26.302 · Iniziativa cantonale · 2026-03-27
Parlamento
Assegnato alla commissione competente
Wortlaut
Fondandosi sull’articolo 160 capoverso 1 della Costituzione federale e l’articolo 115 della legge sul Parlamento, il Cantone di San Gallo presenta la seguente iniziativa cantonale:
Il Gran Consiglio invita l’Assemblea federale a adeguare la legge federale sulla previdenza professionale per la vecchiaia, i superstiti e l’invalidità (LPP) in modo tale che i frontalieri domiciliati in Svizzera che lavorano nel Principato del Liechtenstein possano beneficiare della deduzione fiscale prevista per i contributi versati al pilastro 3a.
Begründung
Secondo l’Ufficio di statistica del Liechtenstein, nel 2024 nel Principato lavoravano 15 262 frontalieri domiciliati in Svizzera. Questo numero è aumentato notevolmente negli ultimi anni; si presume che gran parte di essi risieda nelle regioni del Cantone di San Gallo confinanti con il Liechtenstein, in particolare nella Valle del Reno, nella regione di Sargans e Werdenberg. Grazie agli stretti rapporti tra i due Paesi, per chi vive in Svizzera è facile trovare lavoro nel Principato del Liechtenstein.
In occasione dell’incontro dei fiduciari tenutosi il 30 ottobre 2025 presso l’Università di San Gallo, la divisione delle contribuzioni del Cantone di San Gallo ha comunicato che, a partire dal periodo fiscale 2027, verrà meno la possibilità di dedurre i versamenti al pilastro 3a per le persone domiciliate in Svizzera che lavorano nel Liechtenstein e sono assoggettate alle assicurazioni sociali in quel Paese. Il motivo è che l’Amministrazione federale delle contribuzioni (AFC) ritiene che la costituzione di un pilastro 3a secondo gli articoli 5 capoverso 1 e 82 LPP presupponga l’assoggettamento all’assicurazione svizzera per la vecchiaia e i superstiti (AVS). Essa ha richiesto per scritto alla divisione cantonale delle contribuzioni, a quasi 40 anni dall’introduzione del pilastro 3a in Svizzera, di non consentire più tali deduzioni ai contribuenti domiciliati nel Cantone di San Gallo che lavorano nel Principato del Liechtenstein.
Nel Secondo Accordo aggiuntivo alla Convezione di sicurezza sociale dell’8 marzo 1989 tra la Confederazione Svizzera e il Principato del Liechtenstein, i due Paesi hanno disciplinato il trasferimento diretto degli averi di libero passaggio tra la Svizzera e il Liechtenstein, in considerazione dei sistemi quasi identici dell’AVS e della previdenza professionale. Ciononostante, e benché la base legale non abbia subito modifiche, l’AFC giunge ora alla conclusione che questa prassi quasi quarantennale non debba più essere ammessa. Visto che i frontalieri in Liechtenstein sono assoggettati all’AVS di quel Paese, secondo l’AFC andrebbero soppresse sia la possibilità di effettuare versamenti nel pilastro 3a che la relativa deduzione fiscale. La divisione delle contribuzioni del Cantone di San Gallo ha finora ammesso tali deduzioni fiscali. Una soluzione ragionevole, collaudata e non burocratica sarebbe quindi inopinatamente abolita senza un motivo apparente. Il pilastro 3a è uno strumento adeguato per provvedere in modo responsabile e con agevolazioni fiscali alla propria vecchiaia. Consente di prevenire la povertà in età avanzata, la dipendenza dalle prestazioni complementari in Svizzera e le relative conseguenze finanziarie per gli enti pubblici. Il Cantone di San Gallo e la Confederazione Svizzera hanno interesse a impedire che, a causa della mancanza di incentivi, questo consistente gruppo di frontalieri domiciliati in Svizzera diventi in età avanzata un onere finanziario. Inoltre, questo cambiamento di prassi costituisce una discriminazione ingiustificata nei confronti di una parte dei contribuenti svizzeri.