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24.4124 · Mozione · 2024-09-26

Dipartimento dell'interno

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di presentare una modifica della legge federale del 25 giugno 1982 sulla previdenza professionale per la vecchiaia, i superstiti e l’invalidità volta a migliorare l’accesso al 2° pilastro e il processo di risparmio, in particolare per le persone che lavorano a tempo parziale. A tal fine l’articolo 8 capoverso 1 andrà modificato in base ai seguenti principi: I datori di lavoro saranno tenuti a dare ai loro dipendenti il cui reddito raggiunge la soglia d’entrata la possibilità di scegliere di assicurare almeno l’80 per cento del loro salario annuo. I salariati saranno liberi di scegliere un’opzione di risparmio meno vantaggiosa, corrispondente a quella prevista dall’attuale legge per il salario coordinato. Al di sotto del salario annuo minimo, si applicheranno le condizioni previste per l’assicurazione sovraobbligatoria. Il Consiglio federale potrà, previa consultazione delle parti sociali, prevedere eccezioni e delegare alcune competenze alle parti sociali. CofirmatariAmaudruz, Giacometti, Gobet Nadine, Kamerzin, Kolly, Maitre, Nordmann, Pamini, Porchet, Revaz, Roduit, Ruch, Thalmann-Bieri, Theiler, Vontobel, Walder, Wasserfallen Christian, Wehrli

Begründung

Il no del Popolo alla riforma della LPP priva quasi 360 000 persone, il 75 per cento delle quali donne, di un miglioramento della propria rendita, poiché la deduzione di coordinamento impedisce loro di accedere al 2° pilastro. Dato che la modifica del salario coordinato non è stata contestata durante la campagna, occorre agire immediatamente su questo punto. Per evitare che una generazione venga sacrificata e giunga al pensionamento con un 2° pilastro insufficiente, possiamo e dobbiamo agire ora con misure facoltative, per esempio modificando l’articolo 8 capoverso 1 della legge sulla previdenza professionale per la vecchiaia, i superstiti e l’invalidità. Infatti, un numero sempre maggiore di datori di lavoro offre ai propri impiegati la scelta tra diversi piani di previdenza, che prevedono in particolare una deduzione di coordinamento ridotta a un importo più basso o addirittura nullo (vale a dire la possibilità di assicurare il salario AVS). Con questa proposta, si potrebbe adottare rapidamente una soluzione per permettere alle persone che desiderano versare contributi al 2° pilastro di farlo su base facoltativa. In compenso, nessuno sarebbe obbligato a versare contributi più elevati, il che rispetterebbe la volontà popolare. Le parti sociali verrebbero coinvolte in questo cambiamento e il Consiglio federale potrebbe prevedere le necessarie eccezioni per tenere conto delle situazioni specifiche.

Antrag des Bundesrates

Respingere

Stellungnahme des Bundesrates

Il Consiglio federale vuole trovare soluzioni per migliorare la previdenza dei salariati, in particolare quelli con un reddito modesto e/o con più datori di lavoro, affinché possano beneficiare di prestazioni di vecchiaia più elevate dopo il pensionamento. La soluzione proposta dall’autore della mozione pone però diversi problemi. In un’assicurazione obbligatoria collettiva, i requisiti minimi fissati dalla legge devono essere identici per tutti gli assicurati e non possono essere modificati secondo la volontà dei singoli salariati. Una tale possibilità di scelta comporterebbe una personalizzazione della previdenza. Questo equivarrebbe a individualizzare il conto testimone di ogni assicurato e accrescerebbe considerevolmente gli oneri amministrativi dei datori di lavoro e degli istituti di previdenza, il che causerebbe un aumento dei costi. Inoltre, i regolamenti degli istituti di previdenza sono parte integrante dei contratti di lavoro e devono dunque essere definiti in modo chiaro. Se la mozione fosse accolta, l’importo dei contributi del datore di lavoro dipenderebbe esclusivamente dalla scelta dell’importo della deduzione di coordinamento da parte dei singoli salariati e potrebbe dover essere adeguato a scadenze regolari. Dato il principio della parità dei contributi, il datore di lavoro sarebbe tenuto a pagare di più per i salariati che scelgono di ridurre l’importo limite inferiore del salario coordinato, con un conseguente aumento degli oneri a suo carico. Di solito sono le piccole imprese che, per motivi finanziari, offrono piani corrispondenti alla previdenza minima LPP. Se è vero che un certo numero di datori di lavoro offre ai propri salariati la scelta tra diversi piani di previdenza, in tutti questi piani l’importo del contributo del datore di lavoro rimane tuttavia identico. Inoltre questi piani sono proposti soltanto da istituti di previdenza con prestazioni integrate e non da istituti di previdenza che offrono le prestazioni minime LPP. Attualmente è in elaborazione un rapporto in adempimento del postulato Rechsteiner Thomas 23.4168 «Migliorare la situazione nel secondo pilastro dei salariati con più datori di lavoro», che farà il punto della situazione sui possibili miglioramenti della previdenza professionale per le persone con più impieghi. Nell’ambito del medesimo verrà esaminata anche la questione della deduzione di coordinamento. Inoltre, dopo la bocciatura della riforma della LPP è previsto di prendere contatto con i principali attori della previdenza per fare il punto della situazione sulle loro priorità e determinare quali future soluzioni di compromesso potrebbero permettere di migliorare il 2° pilastro, in particolare per le persone che lavorano a tempo parziale, con bassi redditi o che lavorano per più datori di lavoro. Se la Camera prioritaria accoglierà la mozione, il Consiglio federale proporrà alla seconda Camera di trasformarla in mandato di verifica.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.