17.4149 · Postulato · 2017-12-14
Dipartimento di giustizia e polizia
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è invitato a stilare un rapporto sulle possibilità della Svizzera e della comunità internazionale nel quadro della lotta alle cause della migrazione, illustrando in particolare le opzioni d'intervento sul piano delle cause economiche della migrazione e la coerenza della politica economica esterna, migratoria, fiscale.
Begründung
Il 13 novembre 2017 i membri del Gruppo di contatto per il Mediterraneo si sono riuniti a Berna. L'impegno della Svizzera per far fronte alla crisi dei rifugiati in Nord Africa e nell'Africa subsahariana nel rispetto dei valori umanitari è lodevole, come pure l'obiettivo di una strategia europea in materia di politica migratoria e asilo. Nell'ambito di queste attività tuttavia le cause vere e proprie della migrazione restano in ampia misura escluse. Le rivelazioni concernenti i cosiddetti Paradise Papers indicano di nuovo che la politica economica e fiscale globale favoriscono massicciamente la migrazione economica, in particolare dai Paesi africani, in quanto le persone di queste regioni ricche di materie prime vengono private delle prospettive basilari di vita. Numerosi gruppi di esperti, tra il l'Africa Progress Panel o l'High Level Panel on Illicit Financial Flows dell'ONU hanno documentato a sufficienza queste correlazioni. Il Consiglio federale è invitato ad analizzare la politica della Confederazione e la coerenza della sua politica migratoria ed economica esterna nonché ad avanzare proposte per far fronte in maniera efficace, sul piano internazionale, alle cause della migrazione.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.
Stellungnahme des Bundesrates
Il Consiglio federale si adopera per una politica estera coerente e credibile. La strategia di politica estera 2016-2019 e il messaggio concernente la cooperazione internazionale della Svizzera 2017-2020 confermano questo orientamento. Inoltre, le attività di cooperazione economica allo sviluppo condotte dalla Svizzera sono in sintonia con la strategia economica esterna, come illustrato nel suddetto messaggio. La Svizzera s'impegna a evitare le contraddizioni tra le diverse politiche settoriali e trasversali e di sfruttare le sinergie esistenti all'interno dell'Amministrazione. Nel messaggio il Consiglio federale ha menzionato anche la migrazione, i flussi finanziari internazionali e le questioni fiscali tra gli ambiti prioritari della coerenza politica per uno sviluppo sostenibile.
Nel settore della migrazione, la Svizzera persegue da anni un approccio interdipartimentale. Gli attori della cooperazione internazionale, in particolare la Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC), la Segreteria di Stato dell'economia (SECO) e la Divisione Sicurezza umana (DSU) attuano, d'intesa con la Segreteria di Stato della migrazione (SEM), il mandato di associazione strategica in materia di cooperazione internazionale e politica migratoria conferito dal Parlamento. Il mandato comprende l'integrazione di temi migratori nelle strategie condotte dalla DSC e dalla SECO nei confronti di diversi Paesi o regioni. La Svizzera dispone peraltro di organi interdipartimentali e meccanismi istituzionali tesi a promuovere la coerenza tra i diversi settori politici.
Oltre a salvaguardare il ruolo centrale della Convenzione di Ginevra del 1951 sullo statuto dei rifugiati e del Protocollo del 1967 a tutela dei perseguitati politici, la Svizzera si adopera anche per migliorare la protezione dei diritti umani dei migranti come pure per ridurre in maniera duratura le cause della migrazione forzata. In questo senso la cooperazione economica della SECO sostiene programmi nei settori dell'aiuto all'imprenditoria, delle competenze specialistiche, della gestione macroeconomica, dell'accesso a lungo termine al capitale e del miglioramento delle condizioni quadro nel mercato del lavoro.
Il Consiglio federale è consapevole della sfida costituita dai flussi finanziari sleali e illeciti (i cosiddetti illicit financial flows). Questi flussi mettono infatti in pericolo lo sviluppo sostenibile degli Stati coinvolti. Nel suo rapporto del 12 ottobre 2016 sui flussi finanziari sleali e illeciti provenienti da Paesi in via di sviluppo, il Consiglio federale illustra varie misure tese a lottare contro questo fenomeno. Inoltre, vari rapporti tematici, come ad esempio il rapporto sull'attuazione delle raccomandazioni del rapporto di base sulle materie prime, trattano diversi aspetti della coerenza della politica estera condotta dalla Svizzera. In adempimento del postulato von Graffenried 12.3503, il 9 dicembre 2016 il Consiglio federale ha adottato un rapporto con un piano nazionale d'azione per l'attuazione dei principi guida dell'ONU su imprese e diritti umani. La Svizzera è quindi uno dei primi Stati a disporre di una strategia di questo tipo, che punta a migliorare la coerenza tra le attività economiche e i diritti umani. Il Consiglio federale tratta temi inerenti alla coerenza anche nel rapporto sulla politica estera e in quello sulle attività della politica migratoria estera della Svizzera. A parere del Consiglio federale, si tiene pertanto già conto in misura adeguata della coerenza tra la politica economica esterna, quella fiscale e quella migratoria.
Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.