Lexipedia

17.3922 · Interpellanza · 2017-09-29

Dipartimento di giustizia e polizia

Liquidato

Wortlaut

La Svizzera intende potenziare la guardia costiera libica fornendo materiale, offendo formazioni e creando centri d'identificazione in quattro porti del Paese. A tal fine ha stanziato un milione di franchi.

Numerose ONG criticano il soccorso in mare in Libia. Quest'ultima ha infatti disposto una zona di divieto di navigazione vicino alle sue coste che impedisce a organizzazioni quali Médecins sans frontières o Sea Eye di soccorrere le persone in mare, nonostante negli anni scorsi abbiano salvato migliaia di naufraghi nelle medesime acque. Le imbarcazioni di soccorso sono ora bloccate nei porti (cfr. https://www.srf.ch/sendungen/kontext/retter-im-sturm?ns_source=web&srg_sm_medium=fb?ns_source=web&srg_sm_medium=fb). Al contempo pare che la guardia costiera libica, armata di mitragliatrici, non si limiti a salvare le persone ma le lascia pure annegare. Quelle soccorse dalla guardia costiera libica, inoltre, corrono il rischio di essere vittime di gravi violazioni dei diritti umani, compresi tortura, lavori forzati, violenza sessuale e arresti arbitrari (cfr. Human Rights Watch: https://www.hrw.org/news/2017/06/19/eu-shifting-rescue-libya-risks-lives; e articolo della "NZZ" del 30 agosto 2017).

Una recente perizia (cfr. http://www.bundestag.de/blob/525660/e43d2ccfb3b60ecb334f9276ae0f6f6c/wd-2-075-17-pdf-data.pdf) del servizio scientifico del Bundestag (la Camera bassa del Parlamento tedesco) è giunta alla conclusione che fornire sostegno alla guardia costiera libica viola il diritto internazionale in quanto presuppone che alle altre imbarcazioni è vietato soccorrere persone in mare. L'Agenzia UE per i diritti fondamentali ha inoltre affermato che secondo il diritto internazionale gli Stati europei che contribuiscono a potenziare le capacità destinate ai controlli migratori in Stati terzi sono corresponsabili per le violazioni dei diritti umani commesse da tali Stati nell'ambito di tali controlli. Lo studio sostiene che il sostegno finanziario costituisce un aiuto o un'assistenza nella commissione di un atto internazionalmente illecito se lo Stato sostenente è consapevole delle circostanze di tale atto, il che lo rende responsabile (art. 16 del progetto di articoli sulla responsabilità dello Stato della commissione del diritto internazionale). Anche il Consiglio di sicurezza dell'ONU ha chiaramente criticato la situazione dei diritti umani in Libia (cfr. http://www.un.org/ga/search/view_doc.asp?symbol=S/2017/761).

Invito il Consiglio federale a rispondere alle domande seguenti:

1. Chi beneficia del milione di franchi e per quali scopi questo viene impiegato?

2. Come intende verificare l'impiego effettivo del sostegno finanziario svizzero?

3. Come garantisce che la guardia costiera libica non violi i diritti umani nell'ambito del soccorso in mare e dell'accoglienza delle persone soccorse in Libia?

4. Quali sono le capacità dei quattro campi d'accoglienza previsti in porti libici e quante persone vengono soccorse ogni mese?

5. Come valuta la responsabilità internazionale della Svizzera per quanto riguarda le violazioni di diritti internazionali e umani da parte della guardia costiera libica?

