Riconoscimento da parte della Svizzera del genocidio e dei crimini contro l'umanità nella provincia cinese dello Xinjiang
21.3321 · Mozione · 2021-03-18
Dipartimento degli affari esteri
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di rilasciare il più presto possibile una dichiarazione formale e pubblica a nome della Svizzera in cui riconosca che le atrocità inflitte attualmente dal Governo cinese al popolo uiguro e ad altre minoranze nella provincia dello Xinjiang (Turkestan orientale) corrispondono alle fattispecie giuridiche del genocidio e dei crimini contro l'umanità.
Begründung
Secondo numerose fonti indipendenti, le violazioni dei diritti umani contro gli uiguri e altre minoranze musulmane nella provincia cinese occidentale dello Xinjiang hanno raggiunto proporzioni inaudite. Da marzo 2017, più di un milione di persone sono detenute senza capo d'imputazione in "campi di rieducazione" dove sono sottoposte a lavori forzati, abusi psicologici e maltrattamenti, e sono quindi vittime di crimini contro l'umanità. Le sterilizzazioni forzate e le sottrazioni di minori effettuate nello Xinjiang costituiscono un genocidio ai sensi dell'articolo 2 lettera d e lettera e della Convenzione del 9 dicembre 1948 per la prevenzione e la repressione del delitto di genocidio. Numerosi Stati hanno condannato ripetutamente, e con toni molto duri, le azioni del Governo della Repubblica popolare Cinese nello Xinjiang. In una lettera firmata da 50 Paesi durante la 41a sessione del Consiglio dei diritti umani dell'ONU tenutasi l'8 luglio 2019 (A/HRC/41/G/11), anche la Svizzera ha chiesto l'immediata chiusura dei campi di lavoro forzato e un'indagine indipendente da parte dell'Alta commissaria dell'ONU per i diritti umani. Finora questi appelli sono purtroppo rimasti inascoltati. Nel frattempo, i parlamenti di Canada e Paesi Bassi hanno quindi definito i crimini commessi dal Governo cinese come genocidio.
È alla comunità internazionale che incombe principalmente la responsabilità di prevenire e chiarire i crimini più gravi riconosciuti dal diritto internazionale. Riconoscere questi crimini è quindi centrale per inquadrarli nel diritto internazionale e nell'ordinamento politico. La Svizzera ha interesse a un ordine giuridico globale stabile: aiutare le popolazioni nel bisogno e far rispettare i diritti umani nel mondo è un mandato costituzionale (art. 54 Cost.) e rispecchia la sua tradizione umanitaria.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
Come affermato nella sua risposta alla mozione del Gruppo socialista 19.4408, il Consiglio federale si dice molto preoccupato per la situazione dei diritti umani nello Xinjiang. E la Svizzera ha più volte espresso questa opinione in varie occasioni, a livello bilaterale e multilaterale. La Svizzera continuerà a chiedere alla Cina la chiusura immediata dei campi di detenzione e il libero accesso per l'alta commissaria dell'ONU per i diritti umani per un'indagine internazionale indipendente nella regione.
In questo contesto vi saranno anche rapporti sulla sorveglianza sistematica delle minoranze etniche e religiose, sul lavoro forzato e sulle sterilizzazioni forzate. Rapporti credibili relativi a gravi violazioni del diritto internazionale nella regione stanno aumentando. Ma il compito di determinare e qualificare eventi come genocidio oppure crimini contro l'umanità spetta in linea di principio a indagini e tribunali indipendenti e imparziali.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.