’anno, ovvero 7,4 mia. sull’arco di 5 anni). Per raggiungere l’obiettivo di 10 miliardi a favore dell’esercito è dunque necessario disporre sul fronte delle uscite di 400 miliardi supplementari all’anno per la durata di cinque anni. Nel quadro del decreto 2, il Consiglio federale deve presentare la strategia volta a ripristinare la capacità di difesa della Svizzera, corredata di misure e priorità.

Antrag des Bundesrates

Respingere

Stellungnahme des Bundesrates

Il Consiglio federale accoglie favorevolmente l’orientamento della mozione. Infatti essa sostiene gli sforzi dell’Esecutivo volti a rispettare le direttive del freno all’indebitamento. Il 14 agosto 2024 il Consiglio federale ha definito i parametri per l’attuazione e il finanziamento della 13a mensilità AVS da presentare nel relativo messaggio. Questi corrispondono ampiamente alle richieste formulate dall’autore della presente mozione: il Consiglio federale prevede anch’esso il finanziamento tramite l’IVA, tuttavia, a tempo indeterminato e il contributo federale a favore dell’AVS deve essere ridotto in misura adeguata. In merito all’esercito, l’Esecutivo ha deciso che entro il 2035 le relative uscite debbano essere innalzate fino a raggiungere l’1 per cento del PIL e ha quindi presentato questo obiettivo nel corrispondente messaggio al Parlamento. Il necessario aumento delle uscite dell’esercito deve essere controfinanziato innanzitutto attraverso risparmi risultanti dalla verifica dei compiti e dei sussidi. Qualora il Parlamento dovesse auspicare un aumento delle uscite dell’esercito più rapido, un finanziamento tramite l’IVA sarebbe senz’altro una soluzione valutabile.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.