Stellungnahme des Bundesrates

1. Tra il 2016 e il 2018 la Svizzera versa in tre tranche il suo contributo di un milione di franchi all'Organizzazione internazionale per le migrazioni (OIM). Quest'ultima attua in loco il progetto teso a potenziare le capacità di salvataggio della guardia costiera libica. Questo progetto finanziato dalla Svizzera è complementare agli altri due realizzati in questo ambito e finanziati dalla Commissione europea e dai Paesi Bassi. Conformemente al contratto di progetto tra la Svizzera e l'OIM, il contributo svizzero è impiegato per migliorare l'equipaggiamento destinato ai salvataggi in mare, elaborare istruzioni di lavoro corredate di norme che garantiscano che i migranti siano trattati in maniera conforme ai diritti umani, formare la guardia costiera libica e allestire quattro strutture di prima accoglienza per le persone salvate. A titolo di esempio, sono stati acquistati 500 kit di salvataggio che comprendono tra l'altro giubbotti di salvataggio, lampade tascabili, set di primo soccorso, coperte isotermiche e altri ausili per il nuoto. Il contributo della Svizzera ha permesso pure di dispensare a luglio 2017 una formazione nell'ambito dei diritti umani e dell'identificazione dei migranti bisognosi di protezione.

2. L'OIM informa regolarmente la Svizzera, oralmente e per iscritto, sull'impiego dei fondi e sullo stato di avanzamento nella realizzazione degli obiettivi del progetto, in particolare nel quadro dei rapporti redatti conformemente ai termini del contratto.

3. La politica migratoria estera della Svizzera pone la protezione dei migranti e il rispetto dei diritti fondamentali al centro del suo impegno. In un contesto come quello libico, caratterizzato dall'assenza di strutture statali elementari, di buon governo e dello Stato di diritto, far rispettare i diritti umani dei migranti rappresenta una sfida notevole. In tale contesto, con questo progetto la Svizzera si è impegnata pure a rafforzare i diritti umani degli interessati, sensibilizzando le autorità in merito a tali questioni e offrendo loro una formazione adeguata. Anche con il suo impegno in seno al gruppo di contatto del Mediterraneo centrale la Svizzera si adopera per migliorare la protezione dei migranti in Libia e durante il tragitto verso questa destinazione. La Svizzera cerca pure di impegnarsi in loco per migliorare la situazione umanitaria e la sicurezza umana nell'ambito della sua strategia di cooperazione nel Nord Africa con un budget di 16,8 milioni di franchi per il periodo 2017-2010. Si adopera per la protezione e l'assistenza delle persone particolarmente vulnerabili, sia tra la popolazione locale toccata dal conflitto armato, sia tra i migranti e i rifugiati.

4. Durante i primi nove mesi del 2017, la guardia costiera libica ha salvato dall'annegamento e ricondotto a terra oltre 14 000 persone. Le quattro strutture di prima accoglienza che la Svizzera sostiene con il suo contributo permettono all'OIM e all'Alto Commissariato dell'ONU per i rifugiati (ACNUR) di fornire servizi di base (cibo, vestiti, cure mediche ecc.). Si contano ormai 13 centri di prima accoglienza gestiti dall'OIM e dall'ACNUR. Grazie a queste strutture, l'OIM e l'ACNUR possono raggiungere quasi l'80 per cento delle persone salvate e registrarle. Questo sistema permette di identificare rapidamente i migranti bisognosi di protezione.

5. Il Consiglio federale riconosce la complessità del contesto attuale in Libia. Per questo motivo, si adopera in favore del rispetto del diritto internazionale e della protezione dei diritti umani. Contribuendo finanziariamente al progetto dell'OIM, il Consiglio federale aiuta, tramite questa organizzazione internazionale, la guardia costiera libica a migliorare le sue capacità di salvataggio nel rispetto del diritto internazionale e dei diritti umani. Secondo l'articolo 16 del progetto legislativo della Commissione del diritto internazionale sulla responsabilità dello Stato (aiuto o assistenza nella commissione di un atto internazionalmente illecito), cui fa riferimento l'autore dell'interpellanza, perché uno Stato sia responsabile sotto il profilo del diritto internazionale è necessario che: (1) lo Stato che presta assistenza sia consapevole delle circostanze che rendono il comportamento dello Stato assistito internazionalmente illecito; (2) l'aiuto o l'assistenza sia stata fornita con l'intenzione di facilitare la commissione dell'atto illecito e l'abbia effettivamente facilitata; e (3) l'atto sarebbe internazionalmente illecito se commesso dallo Stato che assiste. Viste la natura del progetto dell'OIM e le intenzioni del Consiglio federale, queste condizioni non sono adempiute.

Risposta del Consiglio federale.